Dopo il pesante ko di Genova con la Sampdoria, il Napoli, pur di scena in un ‘San Paolo’ non proprio gremitissimo, riesce a riscattarsi e a portare a casa una gara davvero complicata. La Fiorentina, al termine di una sfida sul piano tattico e dei valori, complessa e intricata fino alla fine, va al tappeto ma non demerita, anzi con l’1-0 finale perfetta fotografia di un match ai limiti dell'irrisolvibile rebus.

Insigne però, emblema di questa partita e anche delle novità di posizione e di gioco introdotte da Ancelotti proprio per questa gara interna con la Fiorentina, scompagina gli equilibri trovando, alla nona conclusione di giornata, la firma dell’1-0, la seconda della sua stagione, la seconda pesante, da 3 punti. Una rete preziosa, determinante e che scaccia fantasmi, incertezze, polemiche e fantasmi che, alla vigilia dell’esordio di Champions di martedì prossimo con la Stella Rossa, sarebbero stati nocivi. Per la Viola, invece, ottime sensazioni con, al di là del risultato, la consapevolezza di avere una rosa giovane, ma al tempo stesso forte e attrezzata alla bisogna.

Insigne punta. Lorenzo ci prova e segna, Mertens soffre

Dopo la scoppola di Genova con la Sampdoria, per Ancelotti, è tempo di novità e non più di esperimenti. Novità, variazioni sul tema tattico per sorprendere gli avversari e mutare un gioco, quello ereditato da Sarri, specie davanti, troppo noto a chiunque in Serie A. E così, l’ex tecnico del Bayern Monaco, decide, almeno dall’inizio, di spedire in panchina Milik, affidarsi a Mertens da punta centrale ma, e qui risiede la svolta di giornata, non da panzer, da punto di riferimento fisso e unico contro gli statuari Pezzella, Vitor Hugo e Milenkovic.

Insigne al top in ogni graduatoria statistica d’attacco (LegaSerieA.it)
in foto: Insigne al top in ogni graduatoria statistica d’attacco (LegaSerieA.it)

Con lui, a scambiarsi la posizione, infatti, c’è Insigne che, quasi come nel primo anno di Sarri a Napoli, pare essere più un trequartista che un esterno d’attacco per un 4-3-1-2 globale. Una sorta di coup de theatre, di rivoluzione che mette il #24 nelle migliori condizioni per giocare tanti palloni e per entrare, anche nella affollata zona nevralgica del campo, più nel vivo del gioco partenopeo (9 conclusioni finali). E proprio dai piedi dell’ex Pescara, arrivano le idee offensive, e anche le conclusioni, migliori col suo primo tempo (e non solo) assolutamente all’altezza delle premesse e delle aspettative ancelottiane. Unico neo, soprattutto nella prima frazione di gara, la prestazione di Mertens che, vistosi ‘doppiato’ sui suoi passi, e quindi con meno spazio a disposizione, non riesce a incidere e a liberare tutte le sue enormi potenzialità.

Nella ripresa, poi, Lorenzo torna a sinistra con l’ingresso di Milik in campo ma non si allarga troppo perdendo le distanze dalla porta, anzi. Ed infatti, la sua prossimità al polacco gli garantisce lo spazio necessario, al 79’, per dettare il movimento a Milik, inserirsi fra le maglie della viola, e siglare il gol del definitivo 1-0.

le corsie d’attacco di Napoli (a sinistra) e Fiorentina (a destra) (Whoscored.com)
in foto: le corsie d’attacco di Napoli (a sinistra) e Fiorentina (a destra) (Whoscored.com)

Hysaj e Callejon non girano, Chiesa a sinistra (a destra) dà del filo da torcere

La sfida del ‘San Paolo’ si dipana su più livelli di gioco, su più temi che possono sbloccare un risultato, spesso, in bilico. La lotta è serrata e senza quartiere. In difesa, centrocampo e attacco. Ma sulle corsie laterali è davvero guerra con i tandem Callejon, Hysaj contro Chiesa e Biraghi e Mario Rui, Insigne contro Eysseric e Milenkovic a provare a scardinare le rispettive difese e spostare gli equilibri a favore di una o dell’altra squadra. Ma se sulla sinistra, Mario Rui, riesce grazie anche allo spazio lasciato dal suo compagno di squadra, col #24 a convergere al centro e garantire tanti metri al lusitano, a salire sulla corsia e a crossare con continuità, dall’altra parte i viola riescono ad arginare Callejon e Hysaj e a contrattaccare con pericolosità con Chiesa, per merito della sua generosità ed del suo dinamismo, pure, vicino al bersaglio grosso per la rete del momentaneo 0-1. Insomma, proprio per la timidezza nell’accompagnare la manovra napoletana dell’albanese ex Empoli, Pioli decide di spostare il proprio esterno classe ‘97 sulla sinistra per dare fastidio da quelle parti al Napoli e sfruttare un tutt’altro che apparente miss-match di giornata.

Nella ripresa, il nazionale azzurro torna a sinistra e, quasi come una seconda punta aggiunta, gioca al meglio anche nella sofferenza toscana del secondo tempo.

5, i palloni sradicati agli avversari da Allan (Whoscored.com)
in foto: 5, i palloni sradicati agli avversari da Allan (Whoscored.com)

Allan è ovunque, come al solito. In mezzo, buona prova di Eysseric

Nel mezzo, al centro del campo, la qualità e le armi a disposizione di entrambe le squadre sono tante e così, da una parte e dall’altra, si pensa a come disinnescarle per poi, una volta trovate le giuste contromisure, passare al contrattacco. Proprio per questo, Eysseric, in teoria nel tridente dei viola, scende spesso sulla linea del centrocampo con, sponda Napoli, Allan, il solito Allan, chiamato a mordere tutto (e tutti) quello che passa nei suoi pressi. Due misure conservative ma che non impediscono ai calciatori citati di fare bene anche in fase di possesso. Il brasiliano però, come di consueto, emerge per la garra, la grinta e la voglia nel recupero palla con il francese di Pioli, invece, a fare bene non solo in termini di interdizione ma anche nel mezzo col #7 ex Nizza bravo a regalare geometrie, dribbling, lampi di qualità e, perché no, qualche tiro pericoloso.

le posizioni medie di Napoli (a sinistra) e Fiorentina (a destra) (Whoscored.com)
in foto: le posizioni medie di Napoli (a sinistra) e Fiorentina (a destra) (Whoscored.com)

Milik non sfonda, ma serve l’assist vincente: il muro viola non regge

Nella ripresa, dopo 56’ giri di lancette non proprio all’altezza della situazione né della fama di Mertens, Ancelotti decide di affidarsi al polacco Milik per dare maggior peso ad un attacco, contro la muraglia viola, non sempre efficace, al netto delle tante conclusioni tentate.

E questa mossa, che prevede anche l’avvicinamento di Insigne al #99 partenopeo, restituisce subito copiosi dividendi con Milik a servire l’assist e Lorenzo, lo scugnizzo napoletano, a bucare in velocità prima MIlenkovic e poi Dragowski per la rete dell’1-0 e, pure, del successo del riscatto dopo il capitombolo ligure con la Sampdoria.

Tabellino e voti

Napoli (4-3-3) #27 Karnezis 6; #23 Hysaj 6-, #26 Koulibaly 6+, #19 Maksimovic 6, #6 Mario Rui 6.5; #5 Allan 7, #17 Hamsik 6.5, #20 Zielinski 5.5; #24 Insigne 7.5 (Dal 82’ Rog s.v.), #14 Mertens 5.5 (Dal 56’ Milik 6.5), #7 Callejon 6- (Dal 70’ Ounas 6). A disposizione: #25 Ospina, #22 D’Andrea; #33 Raul Albiol, #13 Luperto, #2 Malcuit; #42 Diawara, #8 Fabian Ruiz,#30 Rog; #99 Milik, #9 Verdi, #11 Ounas. Allenatore Carlo Ancelotti 6.5

Fiorentina (4-3-3) #69 Dragowski 6; #4 Milenkovic 6-, #20 Pezzella 6+, #31 Vitor Hugo 6-, #3 Biraghi 6-; #24 Benassi 6 (Dal 80′ Pjaca s.v.), #17 Veretout 5.5 (Fernandes 6), #8 Gerson 5.5 (Dal 60’ Dabo 6-); #7 Eysseric 6.5, #9 Simeone 6, #25 Chiesa 7+. A disposizione: #67 Ghidotti; #5 Ceccherini, #34 Diks, #16 Hancko, #2 Laurini; #14 Dabo, #26 Edimilson Fernandes, #6 Norgaard; #21 Sottil, #77 Thereau, #11 Mirallas, #10 Pjaca. Allenatore Stefano Pioli 6+