Nel calcio, uno dei fondamentali più importanti è, di sicuro, quello dell’ultimo passaggio, dell’assist, vincente o meno, capace di portare alla conclusione un compagno di squadra o di far approntare, alla manovra, un salto in avanti, uno sviluppo concreto. Insomma, l’emblema dell’altruismo, del come leggere i movimenti avversari, della visione di gioco e delle intuizioni palla al piede.

Ed in questo fondamentale tecnico, con soli 180’ a referto, nessuno,  in questo avvio di stagione, è riuscito ad eguagliare le vette raggiunte dallo spagnolo del Napoli Callejon. Certo, altri grandi talenti lo hanno superato in valore assoluto per passaggi chiave, e dunque per cambi di fronte o tocchi che liberano al tiro i propri compagni di formazione, ma nessuno con la frequenza del numero #7 campano. Un motivo in più per rivedere le scelte di Ancelotti al ‘Ferraris', con Callejon in panchina per tutto il corso del match, e per conoscere le statistiche dei migliori talenti d’Europa per capacità di creare occasioni e divenire, per questo, insostituibili nei propri collettivi.

Depay, Payet: la fantasia al potere

In Francia, nella Ligue 1 con già quattro sfide a referto, il dominio dei rettangoli verdi nello specifico comparto dei passaggi chiave è a completo appannaggio degli uomini di fantasia, estro, di quei calciatori cioè in possesso di dribbling, enormi qualità tecniche ma anche della capacità, proprio in virtù di queste doti, di attrarre gli avversari per poi scaricare la sfera all’uomo libero e, di conseguenza, meglio piazzato.

Ma non ci riferiamo a Mbappé, possibile Pallone d’Oro 2018, o a Neymar, suo collega di reparto nel Paris Saint Germain, ma a Depay e Payet che, rispettivamente con Lione e Olympique Marsiglia, sono riusciti a mettere insieme qualcosa come 18 fruttuosi tocchi per i compagni di squadra dominando non solo nel contesto transalpino ma anche in quello Europeo col talento di Rudi Garcia però, a prevalere nella disfida interna per minori minuti giocati, 351 a 360, rispetto al collega olandese.

Messi re della Liga

Cristiano Ronaldo non c’è più, e la Liga, ora, pare essere di esclusiva proprietà di Messi rimasto, quasi, l’unica stella assoluta nella galassia del football spagnolo o, almeno, nel novero dei migliori cinque del massimo torneo iberico. Ma l’assenza di un alter ego, di un rivale accreditato, di un nemico giurato che ti spinge a dare di più in pieno stile Hunt-Lauda, Borg-McEnroe, Magic-Bird, non pare aver sconvolto le già ottime abitudini in campo del #10 blaugrana, anzi.

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Quattro gol e quattro assist in altrettante partite, 4 dribbling a partita, 5 tiri per match, una rete ogni 68’ di gioco e, pure, 14 passaggi chiave in questo suo esordio di stagione. Uno score impressionante, in 270’ di gioco, che conferma la sua classe, la sua forza, il suo essere indispensabile, e pure perfetto, per e nell’economia di gioco del Barça con la ‘Pulga’ primissimo in Spagna davanti a Jonathan Silva (10), e Susaeta (9).

Silva-Salah, i mancini dominano la Premier League

In Inghilterra, di là della Manica, in Premier è un autentico dominio dei mancini con, nello specifico, Salah e Silva al top in questa particolare graduatoria. Ma se il primo, anche più prolifico dello spagnolo, impiega più minuti, 338, rispetto a Silva per mettere a referto 13 passaggi che portano al tiro o che sviluppano l'azione dell'attacco, l’esterno offensivo del Manchester City, con 95’ in meno, raggiunge lo stesso obiettivo delineando i contorni delle differenze, per caratteristiche, fra i due calciatori.

Più attaccante, punta e penetratore negli spazi l’egiziano, più suggeritore, uomo dell’ultimo passaggio l’iberico: eppure, ugualmente preziosi nell’attacco di Reds e Citizens.

Callejon top class: 12 passaggi chiave in 180’ di gioco

In Serie A, invece, come già annunciato, Callejon fa il vuoto con Luis Alberto e Pjanic, secondi a meno tre dallo spagnolo con, in media, 55’ di gioco in più, a raggiungere quota 9 passaggi che portano al tiro a partita. Nulla, o poco, rispetto al fatturato del #7 campano capace, nei meccanismi di gioco del Napoli, di segnalarsi non solo come primo difensore in fase di non possesso sulla destra, di prolifico esterno d’attacco azzurro ma anche come fulcro, chiave e grimaldello di un pacchetto offensivo impreparato, al momento, come visto a Genova con la Sampdoria, ad una sua assenza.

Gli automatismi di squadra ma anche le doti del ragazzo, sono impagabili e restituiscono, in 180’ di gioco, ben 12 ‘key pass’ per i propri compagni di squadra per uno score, dunque, al top non solo in Italia ma, anche, nel ‘vecchio continente’.

La Bundes è di Kimmich, il terzino perfetto

Per chiudere, infine, troviamo la Bundesliga, regno dei terzini, nella quale, appunto, i fluidificanti di fascia risultano, proprio per la loro posizione in campo e per la capacità di spinta dei ragazzi in questione, privilegiati nell’offendere e, dunque, nel consentire passaggi invitanti ai compagni.

Tolti Lewandowski, Lazaro o Muller, non proprio giocatori di ‘corsia’, infatti, nelle prime posizioni di questo ranking troviamo Schmidt dell’Augsburg, a quota 7 ‘key pass’ e, al top, in testa, Joshua Kimmich, a 8.