È il match della vita, forse, della stagione, almeno quella europea, di sicuro: il Napoli affronta il Liverpool e con quasi due risultati e mezzo su tre, prova a strappare una qualificazione, ad agosto nell'atto della stesura dei gironi, quasi impossibile. Con i vice campioni d'Europa che rischiano seriamente l'eliminazione per mano proprio dei ragazzi di Ancelotti. Un'ipotesi folle, un pronostico inverosimile che però turno dopo turno si è materializzato grazie a cinque incontri, quelli dei campani, ai limiti della perfezione.

Due vittorie, tre pareggi, una storica imbattibilità per i partenopei con, forse, l'unica pecca di non aver raccolto i 3 punti a Belgrado contro la Stella Rossa. Per il resto, girone da incorniciare è che ora attende la ciliegina sulla torta per un pass, ai punti, ma anche in termini di prestazioni, abbondantemente nelle corde di questo Napoli. E così, quando mancano ancora più di 48 ore alla supersfida di ‘Anfield Road’, ecco, nel dettaglio, moduli, caratteristiche di gioco e duelli individuali di Liverpool-Napoli.

così all’andata (transfermarkt.it)
in foto: così all’andata (transfermarkt.it)

Moduli a confronto: il 4-3-3 dei Reds sfida il 4-4-2 azzurro

I rossi di Liverpool dopo oltre tre anni di gestione Klopp hanno ormai assunto una fisionomia ben dettagliata col 4-3-3 e quei tre lì davanti, Salah, Firmino e Mané, a cercare di scompaginare i piani avversari e scaraventare in porta una grande quantità di palloni. Struttura e spartiti ben noti a tutti con i Reds bravissimi a sfruttare le corsie laterali, a giocare un calcio corale e a demandare poi all'attacco estro, creatività, dribbling e la giocata giusta, quella vincente. Una formazione ostica, molto solida e che fa del ritmo, dell'aggressività e della corsa, un suo importantissimo punto di forza. Specie fra le mura amiche con i ragazzi della Merseyside in vita in Champions grazie alle due vittorie casalinghe contro Paris Saint Germain e Stella Rossa. Stasera però, come accade da qualche tempo, soprattutto in campionato, Alisson e soci potrebbero scendere in campo col 4-2-3-1 con Shaqiri in luogo di una delle mezzeali di Klopp per una maggiore compattezza in fase di transizione negativa ed una maggiore propensione all'inserimento, specie di quelli dell'egiziano Salah davanti a Firmino.

Dall'altro lato, invece, il sistema di gioco potrebbe variare e subire alcune modifiche dell’ultim’ora col 4-4-2 capace di trasformarsi in un più accorto 3-5-2 con gli esterni di centrocampo, in fase di non possesso, ad abbassarsi sulla linea difesa per uno scudo a cinque dinanzi a Ospina. Dettagli che però valgono tanto con Maksimovic, come all’andata, fattore, ago della bilancia dell’equilibrio azzurro e probabile protagonista, sia come centrale a tre, con Raul Albiol e Koulibaly, che da fluidificante destro in un pacchetto arretrato a quattro. Insomma, 4-3-3 contro 4-4-2, voglia di offendere contro intelligenza tattica e ripartenze per una sfida, sul filo dei numeri e delle alchimie di campo, eccezionale.

I numeri delle squadre: squadre che giocano palla a terra

I numeri di Champions, poi, ci parlano di due squadre, al di là dei sistemi di gioco, molto simili per interpretazione del match e volontà di imporre il proprio calcio. Sia i Reds che gli azzurri, infatti, giocano molto la palla, con il 55% di possesso medio della sfera ed una precisione nei tocchi che si aggira sull’88%, battono molto le corsie laterali, più quella destra per i padroni di casa (il 41% delle azioni viene da quella zona del campo), più quella mancina per gli ospiti (40%), segnano da azione manovrata (5 gol per parte) e calciano con tanta frequenza verso la porta avversaria.

le corsie laterali di Liverpool (a sinistra) e Napoli (a destra) (whoscored.com)
in foto: le corsie laterali di Liverpool (a sinistra) e Napoli (a destra) (whoscored.com)

Ben 14.6 le conclusioni per match europei per il Liverpool, ben 16.8 per il Napoli per quasi 1 gol e mezzo a partita per entrambe (1.6 a 1.4 per gli inglesi) ed una capacità di convertire in rete quasi il 10% delle conclusioni totali (10% per la banda Klopp, 8% per quella Ancelotti). Cifre statistiche importanti che raccontano la forma mentis delle compagini in campo che, di sicuro, martedì sera daranno vita ad una battaglia campale sotto il segno del bel calcio per una gara, ne siamo certi, a viso aperto.

Salah sfida Insigne: velocità, classe e gol ad Anfield

Nelle notti stellate, quelle che contano e fanno tremare i polsi dei tifosi, i campioni vengono fuori con guizzi e lampi vincenti.

Come quello allo scadere di Insigne all'andata al ‘San Paolo’, come i tanti che hanno costellato l'avventura britannica di Salah che, contro il Napoli, ha segnato una sola volta in cinque occasioni. Insomma, i protagonisti attesi che potrebbero cambiare le sorti del match sono loro che, quasi in maniera analoga, hanno subito la stessa evoluzione tattica. Partiti esterni d'attacco, infatti, i due talenti si sono vieppiù avvicinati alla porta, al bersaglio grosso affinando doti balistiche, in origine, già molto promettenti.

Una rivoluzione quasi banale, con l'avanzamento delle loro posizioni in grado di restituire grandi dividendi e farli emergere finalmente in maniera totale e definitiva. Gol e dribbling, fantasia e visione di gioco, velocità di pensiero e classe ed un tiro a giro, minimo comune denominatore, che fa sognare e che sembra l'arma letale a cui affidare le reciproche speranze: Insigne contro Salah, che vinca il migliore.

Il Napoli si qualifica se…

Il Napoli affronta il Liverpool forte di un percorso, nel Gruppo C, quasi perfetto e, come detto, privo di molti rimpianti, Belgrado a parte. E così, questa condotta, permette ai ragazzi di Ancelotti di sfidare con relativa tranquillità gli inglesi potendo contare addirittura su due risultati su tre. In caso di vittoria o di pareggio, infatti, campani qualificati con il Paris Saint Germain, specie in caso di pareggio ad ‘Anfield’ a determinare poi la posizione dei napoletani.

In caso di Ko senza gol, e di contestuale successo dei transalpini, invece, Napoli irrimediabilmente condannato all’eliminazione con la conseguente retrocessione in Europa League. Con un solo gol di scarto, 2-1, 3-2, 4-3, 5-4 e così via in caso di sconfitta, al netto del successo dei parigini, azzurri qualificati per via delle reti segnate negli scontri diretti con i Reds in trasferta. Due, quasi tre, risultati pro-Napoli ma i partenopei, ed il loro esperto allenatore, non si fidano: a Liverpool per fare la partita e, possibilmente, vincerla.