Il Milan torna grande e, grazie al 3-2 casalingo contro la Sampdoria, recupera un po’ di fiducia e serenità dopo i due ko di fila rimediati contro Inter e Betis Siviglia. Il 4-4-2 funziona, così come i continui cambi di gioco ed il tandem d’attacco HiguainCutrone. Funzionano pure Suso, autentico Re Mida di questa squadra, e la voglia, l’applicazione e la cattiveria agonistica di tutti i ragazzi di Gattuso. ‘Ringhio’ ha in pugno la squadra, almeno emotivamente, e si vede.

La difesa, invece, non pare essere all’altezza dei sogni e delle ambizioni dei meneghini con Donnarumma a subire gol da ben 15 gare consecutive in Serie A. Una zavorra non da poco. Un peso che contribuisce a rendere ancora più complicata la sfida contro i blucerchiati, bravi a dare del filo da torcere ai padroni di casa fino all’ultimo minuto utile, e che si risolve solo grazie alle splendide prestazioni di Higuain e Cutrone ed alla saetta dalla destra scoccata al 62’ dallo spagnolo Suso.

Suso illumina, che gol per il vantaggio

Quando si gioca contro la Sampdoria ed il suo strettissimo 4-3-1-2, molti allenatori cercano di sfruttare l’ampiezza del gioco e le corsie laterali. La stessa ricetta, in buona sostanza, che prova a mettere insieme sin dall’inizio Gattuso con il tecnico del Milan, peraltro in discussione alla vigilia del match dopo i due Ko consecutivi fra derby ed Europa League, a costruire un solido 4-4-2 fondato, appunto, sulle fasce.

la geografia del gioco di Milan e Samp (Whoscored.com)
in foto: la geografia del gioco di Milan e Samp (Whoscored.com)

E se il #10 rossonero Calhanoglu non è ancora al meglio per via di un problema rimediato proprio nella stracittadina di domenica scorsa, a Suso, in grande spolvero e con già 6 assist stagionali, viene demandato il compito di creare gioco e supportare sulla mediana Higuain e Cutrone.

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E lo spagnolo, senza batter ciglio, esegue. Complice una porzione di campo, quella sinistra della Sampdoria, non presidiata al meglio dal duo Murru (100esima in A oggi per lui) Linetty, infatti, l’#8 del ‘Diavolo’ fa il bello ed il cattivo tempo dribblando gli avversari con estrema facilità, tagliando il campo in due con veloci serpentine ed anche traversoni ad allargare per l’altra ala Laxalt per poi servire, già al 17’, un bel cioccolatino da scartare per Cutrone e la rete del momentaneo vantaggio del Milan. Qualità e continuità di rendimento che, specie nella prima frazione di gioco, sembrano delineare i contorni di una prestazione da predicatore nel deserto.

Nella ripresa, poi, malgrado l’arrivo di Sala sui suoi passi, Suso si esalta ed estrae dal cilindro l’ennesimo coniglio della sua brillante carriera. Arriva il gol della domenica, un siluro dei suoi, un tiro a giro di mancino che spezza l’equilibrio ed indirizza il match: Super-Suso.

Saponara solido, si allarga a sinistra alle spalle di Biglia e Suso. Gol e assist per lui

Quindici minuti contro il Sassuolo per fare le prove generali e cancellare l’infortunio al bicipite femorale rimediato contro il Napoli e che lo aveva tenuto ai box per ben sei gare. Quindici minuti propedeutici al ritorno a tutti gli effetti nel ritmo gara e per riportare Saponara nell’alveo dei migliori trequartisti del campionato, proprio in vista dello scontro con una sua ex: il Milan.

Insomma, un preludio a quello che poi sarebbe stato oggi col numero #5 blucerchiato a riprendersi la zona intermedia fra centrocampo e attacco e dominare sui rispettivi avversari in mediana. Biglia, distratto in impostazione, e Kessié, non al meglio dal punto di vista fisico, non riescono ad arginarlo e lui, Saponara, ne approfitta. Il suo, difatti, è un movimento costante, preciso, dettagliato con l’ex viola a mettere insieme percussioni centrali palla al piede ma anche tagli ad allargare la difesa sulla sinistra per permettere a Quagliarella e Defrel di dialogare al meglio fra di loro, e non solo. E proprio con il #27 campano, Saponara, instaura un bel discorso al ‘Meazza’ con entrambi gli avanti di Giampaolo a scambiarsi il favore in occasione dei loro rispettivi gol anche se, c’è da dire, che la rete, peraltro la numero 130 in A, dell’attaccante stabiese viene fuori da un autentico gioiellino del nativo di Forlì: scavetto per un dolcissimo lob e mancino di prima intenzione per Quagliagol. Fragile e prezioso, ma anche stupendo, come un cristallo boemo.

l’heatmap di Higuain e Cutrone contro la coppia centrale (a destra) Andersen–Tonelli (Whoscored.com)
in foto: l’heatmap di Higuain e Cutrone contro la coppia centrale (a destra) Andersen–Tonelli (Whoscored.com)

Higuain-Cutrone ok. Perforata la miglior difesa della Serie A

Il partito delle due punte, sostenuto nella storia recente del Milan anche da un glorioso ex presidente come Silvio Berlusconi, è cresciuto di settimana in settimana con Gattuso costretto, per le non perfette condizioni di Calhanoglu ma anche per i numeri dei due suoi bomber, a cedere e a schierarli insieme dal primo minuto. Un esperimento, l’ennesimo, che produce, contro la miglior retroguardia del campionato, notevoli dividendi. Dapprima, al 17’, Cutrone buca la porta di Audero per confermare la sua vena realizzativa e la sua media da un gol ogni 40’ di gioco, e poi, al 36’, Higuain buca per la seconda volta il pacchetto arretrato composto da Andersen e Tonelli per il momentaneo 2-2.

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Ma proprio quest’ultima segnatura pare essere il manifesto ideologico di questo nuovo tandem: il ‘Pipita’, più basso, raccoglie palla dal limite dell’area di rigore, lo serve al #63 rossonero, si butta nello spazio per poi chiudere un perfetto uno-due con lo stesso Cutrone capace di metterlo dinanzi ad Audero che, come da copione, nulla può sulla rasoiata mancina del #9 argentino. Gol, pareggio ed ulteriore indizio, che fa una prova, della assoluta compatibilità fra i due nel reparto offensivo del Milan e con Paquetà in arrivo, chissà che il 4-3-3, con buona pace di ‘Ringhio’, non possa finire in soffitta.

Milan abbiamo un problema: la difesa non regge

E sono quindici. Ma non il numero di vittorie consecutive, come magari avrebbero sperato i tifosi rossoneri, ma le partite consecutive nelle quali il Milan, in Serie A, prende gol. E non accadeva dal 1946. Insomma, Houston, anzi Milano, abbiamo un problema. Un problema chiamato difesa e che anche stasera fa sentire la propria voce. Saponara prima e Quagliarella poi, infatti, mettono a nudo le lacune di una retroguardia che appare, spesso, troppo lineare e non sempre in grado di leggere gli uno contro uno per una struttura a quattro sempre uguale, che scivola male. Certo, non esistono blocchi, isolati compartimenti stagni con pure il centrocampo responsabile di questa condotta ma anche oggi Musacchio e Romagnoli, Rodriguez e Calabria, non mettono al riparo il proprio portiere da azioni pericolose con Donnarumma, stavolta non per sue colpe, a capitolare sotto i colpi blucerchiati.

Tabellino e voti

Milan (4-4-2) #99 Donnarumma 6; #2 Calabria 6 (Dal 78’ Abate 5.5), #22 Musacchio 5.5, #13 Romagnoli 6, #68 Rodriguez 6; #8 Suso 8, #79 Kessié 5.5, #21 Biglia 5.5, #93 Laxalt 6 (Dal 89′ Calhanoglu s.v.); #9 Higuain 7, #63 Cutrone 7 (Dal 76’ Castillejo 6). A disposizione: #90 Donnarumma, #25 Reina; #20 Abate, #17 C. Zapata; #14 Bakayoko, #16 Bertolacci, #12 Conti, #4 Mauri, #77 Halilovic; #7 Castillejo, #11 Borini, #10 Calhanoglu. Allenatore Gennaro Ivan Gattuso

Sampdoria (4-3-1-2) #1 Audero 6+; #24 Bereszynski 6.5, #3 Andersen 5.5, #26 Tonelli 6-, #29 Murru 5.5 (Dal 29’ Sala 5.5); #16 Linetty 6-, #6 Ekdal 6+, #10 Praet 6.5; #5 Saponara  7.5 (Dal 77′ Caprari 6); #27 Quagliarella 7.5, #92 Defrel 6 (Dal 61’ Kownacki 5.5). A disposizione: #33 Rafael, #72 Belec; #15 Colley, #25 Ferrari, #22 Junior Tavares, #7 Sala; #4 Vieira, #8 Barreto, #14 Jankto, #11 Ramirez; #17 Caprari, #99 Kownacki. Allenatore Marco Giampaolo