La partitissima del dodicesimo turno è senza dubbio quella di stasera fra Milan e Juventus con entrambe le squadre chiamate, per i rispettivi obiettivi di classifica, ad avere la meglio sull’altra e lanciare vari segnali al campionato. In caso di successo dei padroni di casa, infatti, i meneghini proseguirebbero sulla scia degli ottimi risultati dell’ultimo periodo (3 vittorie di fila), riaprendo il torneo e rilanciandosi in chiave Champions; in caso di affermazione degli ospiti, invece, si verificherebbe una ulteriore spallata a questa Serie A con la ‘Vecchia Signora’ a guadagnare la ‘palma’ di corazzata inattaccabile.

Un match buono però, anche per riscattare il flop europeo di metà settimana della Juve, e per estendere l’onda lunga delle buone prove, anche col Betis, del Milan, letteralmente rinato dopo le ambasce provocate dal derby e, proprio, dal ko interno contro gli spagnoli in campo internazionale. E poi? E poi Allegri contro il suo recente passato, CR7 all’esame Milan (a cui ha già segnato due volte in sei gare), Bonucci nel tempio che un solo anno fa era stato suo, Higuain contro i suoi ex compagni ed il club che praticamente lo ha scaricato in estate, due 4-3-3 (o quasi) a confronto e due delle migliori potenze di fuoco in attacco dell’intera massima categoria. Insomma, gli ingredienti per vivere una sfida sensazionale e senza esclusione di colpi ci sono, eccome ed i 5 milioni di record di incasso ed i 200 Paesi collegati questa sera lo dimostrano.

i probabili lineup di Milan e Juve (whoscored.com)
in foto: i probabili lineup di Milan e Juve (whoscored.com)

I moduli a confronto: il 4-3-3 è il minimo comun denominatore

Solidità, concetti di gioco e moduli già oleati per vincere ed avere la meglio sull’altro. Ma anche capacità, pure repentina, di cambiare tutto in corso d’opera e mostrare un volto tattico differente. Ma andiamo con ordine. I padroni di casa, come ormai da un anno, e cioè dall’approdo di Gattuso in panchina, dovrebbero affidarsi al 4-3-3, ovvero: al marchio di fabbrica dei rossoneri messo in mostra in ben 41 delle 49 sfide totali con ‘Ringhio’ alla testa della compagine lombarda. Linea a quattro, tre centrocampisti, regista compreso, due esterni che stringono il campo e convergono al centro, a piede invertito, ed un punta, col dente avvelenato, come Higuain.

Questo, almeno, nelle intenzioni del tecnico calabrese che però, prima di stasera, dovrà fare i conti con l’infermeria e con una serie di infortuni/acciacchi che potrebbero minare le sue intenzioni di formazione. I principi però, restano immuni alle assenze di sorta con i rossoneri, anche se costretti al 4-4-2 (Suso e Laxalt sulle fasce e Cutrone ed il recuperato Higuain davanti), a voler imporre il loro gioco, allargare il campo (il 77% delle azioni meneghine arrivano da queste zone del rettangolo verde), appoggiarsi più sulla destra (dove staziona Suso), servire i bomber di riferimento e rivelarsi pericolosi.

le zone di gioco prevalenti di Milan e Juventus (whoscored.com)
in foto: le zone di gioco prevalenti di Milan e Juventus (whoscored.com)

Strategia simile, ma con uomini ovviamente differenti, per gli ospiti con la Juventus pronta, malgrado un vestito di gioco non sempre identico in questo avvio di stagione (un 3-4-2-1, due 4-4-2, un 4-3-1-2 ed un 4-2-3-1), a rispondere col 4-3-3 già proposto in nove delle 15 gare sin qui disputate. Qui però, a differenza dei rivali di serata, i possibili forfait di Bernardeschi, Douglas Costa e Cancelo, quest’ultimo sulla via del recupero, non dovrebbero compromettere l’impianto totale di squadra con il 4-3-3, ma anche l’evoluzione del gioco sulle corsie (il 72% delle azioni piemontesi giunge da lì), il tandem DybalaCR7 come bussola su per guidare la presa del ‘Meazza’.

gli attacchi di Milan e Juventus (whoscored.com)
in foto: gli attacchi di Milan e Juventus (whoscored.com)

Attacchi da urlo, Milan e Juventus al top per qualità offensive

I sistemi di gioco, i tatticismi ed i piani partita, stasera, verranno di sicuro messi a dura prova da due dei migliori attacchi del campionato. I numeri, sempre eloquenti, difatti, mostrano la qualità dei reparti offensivi a disposizione di Gattuso e Allegri con entrambe le formazioni a primeggiare in diverse categorie statistiche della Serie A. Ventuno gol per i padroni di casa, 24 per gli ospiti, ovvero 45 gol in totale, che ci parlano del primo e del terzo attacco del massimo torneo.

le difese di Milan e Juventus in numeri e cifre statistiche (whoscored.com)
in foto: le difese di Milan e Juventus in numeri e cifre statistiche (whoscored.com)

Ma non solo, sul rettangolo verde di Milano, si sfideranno due delle più brave ed autorevoli nel gestire il possesso palla, 52,3% per il Milan, 58,5% per la Juve, le formazioni che calciano con maggior frequenza verso la porta rivale, terzo il Milan con 18.3 conclusioni di media, prima la ‘Vecchia Signora’ con 20.4 tentativi per match, le compagini con più dribbling all’attivo, 9.5 di media per la Juve, 7.8 per il Milan, ma anche i migliori collettivi nel produrre passaggi chiave che portano al tiro: 31 in due per gara. Insomma, le qualità in attacco ci sono con uomini come Suso, Mandzukic, CR7, Higuain, ma anche Dybala o Cutrone degni esponenti di un calcio propositivo, tecnico e votato al gol.

Difesa inusuali: il ‘Diavolo’ e la ‘Vecchia Signora’ concedono tanto

Juventus e MIlan, invece, non sembrano loro in questo specifico aspetto, ovvero: la difesa. In fase passiva, infatti, entrambe le compagini soffrono fin troppo concedendo tanto o, almeno, molto rispetto a quanto storicamente fatto da entrambe nel nostro campionato. Ma è il Milan, nel confronto fra le due squadre, ad avere la peggio con l’undici di Gattuso a subire gol in ogni singola uscita del suo campionato fino alla recente, e pure fortunata, uscita con l’Udinese.

il confronto, whoscored, fra il ’Pipita’ e CR7
in foto: il confronto, whoscored, fra il ’Pipita’ e CR7

La Juventus, da parte sua, non si mostra bunker inviolabile con già 8 gol a referto, praticamente un terzo di quanto incassato in 38 gare dello scorso campionato. E poi, 11.8 tiri per gara concessi dai padroni di casa a fronte degli 8.8 della Juventus con una media del 10% delle conclusioni a bersaglio per i rossoneri e l’8% per i bianconeri per un bilancio di reti incassate, per sfida di serie A, che vanno dalle 1.3 del ‘Diavolo’ alle 0.7 della ‘Vecchia Signora’. Insomma, il gol, come risultato per i più avidi scommettitori, pare il risultato più probabile dall’analisi dei due collettivi, attacco-difesa.

Higuain contro CR7, è show a ‘San Siro’

Tanti temi, dunque, all’interno di una sfida che, negli anni ‘90, portava irrimediabilmente allo scudetto. Ben otto negli anni che chiusero il millennio e ne condussero ad uno nuovo, di sicuro diverso, anche per questa partitissima. Tanta carne al fuoco dicevamo, tanti ex a confronto, ritorni, dolci e amari, e diverse battaglie individuali con il ‘Pipita’ contro CR7 come punto più alto di questa rivalità sull’asse Milano-Torino. Il primo, vuole colpire la ‘Vecchia Signora’ che lo ha letteralmente scaricato in estate accompagnandolo alla porta dopo l’affare Ronaldo, il secondo, invece, non certo dimentico dei duelli con Gattuso, vuole ricacciare in gola al tecnico calabrese il 3-2 subito in Champions 11 anni fa dal suo Manchester United contro Kakà, Seedorf e soci con il mediano calabrese, all’epoca, a bloccare il talento di Funchal. E quando alle motivazioni di un Milan-Juve si aggiungono queste ragioni personali, lo spettacolo è assicurato.

E sarà tale anche per le caratteristiche in campo dei due bomber rosso-bianco-neri con Higuain meno seconda punta rispetto al recente passato, solo 1 assist ed un passaggio chiave per match, e cinque totali gol all’attivo e CR7 onnipresente, da prima, seconda e pure terza punta con 7 reti a referto, 5 assist vincenti ed uno score che lo porta a condizionare i destini offensivi dei suoi nel 50% dei casi in campionato. E poi talento e dribbling, visione di gioco e ferocia sotto porta, 155 milioni di euro di valore di mercato in due ed una voglia, matta, di far gol e vincere, anche, il duello personale fra loro da ex compagni di squadra che, però, non si sono mai troppo amati.