Una scelta sbagliata. Così Leonardo Bonucci definì il trasferimento in rossonero. A distanza di un anno, dopo essersi ‘sciacquato la bocca' sotto la Curva della Juventus all'Allianz Stadium quando indossava la maglia rossonera, si ritrova dall'altra parte della barricata e l'accoglienza che riceverà a San Siro non sarà delle migliori. E' stato così anche a Torino, quando nell'estate scorsa prese un bel po' di fischi perché la parte più intransigente dei tifosi bianconeri non gli aveva perdonato il ‘tradimento'. Quasi sicuramente il copione si ripeterà domenica sera perché quel "andare al Milan è stata una scelta sbagliata, ho capito che l'istinto ci può far compiere scelte errate" è affermazione che proprio non è piaciuta ai sostenitori del ‘diavolo'.

Chi me lo ha fatto fare? Bonucci deve averlo ripetuto a sé stesso più di una volta nel corso della stagione più difficile per il Milan: iniziata con gli squilli di tromba del mercato, proseguita con l'esonero di Montella e l'arrivo di Gattuso, conclusa con il flop in campionato e poi con l'esclusione dalle Coppe per opera della Uefa. In quelle settimane – prima dell'avvento di Elliott e della rifondazione – il passo del gambero del difensore è stato interpretato in un solo modo: è scappato proprio nel momento in cui le cose andavano male. Lo volevano Paris Saint-Germain, Manchester City e Manchester United, preferì viaggiare verso Torino.

Il rendimento di Leonardo Bonucci al Milan (fonte transfermarkt.it)
in foto: Il rendimento di Leonardo Bonucci al Milan (fonte transfermarkt.it)

L'esultanza contro la Juve, col Milan che farà? Con la maglia del Milan Bonucci ha disputato nel complesso 51 partite e segnato 2 gol in campionato, uno di questi proprio contro la Juventus. Ai tifosi che lo fischiarono nel pre-partita rispose mimando la sua esultanza: ‘sciacquatevi la bocca' e fu come gettare benzina sul fuoco. Fare lo stesso anche domenica sera in caso di gol? Quest'anno, invece, le statistiche raccontano che sono 14 le presenze e una la rete messa a segno. Uno score tra alti (in Europa) e bassi (in Serie A, per gli errori su Stepinski, Babacar, Mertens).