La prestazione di mercoledì scorso contro il Liverpool è stata solo una delle tante esibizioni di grandissimo spessore messe insieme da uno dei migliori talenti del nostro calcio. Parliamo di quel marziano, la cui kryptonite si chiama Argentina e Seleccion, che risponde al nome di Lionel Messi. Un patrimonio dell’albiceleste ma che sarebbe potuto essere italiano se i suoi avi fossero rimasti in Italia. Ma questa è un’altra storia. Insomma Messi, quest’anno, pare, alla soglia dei 32 anni, una delle sue migliori edizioni con un solo obiettivo: il triplete. Peraltro, Valencia e Reds permettendo, ancora alla portata e a pochi passi. E questo suo rendimento non viene replicato da nessuno sul nostro pianeta col Diez blaugrana, secondo il portale Sofascore.it, irraggiungibile per tutti gli attaccanti del Vecchio Continente per rating medio sul terreno di gioco. Ogni maledetta, spesso benedetta, domenica.

Messi stellare: 8.44 a partita nella Liga

Come dicevamo, la stella dell’argentino non sembra assolutamente volersi eclissare. Nemmeno superati i 30 anni. Anzi, la sua esperienza sembra aumentare la disposizione e la consapevolezza dei suoi mezzi con la Pulga in grado di capire quando spingere e mostrare tutto il suo campionario. Un campionario ricco e che, per la verità, sta esibendo spesso. Basti pensare ai 48 gol messi insieme nelle 46 partite stagionali disputate con una media rete davvero spaventosa.

 

Trentaquattro sigilli in Liga, per rimpinguare il bottino di miglior marcatore della storia del torneo, e 12 firme, in 9 match, in Champions, per ricordare a tutti che, senza CR7, la coppa dalle grandi orecchie è sua. E poi, dribbling, assist, scorribande irresistibili, punizioni da paura, corner calciati alla Maradona, 22 suggerimenti vincenti, 13 sigilli da fuori area, Coppa del Re a parte, e una media voto per partita, almeno nella Liga, da 8.44. Un rating straordinario, da Scarpa d’Oro, da Pallone d’Oro, da dominatore assoluto.

Neymar secondo, Mbappé alle sue spalle

Dietro Messi, ma comunque a distanza di sicurezza, uno che Lionel lo conosce molto bene, ovvero: Neymar. Il brasiliano, con un passato al Barcellona proprio in tandem con il campione argentino, al netto dell’ennesimo problema fisico che gli ha precluso il finale di stagione e, soprattutto, gli appuntamenti più attesi dell'annata del Paris Saint Germain come le fasi a eliminazione diretta della Champions League, resta il punto di riferimento della sua squadra.

Anche, con un Mbappé, con un rating medio di 7.80 per gara. Il #10 verdeoro nella Ligue 1 non ha rivali, se non quelli interni come, appunto, il francese campione del mondo, con una media voto spaventosa di 8.13 malgrado solo 16 presenze in campionato. Ancorché condite da 14 centri, 70 dribbling riusciti e 7 assist. Insomma, gli infortuni lo frenano ma quando c’è, Neymar, si fa sentire.

Hazard luce del Chelsea, e stella della Premier

Se il Real Madrid sta facendo carte false per comprarti qualcosa vorrà pur dire. Per esempio, che sei una delle migliori espressioni del calcio abbinato a eleganza, leggiadria, classe, velocità e dribbling. Hazard, questo il nome di riferimento, è un portento, uno dei pochi calciatori, anche se in ottima compagnia in questo esaltante consesso, capace di far saltare dalla sedia i tifosi ed entusiasmare per colpi, estro e grandezza.

Un calciatore prezioso, dal valore quasi inestimabile (150 milioni di euro), in grado di tenere a galla una intera formazione e mettere in apprensione la difesa avversaria. Anche lui, degno esponente dell’arte del superare l’avversario, e farlo ammattire, con 128 dribbling in campionato, 16 reti e 13 assist sin qui in archivio è il talento più performante di Premier a quota 7.85. Meglio di Sterling (7.47), Salah (7.45) o Aguero (7.41).

Gomez e Hazard a chiudere: la provincia domina in Italia e Germania

In Serie A e Bundesliga, in Italia e Germania, la classe operaia va in paradiso. Certo, stiamo sempre parlando di calciatori di assoluto livello ma non di proprietà di squadre di primissima fascia come Atalanta e Borussia Mönchengladbach.

Club che possono vantare i migliori talenti del campionato per voto medio per partita con il Papu Gomez e Thorgan Hazard luci, fari e pietre angolari su cui le rispettive squadre costruiscono le loro fortune. Che, al momento, tendono alla Champions League e a una qualificazione, a fronte di squadre più attrezzate e blasonate, che potrebbe valere uno scudetto.

Ma con questi giocatori che fanno meglio di CR7 o Lewandowski e che racimolano una valutazione media di rispettivamente il 7.82 e il 7.54 per match, tutto sembra possibile.