Non persero tempo dopo il flop contro l'Uruguay ai Mondiali 2014, Cesare Prandelli e Giancarlo Abete per presentare le rispettive dimissioni. L'allora ct della Nazionale e il presidente federale, decisero di lasciare i loro incarichi, alla luce del fallimento di un'Italia eliminata alla fase a gironi della rassegna iridata. Oggi, con una squadra che, nemmeno si è qualificata a Russia 2018, sia l'attuale selezionatore Ventura che il numero 1 della Figc Tavecchio hanno deciso di prendere tempo per decidere il loro futuro. Una situazione che ha fatto inevitabilmente discutere anche a livello istituzionale.

Malagò spinge per le dimissioni di Tavecchio.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò intervenuto sull'eliminazione dell'Italia per mano della Svezia, e la mancata qualificazione ai Mondiali, ha riservato un messaggio a Tavecchio, senza usare troppi giri di parole: "Fossi in Tavecchio mi dimetterei. E' stata una delusione clamorosa, un uomo di istituzioni deve ragionare con il buon senso e le norme".

La delusione del presidente del Coni.

Queste le parole di Malagò in occasione della presentazione del nuovo stadio dell'Atalanta: "Quella di ieri è stata una triste serata sportiva, siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati. Negli anni delle vacche grasse, dove sono arrivati anche risultati importanti, se ci fosse stata attenzione, lungimiranza e logica probabilmente le società avrebbero quasi tutte uno stadio di proprietà"

La rifondazione totale del ministro dello Sport Lotti.

Non fa nomi, ma sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda di Malagò anche il ministro dello Sport Luca Lotti. Anche quest'ultimo, direttamente da Bergamo ha parlato di rifondazione totale. Una rinascita che deve iniziare da scelte importanti, che potrebbero portare anche ad una rivoluzione: "Il calcio italiano va rifondato. E bisogna avere il coraggio di fare delle scelte importanti e coraggiose.