Luka Modric ha vinto il Pallone d’Oro 2018 ed è giusto così. Il centrocampista croato ha sbaragliato la concorrenza e ha conquistato il premio più importante a livello personale a cui un calciatore può ambire e segna la fine di un’era calcistica che ha visto Cristiano Ronaldo e Lionel Messi avvicendarsi nei servizi fotografici con il pallone dorato: il duopolio iniziato nel 2008 termina dieci anni dopo e se pensiamo che nel 2007 fu Kakà a vincere il premio sembra davvero che stiamo parlando di un’altra epoca. Una vittoria, quella di Modric, che mette fine all’esaltazione del singolo che vince e riporta il premio all’esaltazione del calciatore che esalta il collettivo: il numero 10 del Real Madrid e della Croazia si è affermato negli ultimi anni tra i migliori “cervelli pensanti” applicati al calcio e ha migliorato in modo esponenziale il suo essere funzionale al gioco delle squadre per cui ha giocato.

Chi si scandalizza per l’assegnazione del premio a Modric probabilmente vive nell’ottica che solo gli “uomini di copertina” possano essere portati in trionfo ma non di soli attaccanti si nutre il "pallone". Quello che Modric ha mostrato nel percorso mondiale, da capitano e da faro della sua nazionale, non è casuale e parlare di vittoria assegnata a tavolino o per chissà quale complotto extracampo fa, a dir poco, sorridere: Luka ha vinto il Premio come miglior calciatore del Mondiale, il premio FIFA e quello UEFA del 2018 e questo Pallone d’Oro è soltanto il coronamento di un percorso iniziato ai tempi dell’Inter Zapresic e proseguito con i successivi passaggi a Tottenham e Real Madrid. 

Questo ragazzo nato nel 1985 viene da una famiglia di pastori, ha vissuto la guerra e venne segnalato ad un osservatore del Nk Zadar Josip Bajlo da un dipendente di un hotel dove la famiglia Modric era alloggiato per via del conflitto perché, come riporta Gigi Riva su Repubblica, il suo tiro "è peggiore delle granate serbe". Dopo un giro molto lungo, fatto di rifiuti e di dubbi in merito alla sua scarsa forza atletica, è arrivata l’occasione con la Dinamo Zagabria. Da quel momento non si è più fermato.

Sono anni che si fa riferimento alla cannibalizzazione di questo premio da parte dei calciatori più forti di questa epoca calcistica, ovvero Cristiano Ronaldo e Messi, e si sono levati scudi per chiedere giustizia ai mai premiati XaviPirlo, Iniesta e Sneijder ma proprio nell’anno in cui la tendenza cambia si assiste ad una ‘insurrezione' per come sono stati ripartiti i voti. Forse assegnarlo ad Antoine Grizemann sarebbe stato più giusto ma il Pallone d'Oro 2018 l'ha vinto un calciatore che è diventato un simbolo per il suo modo di giocare e guardando il passato, sinceramente, ne sono stati assegnati di peggiori. Luka Modric, anno 2018: voto 9, giusto così.