Mihajlovic ha la leucemia. Sabato scorso, con la voce rotta dall'emozione, il tecnico del Bologna lo ha confessato nella conferenza stampa svolta nel quartier generale dei rossoblù. Non è riuscito a partire per il ritiro assieme alla squadra che lavora a Castelrotto (in Trentito Alto Adige), gliel'ha impedito la malattia. E quella misteriosa febbre – la versione ufficiale fornita dalla società per giustificare l'assenza dell'allenatore – null'altro era che uno dei sintomi della patologia. Martedì inizierà le cure specialistiche e si sottoporrà alla terapia, ad attendere Sinisa ci sarà un lungo periodo di degenza. Non lo affronterà da solo, a giudicare dall'affetto manifestatogli da colleghi, amici (in particolare, Roberto Mancini e Francesco Totti) e tifosi nei tanti messaggi ricevuti che hanno accompagnato quelli delle figlie, Virginia e Viktorija, della moglie, Arianna Rapaccioni.

La lettera di Sinisa Mihajlovic: Grazie a tutti per l'affetto ricevuto

Riceverà forza anche da loro per combattere la battaglia, lo dice lo stesso Miha nella lettera spedita alla Gazzetta allo Sport. Mette nero su bianco per ringraziare tutti e fare una promessa: "Ho finito le lacrime, sono pronto a combattere".

Ci sono momenti nella vita in cui ti ritrovi da solo a lottare contro un avversario difficile da superare o ad affrontare un problema che è complicato da risolvere. Io vivo ora un momento così, però mi sento molto fortunato perché so di non essere solo. Accanto a me ho scoperto di avere un sostegno enorme. In questi giorni ho ricevuto un mare di affetto, solidarietà ed energia positiva che mi ha dato una incredibile, ulteriore, carica e la certezza che vincerò questa battaglia contro la leucemia.

Ho ricevuto migliaia di messaggi. Vi assicuro che li ho letti tutti, uno dopo l’altro: ognuno ha rappresentato per me una carezza, un abbraccio e ha toccato il mio cuore. Sono stati giorni duri e mi scuso se non ho risposto e ringraziato ognuno di voi.  Lo faccio qui, adesso, grazie alla Gazzetta dello Sport e al Presidente Urbano Cairo che mi hanno affettuosamente messo a disposizione questo spazio.

Grazie per la vicinanza ai presidenti delle squadre in cui ho militato da giocatore o allenatore e a quelli con cui non ho mai lavorato ma mi hanno mostrato stima e affetto. Grazie agli ex compagni e avversari dei miei anni da calciatore, ai giocatori di oggi che ho allenato e a quelli che non ho mai guidato ma ugualmente mi hanno detto ‘Forza Mister'. Grazie ai tifosi delle ‘mie' squadre e a quelli che invece ho affrontato vestendo un’altra maglia. Tanti di coloro che magari in campo mi hanno fischiato e contestato, stavolta mi hanno incoraggiato e scritto ‘Non mollare Sinisa'.

La promessa di Sinisa: Ci vediamo presto

Grazie a quanti nel mondo non solo dello sport ma della politica o dello spettacolo mi sono stati vicini. Grazie agli amici di una vita incontrati in tante città durante la mia carriera. E grazie alla gente comune che non è famosa: chi mi conosce sa che valuto ogni uomo per come è e non per chi è. Dai messaggi di capi di Stato (da non crederci…) alla letterina ricevuta da un bambino che ha disegnato un sorriso per me, siete stati tutti importanti. Grazie, grazie, grazie. Mi avete commosso. Ho finito le lacrime, ora sono pronto a combattere. Ci rivediamo presto.