Ieri a Ferrara l'appuntamento col titolo, l'ottavo di fila per la Juventus, è svanito per via del gol, al 74’, dell'estense Floccari. Poco male però perché il divario con la seconda resta siderale e perché il pomeriggio a tinte bianconere si è rivelato ancora proficuo per il giovane bomber Moise Kean. Che, di segnare, ogni qual volta gli viene data l'occasione di mostrare il suo valore, non vuole proprio smettere. La sua, è una fame di gloria e di affermazione come non si vedevano da tempo ed il ragazzo, in pochi scampoli di gioco ma anche in questo morbido finale dei suoi, si sta piazzando sulla ideale mappa dei migliori giovani cannonieri d'Europa per una Juventus che mentre fa rifiatare la propria stella Cristiano Ronaldo trova un baby fenomeno pronto a ereditarne responsabilità e oneri. Ecco, il Kean targato 2018/2019.

Anno domini 2019, quello dell'affermazione finale (?)

Lo scorso anno nella mesta retrocessione dell'Hellas Verona, le reti del baby millennial che si affacciava al grande calcio furono 4 in 19 partite. Con un infortunio, a marzo 2018, a compromettere il suo finale di stagione. Oggi, quando ancora mancano sei appuntamenti alla fine del campionato, 6 reti. Un anno in più, un fisico diverso, scolpito come non mai, e pure due squadre differenti influiscono sul rendimento del nativo di Vercelli che però dalla sua ci ha messo tanto. Impegno in allenamento, voglia di apprendere dai più grandi ma anche pazienza malgrado un procuratore, come Raiola, tutt'altro che facile da questo punto di vista. Kean, che poteva andare via sia in estate, Parma, Sassuolo, Bologna, Nizza, Leganes, Olympiakos e Marsiglia su di lui, che in inverno, con la serrata corte del Milan, resta alla base. Consapevole di poter convincere Allegri a concedergli chance importanti per mostrare tutto il suo sconfinato potenziale. E la scommessa del classe 2000 è pienamente vinta malgrado un avvio di stagione con poche presenze e ancor meno sussulti. Diciannove panchine, 2 minuti di gioco fino allo scorso gennaio, contro Fiorentina prima e Chievo poi, e la successiva esplosione di queste settimane.

Gol a raffica, prestazioni altisonanti, applicazione offensiva e capacità di interpretare il ruolo di punta moderna, brava a fare reparto da sola, ad attaccare gli spazi ma anche ad allargarsi per favorire gli inserimenti dei compagni nel 4-3-3 allegriano. Titolare con l’Udinese con tanto di doppietta a fine marzo, poi la convocazione di Mancini in nazionale, con tanto di rete che lo elegge secondo più giovane realizzatore con la casacca azzurra meglio di Rivera e ad un passo dall’assoluto primatista Nicolé e ancora gol. Quelli contro l’Empoli, il Cagliari, quello da tre punti di rimonta col Milan e, per finire, quello di ieri con la Spal. Inutile ai fini dello scudetto, anzi, ‘scudotto’, ma utile per rimpinguare il suo bottino e autorizzare tutti a pensare che l’asso millennial possa essere il nuovo craque offensivo del calcio italiano.

Valore di mercato in ascesa, Juventus pronto a blindarlo

Quando sei il primo millennial a esordire in Serie A, in Champions League, a realizzare una marcatura nel nostro massimo campionato, a segnare con la casacca dell’Under 21, a debuttare nella nazionale maggiore, oltre che il secondo più giovane realizzatore con la casacca azzurra ed il più fresco attaccante a siglare gol in due gare di fila con l'Italia dei grandi, qualcosa vorrà pur dire. Per esempio, che sei un pezzo pregiatissimo del nostro movimento. Un talento in scadenza nel 2020 con le stimmate del campione. Un talento che, in poco tempo, ha fatto salire il suo market value di quasi 8 milioni di euro divenendo, ad oggi, il settimo classe 2000 più costoso del pianeta dietro Sancho (80 mln), Vinicius Jr. (70 mln), Sessegnon (35 mln), Foden e Hudson-Odoi (25 mln) e Paulinho (18 mln) del Bayer Leverkusen.

Un talento cercato, ora, da Real Madrid, Paris Saint Germain e Ajax e che tratta con la Juventus per un rinnovo, con questi numeri, premesse e margini di miglioramento, che s’ha da fare. Assolutamente.

Under 20 o 21? Intanto segna anche coi grandi e gioca da top player

A maggio ci sarà il mondiale Under 20 in Polonia, a giugno gli impegni della Nazionale maggiore contro Grecia e Bosnia e qualche ora più tardi, in Italia, l’europeo Under 21. E a tutte e tre queste manifestazioni, Kean potrebbe partecipare per età anagrafica, qualità e doti balistiche. Basti questo per capire la portata della stoffa del ragazzo. Che, intanto, guardando ai suoi numeri in campionato, sa giocare e non solo sotto porta. Dove colleziona dieci tiri totali, nove nello specchio e ben sei gol, per una rete ogni 50’ di gioco ed una percentuale di conversione che supera il 70%. Insomma, un cecchino come pochi. Come dicevamo però, il ragazzo ci sa fare anche in altre zone del campo e fasi del gioco. Sa allargarsi sulla fascia, come dimostrato con l’Italia contro Finlandia e Lichtenstein, sa fare a sportellate con gli avversari, da unico riferimento lì davanti, e giocare con i compagni. Con ben l’83% dei suoi passaggi che finiscono con precisione al destinatario scelto, con 16 tocchi di media, il 55,5% ad allargare sulle corsie, col 75% di passaggi nella metà campo avversaria e 3 occasioni da rete create per gli altri. Fisico e velocità, precisione e altruismo, classe e freschezza per un pacchetto completo pronto a ereditare lo scettro di CR7 e diventare il presente ed il futuro di Juventus e Nazionale. Under 20, 21 e non solo.