Lo sbarco di Antonio Conte all'Inter non è stato ancora digerito dai tifosi della Juventus. Considerato un'icona dal popolo bianconero, che gli riconosce il merito di aver fatto tornare la squadra allo Scudetto dopo due stagioni negative, il tecnico salentino è così finito nel mirino della contestazione e di una suggestiva iniziativa. Sul famoso sito "change.org" è stata infatti lanciata una petizione per proporre la rimozione della stella con il nome di Conte, presente all'Allianz Stadium assieme a quelle di altri grandi campioni che fecero la storia del club.

Sottoscritta al momento da più di 250 tifosi, la petizione è accompagnata da una lunga descrizione. "Andare all'Inter per Conte non è una scelta professionale, una scelta professionale sarebbe andare al Napoli, alla Roma, al Milan – si legge nella motivazione – Andare all'Inter significa entrare in una società che ha provato, fortunatamente non riuscendoci, attraverso diversi canali più o meno chiari di annientarci e di buttare fango su una storia di cui lo stesso Conte è stato indubbio protagonista. Andare all'Inter non è una scelta professionale, andare all'Inter significherà calpestare in primis la propria dignità".

Il freddo benvenuto a Conte

Dopo lo striscione che alcuni tifosi del Napoli hanno attaccato di fronte all'abitazione di Maurizio Sarri, al quale è stato chiesto anche a lui di non trasferirsi alla rivale di sempre, ecco dunque spuntare l'iniziativa online contro l'ex commissario tecnico della Nazionale italiana: atteso dalla firma sul contratto nerazzurro e dalla presentazione ufficiale a fianco dell'altro ex bianconero Beppe Marotta.

L'accoglienza a Milano per Antonio Conte non sarà tra l'altro molto calorosa. La Curva Nord, il cuore pulsante del tifo interista, ha già lanciato un messaggio inequivocabile al nuovo allenatore. Lo ha fatto nella nota ufficiale, pubblicata qualche ore fa su Facebook, in occasione dell'ultimo saluto all'esonerato tecnico nerazzurro: "Riteniamo Spalletti esser stato onorevole interprete della signorilità e dei valori che vorremmo sempre venissero rispettati da chi prenderà il suo posto in futuro".