Il derby di alta classifica e delle nuovamente competitive Inter e Milan finisce, come da copione, all’ultimo respiro utile con Icardi, fino a quel momento fra i meno positivi del match, a far esplodere il ‘Meazza’. Decisiva però, non solo la zuccata del #9 argentino ma anche la papera di Donnarumma che, uscendo a vuoto su cross di Vecino, spalanca le porte del successo ai rivali nerazzurri. Un derby lontano parente dalle attese, dal talento in campo e dalla passione dei tifosi presenti sugli spalti ma che regala comunque vibranti emozioni sino allo scadere al netto dei tatticismi, delle pessime prestazioni dei ‘10’, dei valori aggiunti di entrambi i club e della forza delle rispettive difese.

Qui, duelli individuali e di squadra del posticipo domenicale del ‘Meazza’ fra Inter e Milan.

Romagnoli contiene Icardi (fino al 92’), Higuain senza rifornimenti. Le armi letali non illuminano il derby

Attesi, coccolati, esaltati e poi, alla fine dei conti, ignorati, o quasi. Questa, in estrema sintesi, l’immediata vigilia e poi la gara, dei bomber di riferimento, dei go to guy di Inter e Milan Icardi e Higuain: i matador argentini, gli assassini dell’area di rigori. Matador però, oggi, senza armi, senza la possibilità di evidenziare la loro ferocia sotto porta e con una partita anonima per via di rifornimenti, da una parte e dall’altra che, o non arrivano, come nel caso del ‘Pipita’, o sono davvero esigui, sponda ‘Maurito’.

Leoni in gabbia più che risolutori, proiettili inesplosi più che AK-47. Disinnescati e sabotati al tempo stesso con Romagnoli e pure De Vrij e Skriniar a superare nello specifico duello i prolifici pistoleri albiceleste. Polveri bagnate a ‘San Siro’ sì ma fino all’inglorioso assist di Donnarumma capace di mortificare la propria reputazione, uscire a vuoto su traversone di Vecino e regalare gol e derby a Icardi e all’Inter. Un Icardi, al tempo stesso, rapace e impietoso per la sua quarta, letale firma stagionale.

il duello Politano (in arancio), Rodriguez (in blu) (Whoscored.com)
in foto: il duello Politano (in arancio), Rodriguez (in blu) (Whoscored.com)

Politano vivace, Rodriguez si oppone

In teoria sarebbe il suo primissimo derby, in pratica pare giocare in questi contesti e su questi palcoscenici, da una vita. Parliamo dell’esterno offensivo dell’Inter Matteo Politano capace, specie in avvio, e quindi in barba ai sentimentalismi o alle emozioni, di proporsi al meglio sulla sua fascia di competenza con precisione, dinamismo e voglia. L’ex Sassuolo si allarga, chiede spesso con insistenza la palla, converge al centro e crea la superiorità, e pure azioni importanti, per i suoi. Eppure, dalle sue parti, c’è un Rodriguez attento e che, non spingendo troppo in fase di sostegno alla manovra, pare dedicarsi quasi esclusivamente a provare a contenere il #16 nerazzurro. Il tutto, per un duello, fra i tanti in campo in uno stracolmo ‘Meazza’, ai punti, quasi pari e comunque molto affascinante.

le corsie più battute da parte di Inter (a sinistra) e Milan (a destra) (Whoscored.com)
in foto: le corsie più battute da parte di Inter (a sinistra) e Milan (a destra) (Whoscored.com)

Vrsaljko spinge, troppo timido Asamoah. L’Inter discontinua sugli esterni bassi. Ok Calabria

L’Inter se la gioca al meglio, specie nel corso di un primo tempo quasi dominato, con una supremazia territoriale ed un possesso della sfera impronosticabili alla vigilia, soprattutto se si tiene conto della forza del Milan in questi specifici aspetti. Ma la stracittadina è anche questo: una continua riscoperta, una sorpresa. I nerazzurri però, non sono bilanciati in termini di uguale rendimento sui terzini con una netta discrepanza fra la corsia destra, quella presidiata da Vrsaljko, e quella sinistra, di esclusiva competenza di Asamaoh. E sì perché se il croato, al netto di qualche incertezza di troppo, in particolar modo in fase di contenimento, accompagna le trame d’attacco dei suoi, dall’altro lato, l’ex Juventus pare troppo timido, impacciato ed intimorito dalla presenza, sempre pericolosa, dello spagnolo Suso. Per una performance, forse la prima, lontana da quelle a cui, interisti e non solo, sono ormai abituati. Tutt’altra storia invece di fronte al ghanese con Calabria, terzino destro rossonero, autore di una gara molto positiva non tanto in sede di spinta quanto in fase passiva con il #2 di Gattuso bravo a resistere all’estro di Perisic e a limitarne, nei limiti del possibile,  il raggio d’azione.

Brozovic imposta, Biglia contiene: la guerra in regia finisce pari

In mezzo al campo, dove spesso in gare simili si risolve la contesa, i registi di Inter e Milan si danno molto da fare. Anche se, in fondamentali differenti.

Già perché Biglia, playmaker basso che dirige ed orchestra storicamente le azioni dei suoi, nella tempesta del primo tempo soffre il fraseggio avversario, paga dazio in costruzione e concentra le sue attenzioni sulla fase di interdizione, sia pure ruvida (chiedere a Nainggolan uscito malconcio dal derby per un intervento del #21 del Diavolo) centellinando i suoi lanci, i suoi passaggi chiave e ponendosi in completa antitesi nei confronti del suo dirimpettaio Brozovic che, sia pure con tempi di gioco talvolta troppo lenti, si rende imprescindibile attacco-difesa, di lotta e di governo.

la geografia delle azioni, dei tiri e dei tocchi di Suso e Calhanoglu (in azzurro) e Perisic (in arancio) (Whoscored.com)
in foto: la geografia delle azioni, dei tiri e dei tocchi di Suso e Calhanoglu (in azzurro) e Perisic (in arancio) (Whoscored.com)

Suso, Perisic e Calhanoglu, i ‘10’ non girano al meglio

Se il derby di Milano, l’ennesimo della lunga storia di Inter e Milan, non è esaltante o tecnicamente pregevole, buona parte del demerito va attribuita ai valori aggiunti di entrambe le squadre. Proprio così perché tutti sulla trequarti, salvo il predetto Politano, da Suso a Perisic a Calhanoglu falliscono il grande appuntamento di giornata disputando una partita molto al di sotto delle loro rispettive, e pure enormi, potenzialità. Smarriti, quasi persi nei tatticismi e nell’estremo agonismo che premia i calciatori muscolari e mortifica il talento, gli assi rosso-nero-azzurri si spengono sul rettangolo verde, lasciando sul terreno di gioco la possibilità di determinare e di iscrivere il loro nome nella chilometrica storia della stracittadina meneghina. Lo spagnolo ed il turco soffrono una serata storta ed a corrente alternata, il croato, la verve e la freschezza del giovane Calabria per una contesa, sulle fasce ed in sede di ultimo passaggio, per tutti, davvero deludente.

Tabellino e voti

Inter (4-2-3-1): #1 Handanovic 6; #2 Vrsaljko 6+, #6 de Vrij 6.5, #37 Skriniar 6, #18 Asamoah 5.5; #8 Vecino 6, #77 Brozovic 6.5; #16 Politano 6.5 (Dal 83’ Candreva s.v.), #14 Nainggolan s.v. (Dal 29’ Borja Valero 5.5), #44 Perisic 6- (Dal 70’ Keita 5); #9 Icardi 7. A disposizione: #27 Padelli; #13 Ranocchia, #29 Dalbert, #23 Miranda, #33 D’Ambrosio; #5 Gagliardini, #15 João Mário, #87 Candreva, #20 B.Valero; #11 Keita, #10 L.Martínez. Allenatore Luciano Spalletti 7

Milan (4-3-3): #99 G. Donnarumma 4+; #2 Calabria 7- (Dal 92’ Abate s.v.), #22 Musacchio 6.5, #13 Romagnoli 7, #68 Rodríguez 6+; #79 Kessié 6.5 (Dal 84’ Bakayoko s.v.), #21 Biglia 6.5, #5 Bonaventura 5.5; #8 Suso 5.5, #9 Higuaín 5, #10 Calhanoglu 5.5 (Dal 74’ Cutrone 6-). A disposizione: #25 Reina, #90 A. Donnarumma; #33 Caldara, #20 Abate, #17 C. Zapata; #4 Mauri, #93 Laxalt, #16 Bertolacci, #14 Bakayoko; #11 Borini, #7 Castillejo, #63 Cutrone. Allenatore Gennaro Ivan Gattuso 6-