L'inizio del ritiro del Napoli coincide con un cambio di posizione, di paradigma. Una sliding door dagli effetti ancora non prevedibili. Mauro Icardi, pubblicamente scaricato dall'Inter, sarebbe più disposto ad accettare un'offerta degli azzurri. Sarebbe cambiata la sua lista di priorità in cui il primo obiettivo dell'estate era il passaggio alla Juventus. Si parla di un'offerta da 60 milioni e un maxi-ingaggio da 10 milioni netti a stagione. Un'offerta che, tra ammortamento e ingaggio, peserebbe l'anno prossimo per 45-50 milioni. Ma rimane pienamente sostenibile per il modello economico che il Napoli ha costruito in questi anni.

Ricavi in aumento

Il Napoli ha chiuso il bilancio 2018 con 215 milioni di ricavi e un rosso di sei milioni. Ma dall'esercizio per la stagione 2018-19 si prevede un aumento di 25 milioni di entrate da diritti televisivi, per il campionato e le coppe europee, e plusvalenze per oltre 80 spinte in alto dalle cessioni di Jorginho e Hamsik. Le stime suggeriscono che la società chiuderà in attivo per una trentina di milioni. Per questo, il Napoli può permettersi di investire cifre notevoli sul mercato senza preoccuparsi troppo dei vincoli del fair play finanziario in cui rientra perfettamente. Come ha scritto Marco De Santis su Ultimo Uomo, il Napoli si può spingere fino a un passivo di 70 milioni l'anno prossimo e resterebbe ancora al di sotto della soglia del pareggio di bilancio triennale in termini di costi rilevanti per la Uefa (che esclude gli investimenti, per esempio, per il settore giovanile).

I 60 milioni, se questa fosse la cifra effettivamente versata all'Inter, non sarebbe interamente conteggiata nei costi del prossimo anno. Ma, in base al principio degli ammortamenti decrescenti che applica la società, per la prossima stagione comporterebbe un costo di 24-30 milioni, a seconda della durata del contratto che verrà offerto al giocatore. Il Napoli infatti spalma nelle prime due stagioni il 70% del valore del cartellino. In caso di contratti quadriennali o quinquennali, viene messo a bilancio il 40% al primo anno e il 30% al secondo e il resto, a decrescere, nelle restanti stagioni. In caso di contratti più brevi, nella prima stagione viene messo a bilancio il 50% (triennali) o il 60% (biennali) del costo sostenuto per l'acquisto. In questo modo si alza l'entità della plusvalenza che si può generare con la cessione del calciatore dopo due anni o più.

Monte ingaggi sopra i 100 milioni

De Laurentiis, che comunque nella sua gestione punta a chiudere i bilanci in attivo o al massimo con perdite contenute, vedrebbe salire il monte ingaggi oltre i 100 milioni. Il Napoli, l'anno scorso quinto in Serie A per costo della rosa dietro Juve, Milan, Inter e Roma, ha già visto avvicinare il rapporto tra costo del personale e fatturato alla soglia del 70%, indicata come salutare dalla Uefa.

Se effettivamente la società dovesse proporre a Icardi un ingaggio da dieci milioni netti, che corrispondono a 19 lordi, il Napoli arriverebbe a quasi 115 milioni come monte ingaggi lordo della rosa al momento. L'anno scorso infatti gli ingaggi complessivi pesavano per 92 milioni più bonus. A questi vanno tolti i 2,2 risparmiati per la cessione di Diawara e i 4,4 per Albiol, e aggiunti gli 8,1 dell'ingaggio lordo di Manolas.

Le prossime mosse

Il club potrebbe anche optare per il sacrificio di alcuni giocatori che potrebbero generare corpose plusvalenze e dunque consentire all'acquisto eventuale di Icardi di non intaccare le prospettive di chiudere la stagione con un bilancio nuovamente in attivo. Secondo il Corriere dello Sport, il Napoli starebbe pensando ad almeno tre cessioni: Verdi che potrebbe partire per 25 milioni con una plusvalenza effettiva di 15, Hysaj che potrebbe garantire 20 milioni, Inglese valutato tra i 25 e i 30. Tre cessioni che farebbero scendere il totale degli stipendi lordi di una decina di milioni.

Anche giocatori come Allan, su cui da tempo c'è l'interesse del PSG, Rog o Ghoulam consentirebbero di mantenere un'elevata quota di ricavi da calciomercato anche senza arrivare a cedere i pezzi più pregiati della rosa, come Insigne o Koulibaly, e rendere comunque sostenibile l'operazione che potrebbe portare a Icardi.

La prospettiva James

Anche nello scenario in cui il bomber dell'Inter dovesse arrivare insieme a James Rodriguez che ha un ingaggio netto di 6,5 milioni destinati a pesare sulle casse della società per 10 milioni nella prossima stagione e 8 dalla successiva alla luce della formulazione definitiva degli sgravi fiscali inseriti nel Decreto Crescita. Per gli sportivi stranieri, infatti, la tassazione Irpef si applica sul 50% del reddito complessivo, e non al 30% come prevedeva la prima bozza. Per gli sportivi non vale nemmeno l'ulteriore riduzione dell'imponibile ai fini Irpef al 10% in caso di residenza fissata al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia).

I guadagni di James tra 2014 e 2017
in foto: I guadagni di James tra 2014 e 2017

Il colombiano, espressamente richiesto da Ancelotti, potrebbe arrivare anche in prestito oneroso e alleggerire così l'impatto iniziale. Il suo arrivo, come già abbiamo avuto modo di sottolineare, nel medio periodo potrebbe rappresentare una chiave per incrementare i ricavi commerciali e avviare un positivo processo di differenziazione delle fonti di introito. L'accoppiata James Rodriguez-Icardi sarebbe il segno di una diversa impostazione nella gestione del club, di un salto di qualità destinato a spostare anche i valori in campo.