Il giorno e le parole che nessuno tifoso della Roma avrebbe mai voluto vivere e ascoltare è purtroppo arrivato. Francesco Totti ha dato l'addio alla società giallorossa. Lo ha fatto in una triste e fredda conferenza stampa che si è tenuta lontana da Trigoria, grazie alla disponibilità del Coni del suo amico Giovanni Malagò. Provato in volto e leggermente emozionato, l'ex capitano ha così spiegato la sue difficile decisione: "Lascio la Roma, stavo pensando a questa decisione da mesi – ha esordito Totti – La scelta di lasciare non dipende da me, perché non ho avuto mai la possibilità di esprimermi. Non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico".

La seconda casa di Totti

Il j'accuse dell'ex numero dieci, è stato chiaro e diretto ai vertici societari: "Non ci siamo mai trovati e aiutati l'uno con l'altro – ha continuato TottiSapevano delle mie intenzioni e della mia voglia di dare tanto a questa squadra, ma loro non hanno mai voluto e mi hanno tenuto fuori da tutto. Non ho mai pensato chi me l'ha fatto fare. La Roma è sempre stata la mia seconda casa, se non la prima perché ho passato più tempo qui che a casa".

 

Baldini e i troppi galli in società

"Il rapporto con Baldini? Non c'è mai stato e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è perché ci sono dei problemi interni. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io, perché troppi galli a cantare non servono. Pallotta si circonda di persone sbagliate e ascolta solo loro. Qualcuno dentro Trigoria mi ha pugnalato. Ci sono troppe persone in società che mettono bocca su molte cose e fanno solo danni. Ognuno dovrebbe fare il suo. Staccarmi dalla Roma? Per me era meglio morire. Cosa ci andavo a fare a Londra se avevano già deciso tutto?". In attesa di capire cosa fare nel prossimo futuro, Francesco Totti ha poi mandato una carezza ai tifosi romanisti.

L'arrivederci di Totti

"Davanti a tutti ci deve essere la Roma è il mio è un arrivederci e non un addio. Da tifoso di questa squadra dico che è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. Ora valuterò le offerte sul piatto e quella che mi convincerà di più la sposerò con tutto il cuore. Ho avuto offerte da squadre italiane. Una è arrivata anche stamattina. Se ci sarà una altra proprietà che vorrà puntare forte su di me io sarò sempre pronto. Promesse dal club? Tante, ma mai mantenute. Hanno voluto che smettessi da calciatore. Hanno cercato in tutti i modi di mettere da parte i romanisti e ci sono riusciti".

L'addio di De Rossi e il contatto con Conte

"Già da settembre dissi ad alcuni dirigenti di dire subito a De Rossi se pensavano che fosse il suo ultimo anno, e non due settimane prima come fatto con me, perché Daniele è il capitano della Roma e merita rispetto ha aggiunto l'ex capitano – Le cose vanno fatte subito, e invece a Trigoria c'è paura di fare le cose: c'è bisogno di una persona che decide, non di dieci. L'unica cosa che ho fatto io l'ho fatta con Fienga e ho chiamato Claudio Ranieri".

"Non abbiamo parlato di soldi, mi ha detto ‘domani sto a Trigoria' e credo abbia fatto il massimo e dobbiamo ringraziarlo. L'unico allenatore che ho sentito è Antonio Conte. Mihajlovic, De Zerbi, Gasperini e Gattuso non li ho mai chiamati e non ho mai mandato un messaggio. Il resto e' tutta fantascienza. Mi fanno passare per quello che ha chiamato tutti, ma io per stupido non ci passo. Sono stato un peso per questa società. Sia da calciatore che da dirigente".

Quei rinforzi mai arrivati (e chiesti da Di Francesco)

"Dopo la semifinale di Champions, Di Francesco aveva chiesto 4-5 giocatori e non glieli hanno mai presi", così Totti alza il velo relativamente a un altro aspetto della questione e della sua esperienza. Nemmeno l'ex capitano veniva ascoltato a riguardo: "Tornavo dalle vacanze il primo anno che ho smesso, mi hanno chiesto di un giocatore e ho detto che in quel momento non poteva fare bene alla Roma, perché Di Francesco giocava col 4-3-3, perché aveva avuto tremila infortuni, pensavo si dovesse andare su un altro giocatore, avrei fatto un'altra scelta e ci avrei azzeccato. Ma alcuni dirigenti mi hanno accusato di dire sempre di no".