Christophe Haget, capo della Polizia giudiziaria di Monaco, e il suo vice Patrick Fusari, sono al centro di una maxi indagine per corruzione che sconvolge il Principato. Parte tutto dall'arresto di Dmitri Rybolovlev, il patron russo del Monaco in crisi nera, arrestato e poi rilasciato. Il 242mo uomo più ricco del mondo secondo Forbes è al centro di una serie di articoli nell'ambito dell'inchiesta Football Leaks del consorzio internazionale di giornalismo investigativo EIC di cui fanno parte tra gli altri Mediapart, Der Spiegel, L'Espresso.

Abbonamenti omaggio per corrompere i politici

Attraverso il Monaco, si legge su Der Spiegel, “Rybolovlev è apparentemente riuscito a creare una fitta rete di contatti con ministri, parlamentari e ufficiali di polizia che gli hanno fornito informazioni confidenziali e hanno formulato progetti di legge in grado di rispecchiare le sue esigenze”. Una rete costruita anche attraverso uno scientifico sistema di lussuosi omaggi, compresi un centinaio di abbonamenti stagionali per il Louis II riservati a ministri e uomini politici: una pratica trasformata nel 2015 nell'offerta di biglietti per singole partite.

Pagamenti off-shore dietro l'accordo sul fair play finanziario

Proprio nel 2015 il club, che ha chiuso il bilancio dell'anno scorso con 143 milioni di ricavi frutto in gran parte dei diritti televisivi e 172 di costi, era finito sotto l'occhio della Uefa ma aveva raggiunto un accordo (un settlement agreement) promettendo il pareggio di bilancio entro il 2018. Mediapart svela come Rybolovlev sia riuscito ad ottenere una sanzione di soli due milioni promettendo un cambio di modello economico-gestionale, maggiormente basato sulle plusvalenze, e presentando un accordo decennale per iniziative di marketing con la società olandese AIM che, secondo le rivelazioni della testata francese, sarebbe stato in realtà finanziato dallo stesso Rybolovlev attraverso società off-shore.

Come nasce la fortuna di Rybolovlev

Dal 2011, Rybolovlev ha investito quasi 350 milioni per costruire una squadra che oggi, secondo una stima di ottobre dell'Equipe, ne varrebbe 372. Il principe Alberto ha dichiarato sabato allo stesso quotidiano francese di non incontrarlo dalla trasferta di Champions League contro il Bruges del 24 ottobre scorso. Il russo vive nella penthouse La Belle Epoque, la più lussuosa al mondo con vista sul porto e sul suo Nuovo Anna, lo yacht da 110 metri che si è fatto consegnare un mese fa dalla Feadship, lo stesso gruppo olandese che aveva costruito il precedente My Anna da “soli” 67 metri.

Ex studente di medicina, nel 1995 viene accusato di aver fornito le pistole per l'omicidio di un'azienda chimica: arrestato, resta in carcere meno di un anno. Costruisce la sua fortuna, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, attraverso la Uralkali, una società che produce fertilizzanti a base di potassio, estratto dalle miniere degli Urali. Il 17 ottobre 2006, racconta Luke Harding in Collusion, collassa una sua miniera a Berezniki, in origine “scavata dagli operai dei gulag che avevano puntellato le gallerie con colonne di sale. La città sorgeva sopra la miniera. Un'inondazione aveva fatto sciogliere le pareti e i sostegni, e aperto un'enorme voragine”, un cratere di 170 metri per 90. Trutnev, suo vecchio amico nominato da poco ministro dell'ambiente, assolve la Uralkali da ogni responsabilità. I prezzi salgono alle stelle. Rybolovlev, che nel 2008 compra da Donald Trump un'enorme villa a Palm Beach per 95 milioni di dollari, cede il 53% dell'azienda nel 2010 per 6,5 miliardi di dollari.

Dmitry Rybolovlev

Comprò il Monaco per un euro

Un anno dopo, per un euro simbolico, rileva il 66% del Monaco che langue nelle ultime posizioni della seconda divisione, indotto all'operazione secondo France Football anche dalla richiesta di divorzio della moglie che l'ha accusato di infedeltà ripetute a bordo del My Anna. Dopo l'iniziale richiesta di 3,8 miliardi di euro di danni, i due hanno trovato un accordo per una cifra intorno ai 500 milioni.

Rybolovlev, che già aveva invano tentato di rilevare il club svizzero del Servette negli anni '90, matura la possibilità di acquistare il Monaco attraverso due intemediari: Willy de Bruyn, uno degli amministratori della Societé Bains de Mer (SBM) che amministra i casinò del Principato, e il procuratore Jean-Marc Goiran, amico di Alberto II. Costituisce la società Monaco Sport Investment (MSI), immatricolata con il numero 11SC15207 al registro di commercio. La società, sottolineava il settimanale francese L'Express nell'agosto 2013, appartiene a un trust sull'isola di Cipro. Il trust, svela in questi giorni Mediapart, fa capo a una prestanome, Androulla Papadopolou, ma in realtà ha tre beneficiari precisi: Rybolovlev e le sue due figlie, Ekaterina e Anna.

I ricavi da competizioni europee delle squadre francesi nelle ultime cinque stagioni – Swiss Ramble
in foto: I ricavi da competizioni europee delle squadre francesi nelle ultime cinque stagioni – Swiss Ramble

La MSI e i legami con Cipro

Nell'isola Rybolovlev detiene anche il 9,7% della Banca di Cipro, acquistato attraverso un fondo registrato alle Isole Vergini. Nicosia, infatti, offriva una fiscalità vantaggiosa alle imprese di Mosca (10% e nessuna imposta sui dividendi) e la possibilità di ottenere un visto per l’area Schengen nell'ambito del “Cyprus Citizenship by Investment”. Per diventare cittadini dell'UE basta investire 3 milioni, soglia poi abbassata a due nel 2016. L'anno scorso sono stati oltre i 500 i “passaporti d'oro” rilasciati a Cipro, che ha beneficiato di oltre un miliardo di investimenti, un sedicesimo del pil nazionale. Da quest'anno, però, dietro richieste di Bruxelles, Cipro ha posto un tetto di 700 passaporti elargibili ogni anno. Putin, a settembre, ha creato due paradisi fiscali dentro i confini della Federazione russa, sulle isole Oktjabrskij, nella semiexclave di Kaliningrad, e Russkij, al largo di Vladivostok, dove si è stabilita la Finvision Holdings Limited, prima azionista della Vostochnyj Bank, precedentemente registrata a Cipro, come rivelava l'agenzia Ria Novosti.

Il rapporto con Mendes, il colpo Mbappé

Nell'estate del 2013, il Monaco spende 160 milioni per acquistare tra gli altri Radamel Falcao, James Rodríguez e João Moutinho. Dal 2014, però, è cambiato il modello di business. Aumentano gli investimenti nelle strutture (con 25 milioni di finanziamento governativo) e nel settore giovanile, dove è cresciuto Kylian Mbappé, che si è difeso dalle accuse contenute in un altro articolo della serie Football Leaks di aver chiesto al Psg di pagargli le tasse. Vengono poi acquistate meno stelle affermate, si preferiscono i giovani da poter rivendere per realizzare importanti plusvalenze come Martial, Kondogbia, Carrasco, Kurzawa, Bernardo Silva.

È uno dei risultati del rapporto sempre più stretto con Jorge Mendes, il procuratore più potente del calcio moderno, l'agente di Mourinho e Cristiano Ronaldo che, stando alle inchieste dell'EIC, avrebbe ottenuto una commissione di oltre 7 milioni per il trasferimento di Mbappé. Perché? Secondo i giornalisti di Der Spiegel, per aver diffuso la voce di un accordo vicino con il Real Madrid che averebbe così fatto salire il prezzo della stella del Psg e della nazionale campione del mondo. L'influenza di Mendes e della Gestifute, sottolineava un lungo approfondimento di Calcio e Finanza nel 2017, ha prodotto anche un accordo commerciale con la Prozis, un'azienda di Funchal, e la creazione di una rete che consente ai giovani anche del Cercle Brugge e del Vitoria Guimaraes di andare in prestito al Chelsea.

Il giallo del Salvator mundi

Il magnate russo, che nel 2011 si manifestò come il salvatore del Monaco, è anche il penultimo proprietario del Salvator Mundi, il quadro di Leonardo al centro di un giallo degno di un thriller di Dan Brown. L'ha acquistato dal suo intermediario, lo svizzero Yves Bouvier, che l'aveva comprato per 80 milioni di dollari e gliene ha chiesti 130. Portato in Inghilterra come dono per le nozze fra Henrietta Maria di Borbone e Carlo I Stuart, il Salvator Mundi viene donato da Giacomo II a una sua amante poi di fatto scompare fino al 2005. Riappare praticamente per caso sotto un altro quadro comprato per poche migliaia di dollari in Louisiana. Rybolovlev cede l'opera alla casa d'asta Christie's “L'ultimo Leonardo”, titolo del libro che Pierluigi Pansa gli ha dedicato. Il quadro viene venduto per 450 milioni al Department of Culture and Tourism di Abu Dhabi, forse con i soldi del principe saudita Mohammed bin Salman accusato di essere il mandante dell'omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Doveva essere esposto al Louvre di Abu Dhabi, ma è sparito di nuovo. Rybolovlev, invece, è tornato a Mosca. E chissà se si rivedrà a Montecarlo.