L’espulsione di Cristiano Ronaldo nel match di Champions tra Valencia e Juventus è senza dubbio l’argomento clou della settimana. Mai era stato espulso in un incontro di coppa l’attaccante portoghese. La decisione di Brych è stata molto contestata. Nessuno riesce a spiegarsi la decisione del fischietto tedesco che dopo aver parlato con l’assistente Fritz ha deciso di espellere il cinque volte Pallone d’Oro. Il tecnico Allegri non ha voluto commentare in modo esplicitamente, ma ha difeso il suo calciatore. E Ronaldo è stato spalleggiato anche dai compagni di squadra.

Il centrocampista Emre Can, subentrato a Khedira a Valencia, era alle spalle di Ronaldo quando l’arbitro lo ha espulso. L’ex Liverpool ha difeso il compagno di squadra e, nell’intervista rilasciata a ‘Dazn’, ha usato toni forti dicendo: ‘Noi non siamo donne, giochiamo a calcio’, una frase che creerà ulteriori polemiche:

Rosso a Ronaldo? Ho appena saputo che è stato sventolato per la tirata di capelli. Non siamo donne, giochiamo a calcio. Se estrai il cartellino rosso per questo motivo, poi devi farlo praticamente sempre per ogni fallo. L’espulsione non c’è al 100%.

Alle parole del numero 23 della Juventus hanno fatto seguito quelle dell’uomo partita Miralem Pjanic, che dopo aver parlato della difficoltà nel calciare il primo rigore, contro l’ex compagno Neto, e in una partita stregata ha pure lui difeso Cristiano Ronaldo:

Non è stato facile andare sul dischetto pensando che la palla non voleva entrare fino a quel momento. E davanti avevo Neto che giocava con noi e contro cui ho battuto tanti rigori in allenamento. Il rosso a Ronaldo? Il calcio è folle. All’intervallo potevamo essere sopra almeno di tre gol. Abbiamo fatto una cosa simile due anni fa a Lione quando in dieci vincemmo, poi siamo arrivati fino in finale. Vogliamo ripeterci.