L’Italia è tornata terra di prime punte. Di bomber e di attaccanti col gol nel sangue. Capaci di gonfiare con grande continuità la rete, segnare a raffica e, soprattutto, caricarsi sulle spalle le proprie squadre monopolizzando, in diversi casi, l’affare gol nei rispettivi club. Da Petagna, che segna per la salvezza della Spal e per un posto in nazionale, all’eterno Quagliarella fino alla sorpresa, non più tale, Piatek, ecco gli avanti che partecipano di più sul totale delle reti di squadra in Serie A.

Petagna da record con la Nazionale nel cuore

In prima posizione in questa specifica graduatoria che mette insieme gli attaccanti capaci di segnare più gol sul totale di squadra, troviamo una autentica sorpresa: Andrea Petagna. Uno che, in estate, pareva aver imboccato una strada difficile, una via tutta in salita rispetto alla salute, alla forma, alla forza e alle ambizioni della sua Atalanta. E invece, a 8/9 mesi di distanza, tutti contenti. Da una parte e dall’altra. A Bergamo c’è uno Zapata extra lusso, a Ferrara un Petagna da record.

lo storico rendimento di Petagna in Serie A (transfermarkt.it)
in foto: lo storico rendimento di Petagna in Serie A (transfermarkt.it)

Che, con le sue 12 realizzazioni, ed il tassametro corre, sta salvando la sua Spal, tirando per la giacca Mancini e, pure, laureandosi attaccante principe della Serie A. O meglio: bomber indispensabile dei suoi con il 44,4% delle sue realizzazioni, sulle 27 globali di squadra, vitali per le ambizioni degli estensi. Chi l’avrebbe detto a inizio estate?

Quagliarella e Piatek sul podio: Genova capitale del gol

Genova, prima di vedere separarsi le strade dei suoi migliori attaccanti, ha vissuto fino a gennaio una sorta di restaurazione del gol in città. E sì perché con la voglia di Quagliarella e l’energia del polacco, il semisconosciuto Piatek, il capoluogo ligure s’è messo al centro dell’ideale mappa del gol in Italia con due bomber, da una parte e dall’altra, decisivi, forti, famelici ed anche in grado di prendersi una caterva di responsabilità per conto di Sampdoria e Genoa.

Certo, entrambi sono stati supportati al meglio dai reparti dei due club ma, in maniera inaspettata, i due cecchini si sono fatti trovare sempre pronti siglando, in due, prima dell’addio del polacco per Milano ed il Milan, qualcosa come 34 gol. Col primo, che ha anche guadagnato la nazionale del Mancio, capace di realizzare il 41,2% delle reti dei blucerchiati, ed il secondo abile a firmare fino alla cessione il 38,3% del fatturato del Grifone.

Pavoletti e Caputo a chiudere: il gol sa di provincia

In quarta e quinta posizione due elementi che chiariscono un certo concetto: le squadre di provincia, con una minore possibilità economica, sfuggono al concetto di redistribuzione del gol. E si affidano, in genere, a pochi decisivi elementi in attacco. È il caso di Cagliari ed Empoli che, in questa abbondante parte di campionato, hanno puntato, e a sua volta ricevuto, tanto da Caputo e Pavoletti. Bravi, con le loro caratteristiche ed una voglia impareggiabile, a segnare 23 gol, 10 per il sardo, di cui 7 di testa, e 13 per il toscano, con una partecipazione attiva sul conto totale delle marcature di squadra, rispettivamente, del 35,7 e 34,2%. Insomma, la provincia è straordinaria e, pure, accentratrice.