Iago Aspas, Verdi, Thauvin, Zeneli o Jahanbakhsh e poi quell’indizio, che sa di prova, da parte del patron De Laurentiis: “Abbiamo già preso un attaccante che gioca in un campionato estero e che ha fatto 20 gol in stagione”. Il cerchio, insomma, nell’usuale giro di nomi, si stringe: numeri alla mano, infatti, solo il francese dell’Olympique Marsiglia, lo spagnolo del Celta Vigo e l’iraniano dell’Az Alkmaar hanno raggiunto tali cifre in stagione. Eppure, permanenza di Sarri o no, andando a sgombrare il campo da dubbi e valutando le risorse campane in rosa, con un Ounas destinato al prestito (magari con diritto di riscatto), ecco che al Napoli sembra servire più un esterno destro che una punta centrale con Milik in piena ascesa e completamente ristabilito in vista della prossima annata, ed un Callejon, stakanov azzurro con 20.100’ giocati in cinque anni, in fase calante o, almeno, non più in grado di sostenere tali ritmi.

E così, con le possibili difficoltà nel prendere Thauvin, col Marsiglia a chiedere cifre comunque alte per lui, l’indiziato (appunto) numero uno per prendere il posto di vice-Callejon sembra proprio il #7 recente capocannoniere di Eredivisie capace, per caratteristiche, prezzo e margini di miglioramento, di candidarsi non solo a riserva di lusso ma anche a titolare aggiunto del Napoli 2018/19. Ma ora, prima di capire come e se questo interessamento azzurro si trasformerà in trattativa, ecco la storia del giovane Jahanbakhsh, primo asiatico a vincere la classifica marcatori di un campionato europeo.

Gli inizi in Iran e l’incontro con Mahdavikia

Nel 2006, nel corso di una gara del mondiale in Germania, il padre di Alireza gli aveva confidato il suo sogno più grande: vedere il figlio protagonista nei campi che contano e vederlo esordire col Team Melli (la Nazionale in persiano) in una rassegna iridata. Un desiderio ma anche una predizione per il giovane Jahanbakhsh capace, nel 2014, di esaudire l’ambizione paterna. Ma la strada, per Alireza, non è stata subito in discesa, anzi.

Giocare a calcio e riuscire a valicare i confini del Paese per poi andare in Europa non è stato di certo facile. Eppure, già agli esordi nella sua città natale, Jirandeh (150 Km dalla capitale Teheran) e poi a Qazvin, dove cresce, l’ala destra dell’Az comincia a far intravedere le sue buone potenzialità col Damash Gilan che lo preleva dal Damash Teh già nel 2010, all’età di 17 anni, per inserirlo nelle sue selezioni giovanili.

Lì, dopo un altro trasferimento al Teh, resta per tre anni dove incontra un calciatore (forse il calciatore in Iran) importantissimo per la sua crescita: l’esterno destro Mehdi Mahdavikia, primo iraniano a giocare fuori dai confini nazionali e a raggiungere il successo (12 anni in Bundesliga con l’Amburgo) nel ‘Vecchio Continente’. La leggenda è in fase calante, la stellina in piena ascesa. Ma in questa sorta di morte e rinascita sportiva, Mehdi prende sotto la sua ala Alireza, gli dispensa consigli e lo aiuta a crescere, maturare e poi esplodere.

L’approdo in Europa: Jahanbakhsh meglio di Mahdavikia

Una esplosione inattesa ma che avviene quando, alla sua prima stagione da titolare, a 19 anni, nella Persian Gulf Pro League, l’esterno segna 8 gol in 28 gare stagionali segnalandosi anche oltre l’Iran e agli attentissimi scout olandesi, nello specifico, del NEC Nimega che non esitano e, proponendo un assegno da 250mila euro (12.5 miliardi di rial) alla formazione di Rasht, nel 2013 si portano il talento di Alireza nella provincia di Gheldria, nei Paesi Bassi.

Pochi mesi dopo, Queiroz, Ct della Nazionale, si accorge di lui e lo fa esordire nelle qualificazioni asiatiche contro la Thailandia: il primo passo verso il mondiale. Mondiale che poi diventa realtà il 16 giugno del 2014 quando, dopo il primo anno in Eredivisie con 5 reti e 4 assist in 28 gare, il Ct decide di convocarlo nella rosa del Team Melli per poi farlo debuttare nello 0-0 contro la Nigeria: il sogno di papà Jahanbakhsh è realizzato.

Ma la stella di Jahanbakhsh, speranza iraniana insieme al Messi asiatico Aznoum, è solo all’inizio del suo percorso con la sua ascesa che, in poco tempo, si realizza. Un altro anno al NEC, nella B olandese con 12 gol e 17 assist, e poi il passaggio, per 2 milioni di euro, all’Az Alkmaar dove, ad oggi, Alireza sembra aver compiuto i passi più importanti verso la sua maturazione, verso la sua definitiva consacrazione. Lì, sotto la guida di John Van de Brom torna in Eredivisie, debutta in Europa League e migliora giorno dopo giorno: 10 reti al primo anno e poi, in maniera del tutto inaspettata, arrivano i 21 gol stagionali 2017/18 che portano i cheese farmers ai preliminari di Champions League sopra al Feyenoord (+4) campione d’Olanda nel 2017.

Un’impresa titanica, inaspettata, importantissima il cui mattatore principale è stato proprio Jahanbakhsh in grado, pur da ala destra nel 4-2-1-3 di Van de Brom, di divenire non solo il primo marcatore di squadra, davanti la punta Weghorst, ma anche il primo capocannoniere asiatico in un torneo europeo facendo meglio, anche se in un ruolo diverso, del proprio mentore, dell’icona, della leggenda Mahdavikia.

https://www.youtube.com/watch?v=NZulfwFbXWo&t=127s

Caratteristiche tecniche e valore di mercato: Alireza secondo iraniano per quotazione

L’esterno iraniano, per tornare alle origini ed all’interessamento, ci risulta forte, del Napoli su di lui, sarebbe una pesca di assoluto valore ed una pedina importante nello scacchiere tattico azzurro. E sì perché il #7 biancorosso non è solo un esterno alto in grado di abbinare tecnica e qualità, dribbling e velocità di pensiero, ma anche capace di aggiungere, a queste preziose skills, tagli senza palla in verticale e difesa/quantità in fase passiva, in fase di non possesso. Insomma, una sorta di Callejon persiano. Un calciatore cioè, tagliato per il 4-3-3 napoletano e pure bravo, come ampiamente dimostrato quest’anno, di piazzarsi al centro dell’attacco (180 cm di statura) e segnare tanti, tantissimi gol. Un calciatore buono per tutte le stagioni e pure ancora accessibile per le casse campane col suo valore di mercato che, ora, si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Ma le pretendenti, al momento, sono davvero tante.

Pronuncia e curiosità: Jahanbakhsh è un "Moneyball"

Per quanto riguarda le curiosità che interessano la figura di Alireza ci sono alcune particolarità molto divertenti/interessanti. In primis la pronuncia del suo cognome che, stando alla lingua persiana, è Giaounbasc anche se, sulla sua casacca, sul suo numero #7, troneggia il suo nome di “battesimo” e non il suo ostico nome di famiglia. Ancora, l’iraniano, arrivando in Italia, potrebbe essere il secondo calciatore del suo Paese a giocare in Serie A dopo Rezaei nel Perugia a inizio millennio e, infine, il suo acquisto è stato fortemente voluto dal General Manager dell’Az Billy Beane.

Ovvero, il protagonista del film statunitense “Moneyball” che trattava della vera storia del General Manager, Beane appunto, che, tramite lo studio massivo e preciso delle statistiche, riusciva a rintracciare talenti sconosciuti e considerati, secondo le vecchie logiche, scarsi per poi trasformare una squadra senza budget, gli Oakland Athletics, in una squadra da titolo, o quasi. Per cui, il suo arrivo, con Beane che è passato al calcio proprio nel 2015 è stato, anche in questo caso, meticolosamente studiato.