Per molti di loro quest’anno che sta per terminare, il 2018, andrà in archivio come uno dei più deludenti degli ultimi lustri. Per un semplice motivo: l’aver saltato il mondiale, l’appuntamento più importante per la storia di un calciatore. Eppure, rassegna iridata a parte, per molti di loro questo 2018 è stato fondamentale. Per confermarsi, per allontanare polemiche e critiche di sorta, per trovare le luci della ribalta e, pure, perché no, nuove alternative (ed anche efficaci) posizioni sul rettangolo verde.

Ci riferiamo, in sostanza, ai talenti nostrani più forti e performanti di questi ultimi 12 mesi e che, per merito delle loro prestazioni in campo, hanno aumentato considerevolmente il loro valore di mercato. Parliamo, in definitiva, degli elementi più costosi del Bel Paese a disposizione della rinascita della nazionale di Mancini.

Insigne, principe d’Italia: è lui il calciatori più costoso del Mancio

In testa a questa particolare classifica e, diremmo, meritatamente, c’è Lorenzo Insigne che, anche, quest’anno ha dato dimostrazione di essere uno dei pochi numeri ‘10’ a disposizione del nostro movimento calcistico. Tecnica di base, dribbling, visione di gioco ed un tiro a giro, alla Del Piero, straordinario.

E poi, sotto la duplice cura, SarriAncelotti, il ragazzo di Frattamaggiore s’è fatto grande ed ha messo insieme un upgrade da tempo richiesto: una maggiore accuratezza sotto porta con conseguente aumento del numero di gol in questi 365 giorni scarsi. Merito della sua voglia di migliorare ma anche dell'intuizione dell'attuale tecnico azzurro di avvicinarlo alla 16 metri avversaria e di metterlo nelle migliori condizioni per colpire. Gol e assist, rapacità e capacità di creare gioco, e occasioni, per un Lorenzo totalmente nuovo, inedito e, pure, da 75 sonanti milioni di euro. Ben 15 in più rispetto al dicembre scorso. Klopp, che lo vorrebbe con sé, avvisato.

Verratti secondo. La salute è dalla sua

Che Verratti fosse una delle pietre angolari su cui costruire le future fortune della nazionale, era noto da tempo. Che potesse poi effettivamente farlo, no. E sì perché nelle ultime stagioni il talento abruzzese è stato spesso vittima di problemi fisici che gli hanno impedito di mostrare con continuità il suo ampio bagaglio tecnico. Pubalgia, acciacchi di natura muscolare e tanta sfortuna che ne hanno frenato la crescita e la sua, naturale, esplosione. Questo 2018 però, da questo punto di vista, è stato benevolo per l'ex Pescara che, grazie all'integrità fisica, ha recitato un ruolo di primo piano nel suo Paris Saint Germain e, pure, in nazionale dimostrando di poter risiedere nell'Empireo calcistico dei migliori mediani del pianeta. Insieme ai big del mondo del football con Verratti, che vale ora 70 milioni di euro, come quinto centrocampista più prezioso dietro MilinkovicSavic, Kroos, Pogba e Saul Niguez. Insomma, tanta roba.

Jorginho in ascesa: un 2018 da incorniciare

Prima, la costante ascesa nel Napoli, poi, lo scudetto mancato per un soffio e, infine, il trasferimento al Chelsea dal suo vate, padre putativo e uomo della provvidenza, Sarri. Nel mezzo, tante uscite positive con la maglia azzurra, anche nelle macerie del post Ventura, ed una costanza di rendimento, una precisione nei passaggi ed una qualità in mezzo al campo invidiabili. Tali, da generare sconcerto anche nel movimento verdeoro con tanti addetti ai lavori brasiliani che avrebbero voluto il #5 Blues fra le fila della Seleçao. Bastano queste poche righe per inquadrare un’annata da big, un’annata importante, fondamentale con l’ex Verona bravissimo a restare sul pezzo, a migliorare con costanza e a diventare uno dei migliori playmaker in circolazione. Di preciso, il quarto migliore del globo con un valore di 65 milioni di euro, secondo solo a quelli di Casemiro (70 mln), Sergio Busquets (75 mln) e N’Golo Kanté (100 mln).

Immobile vale 50 milioni di euro, ma in nazionale le cose cambiano

Su Ciro, invece, c’è bisogno di un discorso differente. E sì perché pur essendo l’attaccante più costoso, e forse più letale fra i suoi connazionali, a quota 50 milioni di euro, con la maglia azzurra, specie nelle ultime uscite, non riesce a dare il suo ordinario contributo. Un cortocircuito, un paradosso che pure capita nelle storie personali degli attaccanti ma che va risolto per poter garantire alla nostra Italia i gol, spesso pesanti, del bomber biancoceleste. Nel frattempo, e nell’attesa degli impegni internazionali per le qualificazioni a Euro 2020, vitali per sbloccare l’attaccante di Torre Annunziata, Immobile si accontenta della ‘palma’ di centravanti tricolore più costoso in circolazione.

Chiesa, l’ala di cui c’era bisogno

A chiudere la top 5 dei calciatori nostrani più onerosi del pianeta, ecco spuntare Federico Chiesa capace, in questo lasso di tempo, di confermare quanto di buono fatto nei suoi primi mesi di apparizione sui radar della Serie A divenendo autentico uomo squadra, leader e simbolo della giovane Fiorentina di Pioli. I viola, difatti, non scendono mai in campo, dove possibile, senza l’ala azzurra con il canterano dei toscani abile, per merito delle sue sortite palla al piede, della sua garra, della sua qualità in appoggio e dei suoi uno contro uno, di far salire il suo attuale valore di mercato a quota 50 milioni di euro. Un giacimento doppiamente utile: per la Fiorentina che, vendendolo, potrebbe incassare tanto, anche oltre la corrente quotazione, e per la nazionale potendo contare su una delle migliori ali destre d’Europa.