I numeri di Cristiano Ronaldo sono pazzeschi. In Champions League ha segnato 110 gol in 148 partite giocate con una media di 1.3 reti a match, a conferma che la Coppa è cosa sua, casa sua, terreno di caccia preferito. Con la maglia del Real Madrid ha già scolpito il proprio nome nella leggenda della ‘casa blanca', basta dare un'occhiata alle cifre: 411 marcature – compresa la doppietta rifilata al Borussia Dortmund – in 400 presenze tra le fila delle merengues. Negli ultimi anni ha preso la squadra di Zidane e l'ha condotta verso la gloria: a Milano come a Cardiff ‘CR7' è stato molto più d'una griffe ma il segno tangibile, l'icona indelebile di un campione giunto all'apice della carriera e dello splendore. Eppure, non basta. Ma cosa vogliono di più dalla stella portoghese?

Quando non segno la critica à sempre più dura nei miei confronti – ha ammesso il Pallone d'Oro -, sembra che devo dimostrare in ogni partita il mio valore e questo mi sorprende. Una volta i numeri parlavano da soli, ora non è più così. Sono molto felice delle mie 400 partite con il Real, non so quanti siano i gol – ha aggiunto sorridendo -, chi parla sempre di me ne sa di più.

Uno-due, tabù sfatato. In Germania il ‘muro giallo' è franato sotto i colpi di CR7 che ha sfondato le linee tedesche alla sua maniera. Gareth Bale ha aperto le marcature con un colpo da biliardo, le reti del portoghese sono calate come una sentenza su quello stadio che s'era riacceso grazie al solito Aubameyang, autore del momentaneo 1-2. Vittoria pesante, primato nel girone, barra dritta e avanti tutti verso gli ottavi di finale. Non basta ancora, tra le pieghe delle sue prodezze s'insinuano le voci del rinnovo del contratto.

Il rinnovo? Sono felice, faccio quello che mi piace, sono contento per i miei compagni che erano in scadenza e hanno rinnovato, per il resto è meglio girare la domanda al presidente, lui può rispondere meglio di me – ha aggiunto CR7 -. Non ho mai detto che sto male al Real Madrid, ogni giorno si parla di me ovunque, io vivo per la mia famiglia, non per la stampa. A volte in Portogallo, altre in Germania o ancora in Spagna vengono fuori notizie su di me, ma è quando sei grande che la gente parla di te. Però, vado avanti a testa alta, sono un professionista e mi preparo alle sfide e alle critiche che peggiorano sempre. Conta che sto bene con me stesso e che con i miei compagni sono felice.