A schifìo. Finisce così l'avventura di Gonzalo Higuain al Milan e quella che sta per iniziare in Blues non è accompagnata da squilli di tromba a giudicare dall'accoglienza che gli hanno riservato i tabloid inglesi. Un feeling mai sbocciato per tante ragioni, a cominciare dalla destinazione che nell'estate scorsa il calciatore accettò perché così voleva la Juventus: lo impacchettò e lo spedì in rossonero assieme a Caldara nell'operazione che (ri)portò Bonucci a Torino. Tanti saluti, com la promessa da parte di Leonardo di un diritto di riscatto che ha reso precaria da subito la condizione del giocatore mai al centro del progetto ma piazzato a mo' di toppa a buon mercato. Il Pipita accettò in cambio di uno stipendio ricco, anche troppo per le finanze del club (9.5 milioni di euro a stagione) costretto pochi mesi dopo a rivedere scelte e investimenti per le sanzioni della Uefa.

Morale della favola: dopo essere stato scaricato dalla ‘vecchia signora' per fare spazio a Cristiano Ronaldo, l'ex Real è divenuto un peso anche per il ‘diavolo'. E così quando ha saputo che aveva come via d'uscita volare in Inghilterra per riabbracciare Maurizio Sarri non ci ha pensato due volte. Assente al momento della foto con il principe saudita (giustificata da una febbre improvvisa), in panchina in finale di Supercoppa (ha giocato 20′ come atto di presenza), non convocato in occasione della gara di Marassi contro il Genoa.

Le parole di Gennaro Gattuso sono il manifesto del suo addio (dopo il gran rifiuto)"Gonzalo poteva fare qualcosa in più. In questo momento abbiamo bisogno di persone pronte a livello mentale… gente che è disposta a ‘fare la guerra’ con noi. E Higuain non lo è". Cosa significa? Basta leggere tra le righe: il Pipita non c'era con la testa (come si dice in gergo), la sua era già altrove quando ha fatto sapere al tecnico che non poteva contare più su di lui. Arrabbiato (secondo il retroscena raccontato dal Corriere della Sera), l'allenatore ha ingoiato il rospo restando scottato per la seconda volta da un ex juventino: prima il difensore che avrebbe dovuto spostare equilibri, salvo sciacquarsi la bocca e fare remissione dei peccati definendo il suo passaggio al Milan "un errore"; adesso l'attaccante che solo a Napoli ha conosciuto gloria personale, molto più del record di reti stabilito con una rovesciata sontuosa e un poker al Frosinone. Il resto è ‘ordinaria amministrazione' con Allegri e un paio di scudetti vinti… Tutto qui? A voler essere ironici e un po' cattivi nell'azzardare il paragone, Simone Padoin ne ha conquistati ben 5 in bianconero facendo molta meno fatica.