La Fiorentina batte il Torino in extremis con doppietta di Chiesa e si regala i quarti di finale di Coppa Italia (previsti il 30/01) contro una fra Roma e Virtus Entella. Per un successo importantissimo ma che, ai punti, poteva finire diversamente. E sì perché il pareggio, e poi i supplementari, sarebbero stati più giusti per quanto globalmente visto e per un Toro, specie nella ripresa, maggiormente arrembante, convinto, deciso e pericoloso.

Eppure, l’incapacità dei padroni di casa di convertire in gol le azioni prodotte e l’eccessiva superficialità nell’occasione del gol, poi dirimente nella questione qualificazione, di Chiesa condannano forse oltre i propri demeriti la banda Mazzarri che, anzitempo, deve dire addio al secondo obiettivo stagionale.

Chiesa più sulla difensiva ma sempre decisivo. Iago Falque illuminante

La Fiorentina, ormai da quasi due anni, non può prescindere da Federico Chiesa. Non solo per le sue qualità offensive ma anche per la sua intelligenza tattica e la sua predisposizione a rincorrere l’avversario, ad accorciare e ad aiutare i compagni in fase di non possesso. Una dote, questa, evidenziata anche contro il Toro col numero #25, spesso, costretto più alla difensiva che a sprigionare i suoi quadricipiti e la sua velocità nel lungo.

Eppure, stante questa condotta di gioco, Chiesa si guadagna la ‘palma’ di man of the match siglando, su grande contropiede di Simeone, la rete del successo, e poi quella della definitiva doppietta, che regala il passaggio del turno per i toscani rivelandosi, ancora una volta, luce della compagine viola. Sempre nei confini della metafora, è brillante, anzi, illuminante, per il Torino, Iago Falque che, complice l’assenza di Zaza, si guadagna il ruolo da seconda punta diventando l’elemento chiave, il go to guy, anche se dalle polveri bagnate, della formazione di Mazzarri.

Da lui, infatti, nascono tutte le migliori azioni dei padroni di casa e da lui hanno origine tutti i pericoli dalle parti di Lafont con l’ex Genoa, oggi, davvero uomo in più dei granata.

Aina-Milenkovic e Biraghi-De Silvestri: è bagarre sulle fasce

La partita è intensa, complicata, a tratti, nervosa. Ed in mezzo al campo c’è tanta, troppa densità. Le due linee mediane, difatti, a tre in entrambi gli schieramenti, si affrontano in un fazzoletto riducendo notevolmente lo spazio e i margini di manovra. Motivo per il quale le corsie laterali diventano essenziali per sviluppare gioco e superare la garra e l’eccessivo tatticismo al centro. E sia sulla sinistra/destra, con Aina e Milenkovic che sulla destra/sinistra, con De Silvestri e Biraghi, le fasce assumono una importanza capitale, sia pure con interpretazioni diverse. Nella porzione di campo presidiata dagli esterni italiani, si scontrano due fluidificanti tecnici che provano a superarsi nell’inserimento e con il palleggio, sulla superficie battuta dal nigeriano e dal serbo, invece, il duello è fisico, muscolare, sull’allungo ed il dinamismo. Per una prova molto interessante e, ai punti, quasi pari su ambo i fronti se non per un secondo tempo caratterizzato da maggiore convinzione fra le fila piemontesi.

l statistiche del match (sofascore.it)
in foto: l statistiche del match (sofascore.it)

Muriel vivace e dinamico, Belotti ci prova senza troppa precisione

Acquistato per dare maggiore brio ad un attacco, con Simeone, troppo statico, il colombiano ex Siviglia si disimpegna discretamente bene nel suo debutto in viola allo stadio ‘Grande Olimpico’ di Torino. Malgrado ruggine accumulata nella prima parte di stagione, caratterizzata sì da 4 reti ma solo da 8 gare dal primo minuto, il #29 toscano gioca per i compagni, combatte con la retroguardia avversaria, svaria su tutto il reparto d’attacco – e dunque non concedendo punti di riferimento al pacchetto arretrato granata – rivelandosi un pensiero, costante, per N’Koulou e soci. Nella ripresa, a birra finita, si accomoda in panchina per il Cholito Simeone che, più in salute, si rivelerà poi determinante nell'occasione del gol di Chiesa. Stesso canovaccio ma, anche qui, con caratteristiche e stili di gioco differenti, per Belotti capace, dall’altra parte della barricata, di segnalarsi come pericolo numero uno per la retroguardia di Pioli. Ed anche il ‘Gallo’ assistito da un buon Iago Falque se la gioca al meglio delle sue possibilità, non lesinando mai lo scontro fisico, pressando il portatore di palla nemico e guadagnandosi qualche buona conclusione, ancorché clamorosamente mancata, verso lo specchio della porta del transalpino Lafont. I suoi errori però, alla fine dei conti, pesano sull'eliminazione finale dei suoi.

l’heatmap di Torino e Fiorentina (Legaseriea.it)
in foto: l’heatmap di Torino e Fiorentina (Legaseriea.it)

N’Koulou attento, Vitor Hugo ordinato

Se la gara è incerta e non conosce un padrone quasi per tutto il corso del match è merito non solo della grande intensità e dell’organizzazione collettiva in fase passiva di ambedue le formazioni, ma anche della ottima prova di N’Koulou e Vitor Hugo. Entrambi, infatti, dal fischio d’inizio non si perdono mai l’uomo, non smarriscono concentrazione e precisione negli interventi presidiando al meglio la propria fetta di campo. E i disimpegni, naturale conseguenza dei tanti palloni sradicati agli avanti rivali, sono efficaci, eleganti ed effettuati con grande scioltezza per una prestazione, alla fine dei giochi, davvero molto convincente e di buon auspicio per questa prima porzione di 2019. Non a caso, il Toro vacilla e poi capitola proprio quando esce al 72′, per un problema fisico, il camerunense.

Tabellino e voti

Torino (3-5-2) #39 Sirigu 6.5; #33 N'Koulou 7 (Dal 72’ Lyanco 5.5), #30 Djidji 5.5, #5 Izzo 6; #29 De Silvestri 6.5, #8 Baselli 6 (Dal 78’ Lukic s.v.), #23 Meité 6, #88 Rincon 6.5, #34 Aina 6- (Dal 89’ Berenguer s.v.); #14 Iago Falque 6.5, #9 Belotti 6-. A disposizione: #1 Ichazo, #25 Rosati; #3 Lyanco, #36 Bremer, #15 Ansaldi; #7 Lukic, #19 Damscan; #27 Parigini, #21 Berenguer, #20 Edera. Allenatore Walter Mazzarri 6+

Fiorentina (4-3-3) #1 Lafont 6.5; #4 Milenkovic 6, #31 Victor Hugo 7, #20 Pezzella 6+, #3 Biraghi 6; #17 Veretout 6+, #26 E. Fernandes 6-, #24 Benassi 6- (Dal 89’ Dabo s.v.); #25 Chiesa 7.5, #29 Muriel 6+ (Dal 63’ Simeone 6.5), #11 Mirallas 5.5 (Dal 52’ Gerson 5.5). A disposizione: #33 Brancolini, #69 Dragowski; #2 Laurini, #5 Ceccherini, #16 Hancko; #14 Dabo, #7 Eysseric, #8 Gerson, #6 Norgaard; #77 Théréau, #10 Pjaca, #9 Simeone. Allenatore Stefano Pioli 6.5