Dentro Pablo Fornals, fuori Allan. Questa, tra le pieghe di un mercato, anche a gennaio, imprevedibile, la novità delle ultime ore in casa Napoli. Complici il pressing del Siviglia per Rog, e la corte del Paris Saint Germain per il mediano brasiliano dei campani, i partenopei si cautelano andando a prelevare uno dei più promettenti centrocampisti spagnoli della Liga. Ventotto milioni di euro e la consapevolezza di aver acquistato un altro craque, che si va ad aggiungere a Fabian Ruiz, proveniente dalla patria dei centrocampisti tuttofare, o meglio: dei tuttocampisti. Qui, dalle sue origini al Villarreal alle prime prodezze fra i professionisti con la maglia del Malaga, la storia del nativo di Castellon de la Plana.

Gli inizi al Villarreal col Real Madrid nel destino

Pablo Fornals Malla nasce a Castellon de la Plana il 22 febbraio 1996 e, fin da piccolo, mostra interesse per lo sport. E infatti, iperattivo com’è, i genitori lo iscrivono subito ad un corso di nuoto per piccoli per poi virare, all’età di 5 anni, sul calcio. Scelta, nell’occasione, mai più azzeccata. E a 7 anni, nel 2003, il bambino prodigio entra nelle giovanili del Villarreal dove resterà per ben cinque anni, fino al 2008. A 12 anni, torna a casa per giocare quattro anni nel suo Castellon prima di approdare nel 2012, a 16 anni, nel Malaga. Squadra che lo coccolerà nella sua cantera, all’Atletico Malagueno, fino all’esordio nel grande calcio. Che, puntualmente, arriva il 26 settembre del 2015 nel tempio del calcio spagnolo: il ‘Bernabeu' di Madrid a 19 anni, 7 mesi e spiccioli. Sessantatré partite e 7 gol dopo, nell’estate del 2017, il Submarino Amarillo torna alla carica per quel giovane di belle speranze lasciato andar via qualche anno prima un po’ troppo a cuor leggero.

Dodici milioni ed il ritorno all’Estadio della Ceramica in maglia gialla. Ed in queste due annate, il giovane asso della mediana cresce, mostra le sue doti, la sua personalità ed un carattere da predestinato della zona nevralgica del campo. E sempre al ‘Bernabeu', stadio del suo esordio assoluto fra i pro, Pablo gioca una delle sue migliori partite realizzando, il 18 gennaio 2018, il gol della presa di Madrid, con un dolce lob di mancino, non il suo piede preferito, in contropiede. Il Real se ne innamora ma, dovendo spazio ai vari Marcos Llorente e Dani Ceballos in rosa, non affonda mai il colpo. E così, in questo gelido inverno, i Galacticos (ma anche i Gunners di Emery) si fanno beffare dai campani che, con un blitz di poche ore, si assicurano, un po’ come successo con Fabian Ruiz in estate, il centrocampista iberico.

Prospettive nazionali, Fornals stella dell’Under 21

E proprio del centrocampista napoletano, Pablo è grande amico. Sia per la stima che reciprocamente provano, che per i tanti incontri, le tante sfide individuali fra cantere e partite di Liga con Malaga, Elche, Villarreal e Betis. E, pure, per una comune militanza nell’Under 21 spagnola di Celades prima e di De La Fuente poi con la neo-generazione di tuttocampisti pietre angolari della Rojita, che affronterà la nostra nazionale nell’Europeo di categoria, e, in prospettiva, della Roja di Luis Enrique. Una Roja già assaporata con Fornals, a 20 anni, 3 mesi e 7 giorni, ad entrare in campo ed esordire nel 3-1 rifilato dalla sua Spagna alla Bosnia il 29 maggio del 2016.

Caratteristiche di gioco: Pablo gioca ovunque sulla mediana

Ingabbiare il talento spagnolo in una etichetta è affare assai complicato. In carriera, difatti, pur avendo mostrato maggiore propensione al ruolo di trequartista, Fornals ha giocato ovunque sulla mediana e, talvolta, in attacco. Basta valutare il retaggio di queste sue prime stagioni nel calcio che conta per capire che il 22enne di Castellon è un autentico Globetrotter del rettangolo verde: 51 volte dietro le punte, in 28 occasioni da volante davanti la difesa, 40 volte a destra o a sinistra in un centrocampo a quattro, una volta mediano nel 4-2-3-1 e, pure, in 3 occasioni, ala offensiva. Per un ragazzo bravissimo coi piedi, da 178 cm per 70 Kg, abile nel dribbling, fortissimo per visione di gioco, capacità di lettura e inserimento senza palla. Un elemento, per contestualizzare il suo arrivo nel collettivo campano, perfetto per l’eclettismo tattico di Ancelotti e per le rivoluzionarie intuizioni dell’ex allenatore del Real Madrid. Un Fabian Ruiz 2.0, nella presa di Napoli, che iniziò con Albiol e Callejon, da parte degli spagnoli in una città, storicamente, con una certa filiazione con quel Paese.

Valore di mercato: è escalation per Pablo. Fornals tocca i 30 milioni di euro

Il Napoli dovrebbe pagarlo 28 milioni di euro, la cifra della sua clausola rescissoria, risparmiando però 2 milioni di euro rispetto alla sua attuale valutazione di mercato stando al portale di riferimento Transfermark.it. Una cifra vicina a quella investita dai campani per Fabian Ruiz e che, come nel caso dell’ex stellina del Betis, potrebbe rivelarsi sottodimensionata rispetto alle qualità ma, soprattutto, ai potenziali margini di miglioramento del ragazzo. Non a caso, in un anno e spiccioli, il gioiellino che somiglia a Isco e che studia per diventare grande, ha triplicato la sua quotazione dagli iniziali 10 milioni di euro divenendo il ventitreesimo classe ‘96 più ‘apprezzato’ del mercato.