L’Ajax ad un passo dalla finale di Champions League 23 anni dopo, all'ultimo respiro utile, perde il biglietto per il Wanda Metropolitano e racconta l’ennesima, straordinaria, sorprendente storia di questa folle Coppa dei Campioni. Il 3-2 del Tottenham, nel bollente catino dell’Amsterdam Arena, di rimonta, è il fiore all’occhiello di una manifestazione vietata ai deboli di cuore. Anche oggi, va di moda la rimonta, incredibile, di marca inglese.

Dopo il gol di Ligt, alfiere di difesa, ma pericoloso incursore anche davanti, e quello di Ziyech, che raddoppia con ferocia e classe, gli Spurs non si danno per vinti e, nella ripresa, con la voglia di non mollare di Lucas Moura, il peso offensivo e la fisicità di Llorente, le geometrie di Eriksen e la rete al 94′ del brasiliano, per la tripletta finale, invertono la rotta con i Lancieri, allo scadere, fuori dalla Champions. Alla fine, con i denti, i ragazzi di Pochettino spiegano a tutti il concetto di resilienza, strappano la qualificazione e si riprendono la strada verso la gloria sbarrata, ora sì, solo dal Liverpool di Klopp e del suo gegenpressing.

Primo tempo

De Ligt svetta su tutti e sigla l'1-0, Trippier se lo perde

È un terzo tempo cestistico, uno stacco che non ammette repliche. Un salto energico che lo proietta in alto: lì, dove osano le aquile. Un guizzo, una saetta che illumina già al 5’ di gioco il cielo di Amsterdam e consente a De Ligt, una delle tante gemme a disposizione di ten Hag, di sovrastare tutti, fuggire repentinamente dalla guardia di Trippier e siglare la seconda rete in Champions di questa sua maestosa stagione. Gol pesanti. La prima, porta i Lancieri a conquistare la semifinale a Torino contro la Juventus, quella di oggi, gli permette di mettere in discesa (ma solo apparentemente) la sfida dei suoi disegnando i contorni, netti, di un centrale straordinario. Più semplicemente: completo.

Attacco-difesa. Attacco, per le sue doti in area, ora ben note pure a Lloris e soci, e difesa con lo stopper olandese ultimo baluardo dinanzi a Onana e primo regista, arretrato, della macchina da calcio chiamata Ajax.

Una macchina però, che si ferma proprio sul più bello, ad appena un giro di orologio dalla finale di Madrid.

l’heatmap di Ziyech (a sinistra), di Trippier a destra (whoscored.com)
in foto: l’heatmap di Ziyech (a sinistra), di Trippier a destra (whoscored.com)

Ziyech non perdona: sulla mediana nessuno lo prende

A completare un primo tempo con i crismi della perfezione ci pensa un altro talento letteralmente esploso quest’anno sotto la guida sapiente di ten Hag: quel Ziyech di cui si diceva un gran bene ma di cui non si lodava certo il carattere. Troppo anarchico e indisciplinato. Appunto, si diceva. Oggi, e in particolar modo questa sera, il marocchino si conferma elemento determinante (in entrambi i sensi) della squadra grazie proprio all’applicazione, all’attenzione e alla cura del dettaglio che ci mette in ogni singolo aspetto del terreno di gioco. Correndo, pure, dietro l’avversario, nello specifico il dinamico Rose, fino a quasi i confini della propria area di rigore. E poi, senza perdere quella lucidità determinante sotto porta, il #22 ex Twente in transizione attiva non sbaglia, anzi. E al 35’ su ennesima sortita nata sulla sinistra, dalle parti del precario (che poi si riscatta nella ripresa) Trippier, finalizza un tentativo dei suoi orchestrato dall’assist-man di Champions Tadic che, nell’occasione, serve al meglio Ziyech, che scatena il suo sinistro destinato in fondo al sacco, colleziona il quinto passaggio vincente del torneo.

7, i tiri fuori di Ziyech (whoscored.com)
in foto: 7, i tiri fuori di Ziyech (whoscored.com)

Per un asse magico, vincente che risulta imprendibile anche per gli atletici Wanyama e Sissoko. Per un asse, poi, che perde di efficacia strada facendo col marocchino a sfiorare in più occasioni il punto del definitivo Ko condannando alla eliminazione i suoi nell’assurda e inverosimile ripresa di questa semifinale: calcia fuori di un soffio al 63’, poi, prende il palo al 78’ e infine viene respinto con perdite da Lloris al 93’.

Secondo tempo

Llorente apre varchi e Lucas diventa inarrestabile ed Mvp del match. Dolberg impalpabile

Ci si attende Son e spunta, nel secondo tempo col coltello fra i denti del Tottenham, un Lucas Moura indiavolato che, di gettare la spugna, non ne ha proprio voglia. E infatti l’ex Paris Saint Germain, coadiuvato dall’ingresso di Llorente, che garantisce maggior peso all’attacco e apre sterminate praterie ai suoi, si trasforma nel trascinatore degli Speroni. Dapprima, al 55’, perforando centralmente il pacchetto arretrato dell’Ajax e poi trafiggendo con freddezza l’ottimo Onana sul palo lungo. Poi, 4 giri di orologio più tardi, mandando in onda il Lucas Moura show con il #27 degli Spurs bravo e agile a districarsi in una area affollatissima, fra una sterminata selva di gambe e a trovare il varco per l’incredibile pari.

Ma l'apoteosi deve ancora arrivare. Allo scadere, Lucas, ancora col mancino, trafigge nuovamente Onana e fa calare il sipario sul sogno dei suoi rivali: la remuntada è completa. I suoi guizzi mandano al tappeto le certezze dei Lancieri e pure le convinzioni di Mazraoui e Blind letteralmente disorientati dalla velocità, dalla voglia del ragazzo e dalle sponde, di testa, di Llorente. Che, in poco tempo, appena un tempo, oscura e cancella la sfida individuale con Dolberg incapace, sia pure entrato a poche battute dall’inizio della partita per un problema last minute per David Neres, di entrare negli schemi offensivi dei suoi. Uscendo, poi, al 67’ per Sinkgraven.

I passaggi chiave: in arancio i 50 di De Jong, in azzurro, i 71 di Eriksen (whoscored.com)
in foto: I passaggi chiave: in arancio i 50 di De Jong, in azzurro, i 71 di Eriksen (whoscored.com)

Eriksen lucidissimo. De Jong tiene sulla mediana dei Lancieri. Alli poco concreto

Uno è il passato, ma dell’Ajax, l’altro, il presente ma non certo il futuro dei Lancieri, con un biglietto per la Spagna già prenotato da qualche tempo. Sono Eriksen e De Jong, scuola Ajax ovviamente, ma anche i due rivali di giornata sulla mediana dell’Amsterdam Arena. Quelli, in sostanza, chiamati a dare fosforo e qualità ai rispettivi centrocampi e a ideare tutte le manovre delle semifinaliste rimaste in gioco. Ma se Eriksen, pur partendo bene e figurando come una delle menti delle prime occasioni degli Spurs si accende a sprazzi, frenato dalla corsa degli interditori dell’Ajax, De Jong si dimostra, malgrado l’età, costante, sicuro, a suo agio nel suo habitat naturale e in contesti così stressanti e difficili per un gara bella e maledetta al tempo stesso. Incerto, invece, il rendimento dell’inglese Alli per una prestazione sufficiente ma non all’altezza delle sue enormi potenzialità e di una classe che grida vendetta, soprattutto, sul destro all’alba del secondo tempo ben neutralizzata da Onana. Eppure, Alli ed Eriksen andranno in finale, De Jong, come il suo Barça, si ferma uno step prima. In una istantanea, il bello, ma anche il brutto del football.

Tabellino e voti

Ajax (4-2-3-1) #24 Onana 6.5; #12 Mazraoui 5.5, #4 De Ligt 7, #17 Blind 6-, #31 Tagliafico 6; #20 Schone 5.5 (dal 60’ Veltman 6+), #21 De Jong 6.5; #22 Ziyech 7-, #6 Van de Beek 6+ (Dal 90’ Magallan s.v.), #10 Tadic 6.5; #25 Dolberg 5 (Dal 67’ Sinkgraven 6-). A disposizione: #28 Bruno Varela; #3 Veltman, #8 Sinkgraven, #16 Magallan; #30 De Wit, #23 Traoré; #9 Huntelaar. Allenatore Erik ten Hag 6.5

Tottenham (4-3-1-2) #Lloris 6; #2 Trippier 6 (Dal 81’ Lamela s.v.), #4 Alderweireld 6.5, #5 Vertonghen 6, #3 Rose 6.5 (Dal 83’ Davies s.v.); #17 Sissoko 5.5, #12 Wanyama 5 (Dal 46’ Llorente 7), #20 Alli 6+; #23 Eriksen 6.5; #27 Lucas Moura 9, #7 Son 6+. A disposizione: #22 Gazzaniga; #33 Davies, #21 Foyth; #15 Dier, #52 Skipp, #11 Lamela; #18 Llorente. Allenatore Mauricio Pochettino 7.5