Un esperimento di calcio offensivo, un progetto con ipotizzabili orizzonti più ampi del recente passato. Il Genoa di Aurelio Andreazzoli si avvia a diventare un laboratorio di particolare interesse nella prossima stagione, come il Cagliari che abbinerà Nandez e Nainggolan in un centrocampo di lotta e di governo. “Abbiamo completato un importante ciclo di lavoro” ha detto il tecnico dopo la vittoria in amichevole a Bordeaux, “abbiamo cercato soprattutto la condizione atletica anche rinunciando a una parte di lavoro tattico. Abbiamo raggiunto dei buoni obiettivi sotto l'aspetto mentale. Dobbiamo imporci di essere squadra, dobbiamo avere nella testa la necessità di cercare la vittoria seguendo un nostro pensiero”.

Radu e Zapata, garanzie in difesa

La conferma di Radu, che l'anno scorso ha completato 3.33 parate di media su 4.64 tiri contro e subito meno gol di quanto avrebbe suggerito il modello degli expected Goals, rimanda almeno di un anno la rifondazione difensiva. Il portiere rivelazione dell'Europeo Under 21 è infatti già dell'Inter ma resterà in rossoblù per un'altra stagione. Stesso discorso per Romero, ceduto alla Juventus, che guiderà quella che si avvia ad essere una difesa a tre con Cristian Zapata, arrivato a parametro zero dal Milan, e già cruciale anche nei calci piazzati in difesa e in attacco nel tour di amichevoli in Francia. Biraschi e il confermatissimo Criscito dovrebbero giocarsi la terza maglia con il confermato Zukanovic e l'ex Chievo Jaroszynski.

Sugli esterni due uomini a tutta fascia in cerca di riscatto. A destra dovrebbe partire titolare Romulo, che la Lazio non ha riscattato perché gli ha preferito Lazzari. Non si vedeva l'anno scorso nel modulo di Prandelli, con Andreazzoli il feeling è già maggiore. Ha studiato il suo Empoli, come il Napoli di Sarri, perché vorrebbe diventare allenatore. L'ha paragonato a Zeca Pagodinho, un maestro della samba, dopo che il sito del club aveva fatto riferimento a un vecchio striscione su sfondo giallo al campo di allenamento rossoblù: “Genoa bailando o ritmo do samba”. Il calcio di Andreazzoli, ha detto, è meno energico della danza brasiliana per eccellenza, ma la musica è altrettanto piacevole quando il pallone viaggia veloce. E Romulo, che in ritiro ha diviso la camera con Jandrei, brasiliano pure lui, sa bene come orchestrarla. È paziente, passava ore a pescare col padre, è dinamico, gli piacciono anche le gite a cavallo, è sicuro e affidabile, con un logo e un sito personale. È un mediano nato che il suo allenatore ai tempi delle giovanili della Juventude (sembra uno scioglilingua) ha trasformato in terzino disciplinato e deciso.

A sinistra rientra Barreca, che non è entrato in sintonia con il Monaco in una delle stagioni più balorde del club, e ha polemizzato via social con Rafa Benitez che non l'ha impiegato abbastanza al Newcastle. Era arrivato per permettere a Ritchie di tornare nella sua posizione naturale di ala, ma lo scozzese ha finito per impressionare tutti da terzino d'attacco.

Schone e Saponara, i colpi dell'estate

Ma è a centrocampo che Preziosi ha completato un capolavoro. Il Genoa che vuol giocare all'olandese avrà il regista dell'Ajax di ten Haag, Lasse Schone. Passaporto olandese, straniero con più presenze nella storia ajacide , con gli anni si è trasformato da incursore in fine tessitore. Ha segnato 108 gol e in Europa, dal 2009, è il quarto miglior realizzatore su calcio di punizione dopo Messi, Ronaldo e Pjanic. Le batte in tutti i modi, secche, a giro, a foglia morta. Il gol nel 4-1 al Bernabeu è la sintesi dello stile individuale nella partita che vale l'epifania di una visione collettiva di calcio. Un manifesto dentro il manifesto, per un centrocampista che rappresentava l'eccezione alla regola dell'Ajax dei ragazzi terribili e veloci. In mezzo era il più esperto, correva meno ma faceva andare il pallone, e si faceva notare di più quando la palla era ferma. Perché a calciare andava sempre lui.

Con uno così accanto, presumibilmente Lerager, mediano di equilibrio, secondo l'anno scorso per contrasti vinti di media in squadra, dovrà lavorare per due e coprire magari più campo. Non è da escludere, con il recupero pieno di Hiljemark, l'alternativa del centrocampo a rombo con un trequartista come Saponara che ha già scatenato le ire degli ex tifosi della Sampdoria. La Fiorentina si è convinta a cederlo perché i meccanismi di gioco di Montella, che ha variato tra 4-3-3 e 3-5-2, non prevedono il trequartista. E Saponara non è convinto di giocare da interno, da mezzala d'attacco. Al Genoa potrebbe tornare più vicino alla sua posizione naturale. Ha dato il meglio all'Empoli, in un sistema molto strutturato, e alla Samp con Giampaolo, non a caso. Anche lui dovrà alzare il suo livello in termini di letture complesse, gestione dei ritmi e dei movimenti, con e senza palla, senza cercare necessariamente la porta come prima opzione.

Potrebbe ritagliarsi qualche spazio anche il ventunenne Agudelo, mezzala colombiana tutta mancina. Veloce nell'uno contro uno, bravo a proteggere palla nello stretto, è rapido a far perno e saltare secco l'avversario verso l'interno partendo da destra. Non è ancora elegantissimo, ma compensa con la velocità del primo tocco e dei primi due passi per creare superiorità numerica. Uno così, anche a partita in corso, potrebbe fare comodo.

L'attacco, promessa ancora incompleta

Il rischio attuale, per Andreazzoli, è di ritrovarsi di nuovo a guidare una squadra come l'Empoli dell'anno scorso: tatticamente ben messa in campo, con quote di pensiero creativo superiori alle concorrenti nella sua zona di classifica, ma che segna troppo poco per sostenere le ambizioni. Perché a fronte di un centrocampo esperto e motivato, l'attacco non dà ancora garanzie. Pinamonti e Kouamé rappresentano una promessa di coppia d'attacco di livello, non ancora una certezza. Cinque gol e tre assist nell'ultima stagione a Frosinone in 27 presenze (di cui 17 da titolare), Pinamonti è attaccante probabilmente da doppia cifra in Serie A ma non sembra un top player da 15-20 gol a stagione.

Né Kouamé (che può finire al Sassuolo per Babacar), né Favilli che deve rientrare da un lungo infortunio, rappresentano una spalla sicura per l'ex Inter il cui trasferimento da 18 milioni ha creato più di qualche polemica per la valutazione. Le alternative per la rifinitura non mancano, Sanabria è una seconda punta che può aprire bene gli spazi, poi Andreazzoli sta provando anche Pandev come trequartista. Ma una squadra così avrebbe bisogno di un centravanti classico su cui contare. Così, si potrebbe tornare a ballare la samba al Ferraris.