Ha dovuto aspettare quarant'anni, prima di vedere il suo record certificato dal Guinness dei Primati. Ha segnato tre gol in 90 secondi, Tommy Ross, attaccante del Ross County. Così, il 28 novembre del 1964, un incontro semiprofessionistico della Highland League, un campionato semiprofessionistico scozzese, è entrato nella storia. Ross segnerà sette gol nell'8-1 finale contro il Nairn County, ma quello resterà il giorno della tripletta più veloce del mondo. “Ho allenato molto dopo aver smesso di giocare” ha raccontato Ross, “e tutti i ragazzini, anche i miei nipoti dicono che è impossibile fare tre gol in un tempo così breve. Ma oggi non possono capire, non possono immaginare che allora non c'erano abbracci, esultanze varie. Prendevi il pallone e tornavi a centrocampo, e basta”.

Hayter e il dibattito – In un primo momento, il record non viene omologato perché, per le regole del tempo, dovevano essere presenti due cronometristi indipendenti. Per quasi quarant'anni, la sua storia rimane nella memoria di chi c'era, un aneddoto destinato alle pagine di sport dei quotidiani locali. Fino al febbraio 2004, fino alla partita che trasforma l'oscuro James Hayter nell'eroe della Football League inglese. Riserva del Bournemouth, ha portato la famiglia a vedere la partita contro il Wrexham. Papà Richard, mamma Mary e il fratello Ben lasciano lo stadio all'82', così fanno in tempo a prendere il traghetto per tornare all'Isola di Wight. James, quando se ne vanno, è ancora in panchina, entrerà due minuti dopo. E realizzerà la tripletta più veloce della lega. “Abbiamo sentito il pubblico gridare proprio mentre stavamo lasciando lo stadio” ha raccontato Ben al Guardian, “abbiamo acceso la radio e sentito che era stato James a segnare. Poi ne ha fatto un altro”, tutto nel corso del minuto 86. All'88' ha un'altra occasione. “Il portiere ha lasciato un sacco di spazio sul secondo palo, ho mirato lì, ho colpito la palla nel momento migliore” ha ricordato Hayter. Il diagonale sbatte proprio sul palo. “Avevo il cuore in gola” conclude, “ma alla fine la palla ha superato la linea. È stato incredibile”. Tutto in 140 secondi.

Il precedente di Arvidsson – Il dibattito sulla tripletta più veloce nella storia si riaccende. Molti imparano a conoscere Magnus Arvidsson, che pure ha completato una tripletta in un minuto e mezzo nel 1995, per l'Hassleholm contro il Landskrona, nella seconda divisione svedese. Tre gol fondamentali per vincere in rimonta 5-3 ed evitare la retrocessione. Diventano familiari i nomi di Erik Karlsen, cui sono bastati due minuti e mezzo per esultare tre volte nel match di prima divisione norvegese tra Lillestrom e Mjondalen, nel 1977, o di Giorgios Dedes, attaccante greco del Panionios, che ha impiegato più o meno lo stesso tempo, nel 1965, a completare la tripletta nel 7-1 al Panegialios.

O'Connor e Maglioni – In quei mesi l'Europa riscopre Eduardo Maglioni, che il 18 marzo 1973 regala tre reti in 111 secondi all'Independiente contro il Gimnasia y Esgrima La Plata. Una partita che è quasi un pezzo di cultura popolare in Argentina. “Sul primo, sono stato fortunato” ricorda, “perché volevo tirare in diagonale ma ho colpito male e ho segnato sul primo palo”. La Gran Bretagna riscopre la memoria di Jimmy O'Connor, per l'hat-trick in 133 secondi che ha deciso il 3-2 dello Sherbourne sul Bohemians, prima divisione irlandese, nel 1967. Di quella partita resta anche un rarissimo video e il taccuino originale dell'arbitro, con una menzione speciale per la sua precisione al tiro. “Solo quando ho visto quel filmato” ha raccontato O'Connor per il sito della FIFA, “mi è tornata in mente quella partita. Dopo il match, ricordo che andai dal mio allenatore e mi disse: Mi sa che hai battuto un record'. Non ci potevo credere”. Gli archivi restituiscono anche la storia di Abdul Hamid Bassiouny, che nel giro di 117 secondi segna tutte le sue tre reti in carriera con la maglia dell'Egitto. L'hat-trick che puntella l'8-2 dell'Egitto alla Namibia nel girone africano di qualificazione a Giappone e Corea 2002 è il più veloce di sempre in un match valido per le qualificazioni o la fase finale di un Mondiale. Ma non il più veloce del mondo.

Valentino Mazzola – Un primato cui non può aspirare nemmeno Valentino Mazzola, per la tripletta-record nella storia della Serie A. È il 20 aprile del 1947, è una di quelle giornate in cui si arrotola le maniche e guida la carica, con tutto il Filadelfia pronto a seguirlo. Loik, arrivato insieme a lui dal Venezia a completare il Grande Torino di Erbstein, ha già sbloccato il risultato al 24′ contro il Vicenza, che avrebbe concluso comunque il campionato al sesto posto. Mazzola però ha in mente piani diversi quella domenica. Lancia la sfida e il portiere Romano, che qualche anno dopo sarebbe passato proprio in granata, si inchina tre volte fra il 29′ e il 31′. La partita, già finita dopo mezz'ora, si chiuderà 6-0 (segneranno Ferraris e Gabetto nel secondo tempo). Il Toro, nell'ultima stagione trionfale prima dello schianto di Superga, è inarrivabile. Vince lo scudetto con dieci punti di vantaggio sulla Juventus, con 28 vittorie, 7 pareggi 3 sconfitte, e soprattutto 104 reti segnate (media esatta di tre gol a partita. Mazzola, che prenderà la decisione di organizzare la fatale amichevole a Lisbona per l'addio al calcio di Ferreira, è inarrestabile. Gioca da regista, ma è capocannoniere del campionato con 29 gol. Il suo, però, rimane un primato solo nazionale.

L'ufficialità – A risolvere i dubbi sulla tripletta da Guinness dei Primati arriva il testimone più inatteso, meno probabile. È Kenny McKenzie, il portiere del Nairn County battuto otto volte in quel 28 novembre del 1964, l'uomo che ha visto farsi la storia dalla parte sbagliata. “Anche mio figlio” ha raccontato al The Scotsman Ross, che vive proprio a Nairn, “ha iniziato a discuterne con una serie di giornalisti sportivi”. E il primato, confermato anche dall'arbitro di quella partita, è diventato ufficiale. Certo, oggi rimangono i cinque gol in nove minuti, contro il Wolfsburg, di Robert Lewandowski: segnare così tanto in così poco tempo, nel mondo professionistico, non era capitato a nessuno, prima che arrivasse il bomber del Bayern, l'uomo dei record, capace lo scorso giugno di farne tre in quattro minuti, con la maglia della nazionale polacca, alla Georgia. Ma è un'ala che ha brillato nelle periferie del calcio britannico, al Peterborough, allo York City, al Wigan o con i Brora Rangers a comparire nel libro dei record. Quando ha ricevuto la conferma ufficiale del primato, lavorava in un garage a Inverness. “Non mi ricordo più il primo gol di quel giorno” ammetteva. “Ma questo certificato zittisce tutti i San Tommaso che mi dicevano: te lo sei inventato, non è mai successo”.