La morte di Antonio Reyes ha scosso il calcio spagnolo e in particolare la comunità andalusa dove il giocatore era cresciuto e aveva vinto trofei tra le fila del Siviglia. La ‘perla di Utrera', primatista in Europa League (ne ha conquistate ben 5, di cui 3 consecutive con gli iberici), ha perso la vita a 35 anni in un incidente stradale nel quale è deceduta uno dei due cugini, Jonathan (che era a bordo dell'auto guidata dall'ex giocatore). Gli agenti della Guardia Civili hanno ricostruito causa e dinamica dell'episodio: la vettura viaggiava a velocità elevata (237 km/h) ma l'esplosione di uno pneumatico ha compromesso la stabilità della Mercedes Brabus S550 che, finita fuori strada, ha preso fuoco con le persone intrappolate nell'abitacolo dopo l'impatto con il guard-rail.

Unico sopravvissuto è stato un secondo cugino di Reyes – Juan Manuel Calderon – che, ancora ricoverato in ospedale per le gravi ustiono riportate, ha raccontato agli agenti cosa è accaduto poco prima che la macchina perdesse aderenza. A riportare le ultime notizie è il quotidiano spagnolo El Mundo: "Non so cosa abbia fatto José, sinceramente non riesco a ricordarlo… ma ricordo che stavamo volando", è la versione dei fatti fornita dal ragazzo ancora sotto shock. Guardava fuori il finestrino e vedeva il paesaggio che gli correva davanti agli occhi. E' avvenuto tutto così in fretta che nemmeno si è accorto dello schianto avvenuto dopo il tentativo di una frenata lunga 90 metri.

Impossibile fermare il veicolo, schizzato come un proiettile sull'asfalto distruggendo perfino una staccionata e un muro di cemento. "Stavamo volando…", ha ripetuto con un filo di voce parlando di quegli istanti terribili. Secondo la ricostruzione dei fatti la vettura, fuori controllo per l'alta velocità, si è letteralmente sollevata da terra. Di quanto? Forse 30, massimo 35 metri in aria fino a schiantarsi.