Un copertone scoppiato mentre l'auto viaggiava a 237 km/h. Sarebbe stata questa la causa dell'incidente mortale nel quale sabato mattina ha perso la vita José Antonio Reyes, 35enne ex calciatore del Siviglia, deceduto sul colpo assieme a un cugino che era a bordo della vettura. Un terza persona, un amico dell'ex giocatore, è stata ricoverata in gravissime condizioni ma i medici non sono riusciti a salvarle la vita: aveva riportato ustioni su circa il 60% del corpo, a causa dell'incendio che ha avvolto il veicolo finito improvvisamente fuori strada.

Cosa è successo? Cosa ha provocato la tragedia? Secondo la ricostruzione dell'episodio fatta dagli agenti della Guardia Civil, e riportata dai media spagnoli, a causare il sinistro sarebbe stata l'alta velocità: l'esplosione di uno pneumatico ha compromesso la stabilità della Mercedes Brabus S550, è stato allora che Reyes ha perso il controllo del mezzo che ha sbandato e poi preso fuoco dopo l'impatto.

La morte di Reyes è stato uno shock fortissimo per il calcio iberico e, in particolare, la comunità andalusa: era originario di Utrera, città non molto distante da Siviglia e fu tra le fila del Siviglia che iniziò, giovanissimo, la carriera ed è sempre con la maglia biancorossa del club che ha conquistato i successi più belli (ben 3 vittorie consecutive dell'Europa League) dopo aver vestito anche le casacche di Arsenal, Espanyol e Real Madrid fino a mettere al servizio la propria esperienza in Segunda Division con l'Extremadura. Commovente il messaggio del figlio undicenne ("so che dal cielo mi proteggerai"), che ha dedicato un post su Instagram molto toccante al papà scomparso in maniera traumatica. A rendere onore all'ex calciatore nella camera ardente allestita nello stadio Sanchez Pizjuan c'erano compagni di squadra attuali e del passato, i dirigenti dei vari club della Liga.