Un altro scossone ha smosso l'Uefa e il mondo calcistico europeo: la presunta combine tra Paris Saint-Germain e Stella Rossa di Belgrado nel secondo turno di Champions League ha destabilizzato un po' tutto l'ambiente del Vecchio Continente. Il quotidiano francese L'Equipe ha riportato che la Uefa sapeva della possibile combine e che l'ente governativo del calcio europeo avrebbe informato tempestivamente la procura finanziaria di competenza in Francia: in quel momento sarebbe scattata un'azione di spionaggio per tentare di monitorare inizialmente un presunto incontro tra il dirigente serbo e Nasser Al Khelaifi, il presidente del PSG, ma nell’hotel di lusso di Parigi indicato come luogo dell’appuntamento non si è presentato nessuno.

Successivamente gli agenti si sono concentrati sulla partita e hanno seguito l’evoluzione del risultato: al 70’ i parigini sono sul 5-0 ma Marin va in rete accorciando a 4 le distanze. I dubbi sono spazzati via dal 6-1 di Neymar, la terza rete di serata del brasiliano. Dopo la gara gli inquirenti hanno continuato a lavorare nei corridoi dello stadio nel tentativo di bloccare il dirigente serbo che avrebbe puntato 5 milioni di euro che, secondo l’informatore Uefa, avrebbe dovuto incassare la somma di svariati milioni in un locale alla moda di Parigi ma i dettagli del posto sono arrivati tardi e il tentativo è sfumato, secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport.

Avv. Grassani sulla presunta combine

Su ciò che potrebbe accadere nei prossimi giorni se venisse confermata la notizia della possibile combine tra Paris Saint-Germain e Stella Rossa ecco il parere di Mattia Grassani, legale del Napoli, che ha parlato della situazione a Il Mattino: "Il club francese rischia poco, quasi niente. I serbi rischiano l'impossibile. Se la Uefa appura certe verità, non immagino proprio come potrebbero cavarsela. Come minimo ci sarà l'esclusione dalla competizione, si deve valutare poi l'eventuale durata della punizione inflitta".