Nel calcio la parola equilibrio è fondamentale. A maggior ragione in Italia dove la tattica, e l’arte di difendere si sono evolute raggiungendo vette di specializzazioni davvero elevate. Difendere come modo per cancellare le velleità degli avversari e legittimare il risultato. Sulla strada dell’equilibrio e della pressione. Possibilmente, alta. E così, il nostro campionato mette in mostra una serie di mastini di assoluto livello in grado, nel più ampio contesto di squadra, di recuperare palloni e arginare l’avanzata dei calciatori più pericolosi con contrasti robusti, tackle decisi e intercetti sul filo della lettura delle operazioni. Mastini come AllanKoulibaly ma anche Barella Bakayoko.

Allan e KK al top. Il Napoli è al sicuro

Se il Napoli può vantare la seconda miglior difesa del campionato, a quota 24 gol subiti, ed un ruolino di 15 clean sheet stagionali, gran parte del merito va attribuito di certo alla organizzazione corale di gioco, alla propensione ad impostare un baricentro alto, ad un pressing asfissiante ma anche ad alcune individualità che, di queste precise caratteristiche, si cibano quotidianamente. Parliamo, nello specifico, di Koulibaly e Allan capaci, in questa abbondante parte di campionato (consumato circa il 77% dei match da calendario), di segnalarsi come mastini per eccellenza, guardiani implacabili della difesa e dighe, quasi, insuperabili.

I due, peraltro spina dorsale del club azzurro, posti l’uno davanti all’altro nel 4-4-2 complessivo, recuperano una caterva di palloni segnalandosi, a nove giornate dal termine, al primo ed al secondo posto nella speciale graduatoria con 123 recuperi per il verdeoro e 122 per il senegalese. Per un conto, totale, di 245 recuperi in due sui quasi 450 di squadra. Insomma, in Italia, contro il Napoli, è sempre un po’ dura segnare specie se in campo ci sono quei due.

Big Brozo sul podio, a seguire Criscito e Bennacer

Sul terzo gradino del podio, a brevissima distanza dal duo di testa, c’è Marcelo Brozovic in grado, anche quest’anno, di mettersi in evidenza nel centrocampo nerazzurro. Proprio in quella terra di mezzo che è la mediana dove, all’inizio dell’avventura di Spalletti a Milano, il croato non trovava spazio. Eppure, col passare del tempo, questa condizione è totalmente cambiata con il #77 meneghino autentico punto fermo della compagine lombarda. Un punto fermo bravo in regia, abile nell’impostazione e, pure, straordinario in sede di recupero. Ben 121, difatti, sono i suoi intercetti in stagione. Dopo di lui, anzi, di questi tre eccezionali bulldog, un tenue divario fatto di appena 3 recuperi e 13 in meno con Criscito quarto a 118 e Bennacer dell'Empoli a 108.

Contrasti vinti: Barella e Bakayoko al top, Allan terzo

Quanto a contrasti, e quindi non soltanto a capacità di lettura o a senso della posizione, la classifica varia. Quanto a irruenza e fisicità, infatti, la graduatoria si va modificando con alcuni protagonisti, di rottura per definizione, a primeggiare nello specifico campo. Parliamo di Bakayoko, una delle rivelazioni del Milan di Gattuso, ma anche dell’ottimo Barella che, anche in virtù di questa statistica, si rivela uno dei migliori e più completi centrocampisti della Serie A.

Bravo ad organizzare trame di gioco, a dribblare, creare superiorità numerica e poi a portare pressing nella zona nevralgica del campo. Entrambi, l'italiano e il transalpino, primi a quota 192 contrasti vinti. Dietro di loro però, c’è il solito Allan inesauribile motorino del centrocampo del Napoli a quota 186 tackle vinti con, per chiudere la top five, Ekdal quarto a 182 e Bennacer quinto a 176.