La 25esima giornata di Serie A, se ancora ce ne fosse bisogno, rafforza ulteriormente il vantaggio, ormai consolidato, di una Juventus che viaggia spedita in vetta verso l’ottavo scudetto di fila. Allegri ringrazia Dybala che dopo la prova opaca contro l’Atletico Madrid, riesce a piegare con un suo gol un Bologna che ha comunque dato filo da torcere ai bianconeri. Una consolazione amara per una squadra uscita a pezzi dopo il ko targato Cholo in Champions. E a conferma di questo ci sono i 13 punti di vantaggio in classifica della Vecchia Signora su un Napoli che comunque, nonostante le fatica del giovedì di coppa, è riuscito a rifilare un sonoro 4-0 al Tardini al temibile Parma di D’Aversa che però sembra aver perso lo smalto di un tempo. Promossa, oltre alle prime due della classe, anche il Milan di Gattuso che resta una vera certezza di questo 2019. L’ennesima vittoria consecutiva targata ancora una volta Piatek, consolida la quarta posizione dei rossoneri che vuol dire Champions, ma la Roma, nonostante la sofferta vittoria di Frosinone, resta lì a un solo punto. Crolla ancora l’Atalanta che dopo il ko col Milan, si fa piegare anche dal Torino di Mazzarri incredibilmente scatenato in  queste ultime giornate e capace ora di sognare l’Europa. Nel posticipo l'Inter, si fa rimontare dalla Fiorentina crollando nel finale trafitta da un rigore di Veretout per il 3-3 definitivo. Rimandato il Sassuolo, ancora fermato in casa. Vediamo nel dettaglio il pagellone di questo 25esimo turno di A.

Promosse

La Juventus non conosce sconfitta

I due gol del Wanda Metropolitano come stimolo per dimenticare una notte che ora sarà difficile da ribaltare. Ma questo sarà un discorso da riprendere più avanti. Ma siamo sulla strada giusta. Perchè la vittoria contro il Bologna al Dall’Ara, oltre a certificare ancora la leadership dei bianconeri, mette in evidenza una Juventus che proprio dalle situazioni più difficili riesce a rimanere lucida per portare a casa il risultato. Il record in Serie A raggiunto ne è una prova.

L’1-0 contro i ragazzi di Mihajlovic, non solo garantisce ad Allegri un ricambio di giocatori sempre pronti a risollevare le sorti della gara (il gol decisivo l’ha segnato Dybala entrando dalla panchina), ma dà quella sicurezza maggiore ai bianconeri che adesso, con 13 punti di vantaggio sul Napoli, sognare la ‘remuntada’ in Champions è un obiettivo da centrare con la giusta calma e concentrazione. Il campionato è ormai al sicuro.

Napoli da sballo nel poker del Tardini

La vittoria nella gara di ritorno d’Europa League contro lo Zurigo, quattro gol rifilati al Parma al Tardini e la consapevolezza che forse questa stagione non è poi così deludente. Il Napoli vince 4-0 in trasferta e oltre a ritrovare ancora i gol di Milik, che con Zielinski e Ounas ha completato l’opera in Emilia, può dormire sonni tranquilli anche per quanto riguarda il rendimento europeo.

I numeri di Parma–Napoli (LegaSerieA)
in foto: I numeri di Parma–Napoli (LegaSerieA)

Il sogno partenopeo è proprio l’Europa League, con la Juve scappata via e la Coppa Italia persa, è il grande obiettivo azzurro. E servirà avere proprio la stessa concentrazione vista al Tardini dove i ragazzi di Ancelotti si sono finalmente rivisti come un tempo, spregiudicati e lucidi sotto porta, senza sprecare troppo. Il percorso giusto parte proprio da Parma. Anzi, riparte.

Milan sempre più lanciato verso la Champions

Diciamo subito che era dal 1998 che il Milan non vedeva segnare un suo tesserato per quattro volte di fila nella prime cinque gara da titolare giocare. E’ quello che è accaduto a Piatek, sempre più leader di un Milan che vuole a tutti i costi conquistare un posto in Champions League.

Gattuso sa benissimo che questa squadra ha un grande valore e lo dimostrano, non solo i gol del polacco e il grande contributo dell’attacco per favorire i gol dell’ex Genoa, ma anche l’equilibrio dato a un centrocampo che contro l’Empoli ha visto ancora una volta in Bakayoko il migliore in campo, un regista perfetto che ha fatto dimenticare presto Biglia ai tifosi nonostante il suo ritorno dopo il lungo infortunio.

Ma a sorprendere tantissimo è anche la difesa che non prende gol da tre gare consecutive. Un risultato che il Milan non raggiungeva da maggio del 2014. E se i numeri parlano chiaro, i 45 punti in classifica e il quarto posto solitario dei rossoneri, valgono più di qualunque altra parola.

La Roma per un soffio, ma non perde il treno

Un colpo di coscia per affrontare adesso il derby con una cattiveria maggiore. Già, perchè il colpo di coda al match dello Stirpe di Frosinone, l’ha siglato Edin Dzeko, uno che quest’anno all’Olimpico ancora non ha esultato ma che in trasferta segna solo gol pesanti. Con l’Atalanta e sabato sera anche nella sfida contro i ciociari. L’inedito derby laziale prima del derbissimo della capitale della prossima giornata.

Ma il 3-2 maturato contro la squadra di Baroni è stato tutt’altro che semplice e la promozione dei giallorossi è stata raggiunta solo per un soffio. Già, perchè il risultato consente ai ragazzi di Di Francesco di restare aggrappati al Milan e quindi non è cosa da poco, ma la prestazione è stata tutt’altro che positiva. Tra Nzonzi, Olsen e la difesa, i guai, tra singoli e collettivo, sono tanti, ma contava vincere. In settimana la sfida con la Lazio andrà sicuramente affrontata in maniera totalmente diversa.

Bocciate

L’Atalanta s’è inceppata e fa un favore al Torino

Il 3-1 subito in casa contro il Milan in una sorta di scontro diretto per la Champions o l’Europa, la trasferta di Torino poi, per non dare ulteriore spazio ai granata come altra pretendente a un posto d’onore. L’Atalanta è in crisi e lo certificano anche i numeri che vedono la squadra di Gasperini adesso a pari punti proprio con i ragazzi di Mazzarri, a quota 38, insieme a Lazio (che ha una partita in meno) e -2 dalla Samp che è ritornata a farsi sotto dopo qualche gara in affanno.

Le valutazioni finali di Torino–Atalanta (SofaScore)
in foto: Le valutazioni finali di Torino–Atalanta (SofaScore)

L’assenza del Papu all’Olimpico Grande Torino ha creato poca imprevedibilità nelle manovre offensive dei bergamaschi, il mancato apporto in fase realizzativa di Zapata (impeccabile fino a oggi) hanno fatto il resto. Izzo e Iago Falque hanno infatti concretizzato al meglio le azioni da gol dirette verso la porta di Berisha facendo adesso sognare il popolo granata. Cosa resta della Dea? Una classifica che fortunatamente ancora non condanna nessuno, ma in quelle zone europee adesso, c’è davvero troppo traffico.

Rimandate

L'Inter butta via tre punti d'oro

Non era facile e questo si sapeva già alla vigilia. La possibile operazione al ginocchio di Icardi, condito dai vari risvolti di un rinnovo che ancora non arriva, non ha distratto un'Inter che contro la Fiorentina ha dovuto giocare molto di nervi per portare a casa tre punti pesantissimi. La viola infatti c'ha provato fino all'ultimo per agguantare almeno un pari nella super sfida che anche per i ragazzi di Pioli avrebbe potuto dare punti importanti per l'Europa. E così è stato. Dopo essere stata un vantaggio 3-1, prima Muriel e dopo Veretout, hanno rimontato la gara e riportato il punteggio finale sul 3-3.

Un problema di testa? Troppa superficialità nel pensare che la gara del Franchi fosse già finita? Sta di fatto che questi tre punti mancati avvicinano il Milan terribilmente al terzo posto facendo indirettamente anche un favore alla Roma che adesso vede anche l'Inter risucchiata nella lotta per un posto Champions. Dopo l'autogol di De Vrij, i nerazzurri hanno saputo reagire con Vecino e Politano prima di scatenare l'inferno nella ripresa con il 3-1 su rigore di Perisic. Ma Muriel, entrato da poco, ha riaperto i giochi e il finale rovente del Franchi è stato davvero palpitante e il rigore del francese ha fatto espoldere la Fiesole. I 47 punti, più due sul Milan e tre sulla Roma, non faranno dormire sonni tranquilli a Spalletti.

De Zerbi e il Sassuolo: ma che succede?

I 31 punti in classifica sono come una sentenza per il Sassuolo. La vittoria ormai manca da tanto e le scoppole prese a Empoli domenica scorsa, sono servite davvero a poco. Nonostante una gara gestita bene e giocata in modo corretto, i neroverdi non sono riusciti a superare la Spal che con un punticino muove comunque la classifica che in chiave salvezza è una manna dal cielo. Il gol di Peluso è stato solo un’illusione per gli emiliani che non hanno poi potuto nulla dopo il rigore trasformato da Petagna.

Il pareggio ferma una corsa che si stava facendo interessante fino qualche settimana fa per un Sassuolo sicuramente attrezzato per correre per un posto in Europa League. La partenza di Boateng ha creato un po’ di scompiglio negli automatismi tattici di inizio anno di De Zerbi e Babacar e Matri, da punte, non stanno dando l’aiuto che forse il tecnico s’aspettava. E’ ancora troppo presto per arrendersi, ma questa non è di certo la strada giusta.