Un guizzo di Joya. La Juventus ne aveva bisogno dopo le polemiche e la depressione scaturiti dalla sconfitta in Champions, a Madrid. Le due sberle prese dal Cholo e dell'Atletico hanno riportato i bianconeri con i piedi per terra e alla dura di una competizione – le Coppe – che sono altra cosa rispetto alla Serie A. Se di fronte poi ti trovi la squadra di Simeone può essere anche peggio… E così è stato, col rischio di vedere tutto compromesso nonostante gli investimenti e gli sforzi economici messi in cantiere per trascinare a Torino Cristiano Ronaldo. A proposito di CR7, al Dall'Ara c'era il grande pubblico ad accoglierlo ma il portoghese s'è visto, a sprazzi: abituato a occupare la scena, questa volta s'è dovuto accontentare di un ruolo da comprimario.

"C'erano ancora delle scorie della partita di Madrid". Così Allegri ha esordito in conferenza stampa commentando la prestazione non eccelsa dei bianconeri a Bologna. Mihajlovic prepara bene la gara, chiede intensità e la ottiene ma deve fare i conti con l'asso nella manica che il tecnico livornese cala sul rettangolo verde quando capisce che serve una scossa. Dybala entra, segna e mette le cose a posto sì da tenere il Napoli (prossimo avversario) a debita distanza.

Abbiamo portato a casa una gara importante, domenica ci sarà lo scontro diretto con un buon margine di vantaggio – ammette Allegri -. Poi avremo l'Udinese e la sera del 12 affronteremo l'Atletico Madrid. Ci prepareremo al meglio per quella partita, spero di recuperare anche Douglas Costa. E' l'unico che possiamo recuperare. Ci arriveremo nelle condizioni migliori possibili.

Un test match, come fare le prove generali per la missione (im)possibile in Champions. A Napoli la Juventus ci va anche con questa intenzione, considerata la forbice di punti che la lascia abbastanza serena nell'imminenza dello scontro diretto. Tra due settimane c'è in palio una stagione intera, domenica sera invece null'altro che la solita rivalità di questi anni…

Troveremo un Atletico ancora più coperto, bisogna velocizzare ed essere precisi nei passaggi. Pjanic è una settimana che ha tosse, febbre e raffreddore, Bonucci è stato fuori 15 giorni, Chiellini ha fatto una mezza partita con il Frosinone e poi ha giocato a Madrid. Sono convinto e possibilista del passaggio. In questi momenti bisogna arrivare al 12 con un’adrenalina pazzesca.