Nulla da fare per Sarri. Nonostante l’ottima gara messa in piedi dal collettivo del tecnico italiano, Guardiola e compagni portano a casa la Coppa di Lega dimostrandosi freddi, fortunati e algidi ai rigori. I penalty, proprio quei penalty che avevano condotto i londinesi a Wembley a scapito del Tottenham, decidono il titolo: Pep sale a quota 25 trofei personali, l’ex allenatore del Napoli, resta a zero e ora, più che mai, rischia il posto. Specie perché, nel finale, dà l'idea di non avere tutto lo spogliatoio in mano con il portiere Kepa, che soffre per un problema muscolare, a resistere, con tanto di vaffa, alla decisione del tecnico che, prima dei rigori, intende sostituirlo con Caballero.

Primo tempo tutto a favore del Manchester City che, memore del pesante 6-0 del 10 febbraio scorso, parte a tutta, controlla la gara ed infierisce su un Chelsea molto timoroso. Ma l’atteggiamento dei Blues è quello giusto. La burrasca passa in fretta e la ripresa è un toccasana per Hazard e soci. L’umiltà del primo tempo restituisce fiducia e la contesa diventa pari, il Chelsea sfida a testa alta i Citizens e si scuote in attacco. Poi, triplice fischio finale e supplementari con l’overtime che manifesta un blocco, psicologico, che non consente a nessuno di sbloccare il punteggio. I rigori, spietati come sempre, incoronano il Manchester City condannando Sarri ed il suo fiero Chelsea.

Kepa manda a quel paese Sarri, episodio da censura

Nel finale, quando la gara sta per decidersi ed i rigori sono solo ad un passo, Kepa in difficoltà fisica, non vuole proprio sentirne di uscire e così, quando Caballero è sull'out laterale, pronto al cambio, lo spagnolo manda a quel paese il suo tecnico praticamente in mondovisione. Un gesto da censurare, che avrà le sue conseguenze ma che, alla fine dei giochi, non compromette il risultato con l'ex Athletic bravo anche a parare il rigore di Sané. Gesto emblematico però, di una situazione e di un momento nello spogliatoio, non proprio eccellente.

Hazard: un missile fra le linee. Kompany lo soffre

Ad inizio partita, ma già un’ora prima della finalissima, la scelta che non ti aspetti è nell’aria: Chelsea senza punta, e dunque senza riferimenti, ed Hazard attaccante centrale. In stile Mertens. Un dettaglio importante e che, se nei primi 65’ di gioco non garantisce tante occasioni da rete, nella ripresa diventa fondamentale. Il belga, negli spazi che via via si aprono, dimostra tutte le sue doti, tecniche e mentali. E si trasforma, con una sola accelerazione, in un pericolo costante per il pacchetto arretrato di Guardiola. Il #10 Blues si muove fra le linee, si lancia negli spazi, dialoga con i compagni, affronta a testa alta tutti, accende gli entusiasmi dei tifosi e fa impazzire il suo connazionale Kompany. Un’istantanea su tutte: lancio lungo per lui, Hazard prende palla, attacca la difesa, salta il suo compagno con la casacca del Belgio e mette al centro per Kante che manda alto. È la prima grande chance del Chelsea, l’azione che sblocca i suoi ma anche l’ennesima conferma della classe, della qualità e della leadership della stella Hazard. Che, poi, con l’ingresso del Pipita Higuain si sposta sulla sinistra, dove, ovviamente, non smette di creare scompiglio.

appena 4 i tiri di Aguero in partita (whoscored.com)
in foto: appena 4 i tiri di Aguero in partita (whoscored.com)

Aguero azzerato, David Luiz e Rudiger al top

Lo score è di quelli da paura: 222 reti col Manchester City, 160 in Premier League e ben 15, in 18 gare, contro il Chelsea. Numeri impressionanti e che, alla vigilia, hanno spaventato non poco Sarri ed i suoi difensori. Ma questo terrore, alimentato dall’empirismo del terreno di gioco, ha fatto bene alla squadra di Londra che, derogando ai propri principi, tiki-taka e possesso palla, è capace di arrangiarsi sul Kun e di mettergli, incredibile ma vero, una vistosa museruola. L’ex Atletico Madrid non punge e pare la precisa fotografia del suo collettivo: bene e promettente il suo avvio, confuso ed in calando il resto del match, supplementari compresi. David Luiz e Rudiger beffati da una sua tripletta due settimane fa dal #10 di Guardiola si prendono la loro rivincita e invertono la tendenza: oggi, contro il Chelsea, contro questo Chelsea, non si passa.

L’heatmap di Kante, a sinistra (whoscored.com)
in foto: L’heatmap di Kante, a sinistra (whoscored.com)

Kante ci mette cuore e grinta, male Fernandinho

Sulle mediana è selva di gambe, tocchi che percorrono poco terreno di gioco, e diversi uomini in un fazzoletto di campo. E lì, in questo coacervo di talento c’è anche una sfida personale interessante e che non può non essere messa in evidenza: quella fra Kante e Fernandinho. Il francese, che in molti vedono fuori posizione, fuori ruolo rispetto al suo recente passato ed alle sue caratteristiche, gioca, se possibile, con ancora maggiore voglia, grinta ed intensità, dimostrando attaccamento alla maglia e, pure, al suo tecnico; il verdeoro malgrado un buon avvio, smarrisce la consueta lucidità, non riesce a comandare le manovre dei suoi, e si rivela, specie nella ripresa, il regista basso che rallenta la spietata macchina del tiki-taka guardioliana. Il brasiliano cede alla distanza stretto nella morsa di un baricentro, quello sarriano, sempre più alto.

i passaggi chiave di Laporte e Otamendi (whoscored.com)
in foto: i passaggi chiave di Laporte e Otamendi (whoscored.com)

Laporte e Otamendi, cervello Citizen. I difensori Blues sotto pressione nel primo tempo

Il 6-0 di poche settimane fa, nella mente dei Blues, ha fatto giurisprudenza e Sarri che, oltre alla Coppa di Lega, si gioca un pezzo di panchina, rivede i suoi concetti e trincera, almeno nel primo tempo, i suoi sotto la linea della palla. Il gioco, in questa maniera, è esclusiva dei Citizens bravi, con la solita tranquillità e velocità di trasmissione della sfera, a comandare le operazioni. In lungo ed in largo e, pure, dalla difesa. Laporte e Otamendi, difatti, fungono da registi arretrati e, con lo spazio a disposizione, congegnano una serie di sortite offensive, in verticale, importanti. Col francese, almeno fino al suo addio al match per infortunio, meglio dell’argentino, a cucire calcio, superare con precisi filtranti la diga sarriana ed azionare gli esterni a sostegno di Aguero. Rudiger e David Luiz, dall’altra parte, invece, soffrono nella prima parte di gara e faticano, per via del pressing alto avversario, a replicare il propositivo atteggiamento dei colleghi di reparto del Manchester.

Positivo Bernardo Silva, senza punti di riferimento gli esterni alti del Chelsea

Nel denso magma al centro del campo le corsie, da una parte e dall’altra, diventano vitali. E Bernardo Silva, più dell’inglese Sterling e dei deludentissimi Dabvid Silva e De Bruyne, è l’elemento che meglio interpreta fra i suoi l’esigenza di creare superiorità numerica sulla sua porzione di campo. Ed il duello con Emerson Palmieri è subito di quelli che si fanno notare con entrambi i mancini a scontrarsi sul filo del dinamismo, della tecnica e della capacità di improvvisare finte, serpentine e imprendibili slalom. I Blues, rispondono con tanta mobilità davanti, sia pure poco appoggiata dagli altri reparti in sede di costruzione, e con Willian e Pedro, spesso, a scambiarsi di posizione e a tentare di diventare testa di ponte fra le serrate maglie citizen.  

Tabellino e voti

Chelsea (4-3-3) #1 Kepa 6.5; #28 Azpilicueta 6, #30 David Luiz 6, #2 Rudiger 6.5, #33 Emerson Palmieri 6; #5 Jorginho 6-, #8 Barkley 6- (Dal 89’ Loftus-Cheek 6), #7 Kanté 6.5; #11 Pedro 6 (Dal 79’ Hudson-Odoi 6), #10 Hazard 7, #22 Willian 6 (Dal 96’ Higuain 5.5). A disposizione: #13 Caballero; #27 Christensen; #12 Loftus-Cheek, #17 Kovacic, #20 Hudson-Odoi; #9 Higuain, #18 Giroud. Allenatore Maurizio Sarri

Manchester City (4-3-3) #31 Ederson 6; #2 Walker, #30 Otamendi, #14 Laporte 6.5 (Dal 46’ Kompany ), #35 Zinchenko; #21 David Silva 5.5 (Dal 79’ Gundogan ), #25 Fernandinho 5.5 (Dal 91’ Danilo ), #17 De Bruyne 5 (Dal 86’ Sané ); #20 Bernardo Silva, #10 Aguero, #7 Sterling. A disposizione: #49 Muric; #4 Kompany, #3 Danilo; #8 Gundogan, #26 Mahrez, #47 Foden; #19 Sané. Allenatore Pep Guardiola