Dopo il Milan ad Istanbul e la Roma nella scorsa edizione della Champions League, il Liverpool fa piangere ancora una squadra italiana. Nell'inferno di Anfield Road, il Napoli ha infatti perso partita e qualificazione, dopo una gara giocata solo a tratti in maniera convincente. Schiacciata dalla furia degli inglesi, la formazione di Ancelotti è parsa troppo timida e neanche nell'assalto finale è riuscita a segnare quel gol che, con la vittoria del Psg a Belgrado, le avrebbe garantito comunque il passaggio del turno. Imbattuti da 19 partite casalinghe in Europa, i Reds volano dunque a Nyon per i sorteggi. Al Napoli rimane la magra consolazione di continuare in Europa League il suo cammino al di fuori dei confini italiani.

Salah colpisce ancora

Clima incandescente ad Anfield Road e subito grande ritmo in campo, con il Liverpool a fare la partita e il Napoli compatto e pronto a ripartire in velocità. L'inizio del match non tradisce le attese e regala subito due grandi emozioni: la palla gol sprecata da Salah e il destro di Hamsik di poco alto sopra la traversa di Alisson. Klopp attacca con il tridente composto da Firmino, Manè e l'ex Roma, Ancelotti si affida invece ad Insigne e Mertens: colpito duramente alla caviglia da Van Dijk al quarto d'ora.

Il fallo sul belga cambia l'inerzia della sfida. I Reds si caricano ulteriormente, gli azzurri arretrano e faticano a contenere e a trovare linee pulite di passaggio per alimentare gli attaccanti, che danno comunque l'impressione di poter fare male alla retroguardia inglese. Il pericolo numero uno per i partenopei è sempre e solo Salah: una tassa che il Napoli paga al 34esimo con la splendida rete dell'egiziano. La reazione degli azzurri è flebile e produce solo un paio di iniziative interessanti di Fabian Ruiz: insufficienti per rientrare negli spogliatoi sul risultato di parità.

Il miracolo di Alisson al 92esimo

Per cercare di conquistare la qualificazione, il Napoli deve assolutamente segnare ma rischia di prendere il secondo gol dopo cinque minuti ancora con Salah: conclusione che sfiora il palo di Ospina. Nel primo quarto della ripresa il copione non cambia: il Liverpool comanda il gioco e lascia pochi spazi a Insigne e Mertens, sempre troppo timidi di fronte ai difensori inglesi. Il 4-4-2 di Ancelotti garantisce maggior copertura, ma toglie incisività in avanti dove la fisicità degli uomini di Klopp ha sempre la meglio.

I Reds arrivano sempre con troppa facilità al limite dell'area di Ospina (Firmino ed Henderson scaldano i guantoni del colombiano), facilitati anche dai molti errori in disimpegno degli avversari. Le mosse di Ancelotti sono Zielinski, Milik e Ghoulam al posto di Fabian Ruiz, Mertens e Mario Ruiz: tre cambi nel giro di pochi minuti, che infiammano l'ultimo spezzone di partita. Il Napoli attacca a testa bassa, ringrazia Ospina che salva la porta in due occasioni e spreca con Callejon al 78esimo la palla del pareggio. L'ultima fotografia da Anfield è però quella indelebile del miracolo di Alisson su Milik a tempo scaduto: una parata che tiene in vita i Reds e spegne per sempre il sogno napoletano.