L'episodio è molto simile anche se la posizione di campo è differente, così come è differente la valutazione dell'arbitro. Durante l'andata dei quarti di finale di Champions tra Tottenham e Manchester City è avvenuto un episodio che ha portato alla memoria quanto accaduto sabato a Torino tra Juventus e Milan. E se il direttore di gara, Fabbri, è finito nell'occhio del ciclone per la mancata concessione del rigore ai rossoneri (tocco di braccio di Alex Sandro su cross di Calhanoglu), il collega olandese designato per il match di Coppa invece ha mostrato molto più sangue freddo ed equilibrio di giudizio.

Cosa è successo lo mostra la sequenza delle immagini. Il tiro di Sterling, in posizione frontale rispetto alla porta di Lloris, viene smorzato dal braccio sinistro di Rose. Kuipers presta ascolto alle indicazioni del Var e decide di andare a sincerarsi direttamente ricorrendo alla ‘on-field-review': pochi minuti dopo aver visionato la moviola in campo, il direttore di gara non ha dubbi e indica il dischetto del rigore. Da regolamento, considerando il movimento del braccio, la posizione del corpo, la distanza dal calciatore che ha scoccato il tiro, Kuipers ritiene che ci siano gli estremi per concedere la massima punizione. Aguero, però, la sbaglia.

L'ammissione di colpa del designatore, Rizzoli. Nell'incontro avuto lunedì scorso in Lega Calcio, il designatore degli arbitri ha ammesso che l'arbitro Fabbri s'è macchiato di un errore grave ma gli ha concesso le attenuanti generiche ("è giovane, deve fare esperienza, abbiamo messo in atto un ricambio generazionale") evitando di sospenderlo per qualche giornata (di sicuro non incrocerà il Milan fino al termine della stagione). La foto-sequenza dei due episodi a confronto (quello di Rose e quello di Alex Sandro) palesa come l'interpretazione del direttore di gara rivesta un ruolo fondamentale. Tocca sempre all'arbitro l'ultima parola, sempre che non si perda per eccesso di zelo nei meandri del regolamento.