Tra le tante notizie attorno al passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus c'è anche il sospetto che il Fisco spagnolo abbia giocato un ruolo non secondario. I più maliziosi hanno infatti sostenuto che la ‘fuga' dalla Spagna sia dovuta soprattutto per le questioni legate alla legge iberica e per scappare dalla morsa del Fisco che lo ha già condannato per le accuse di evasione. Ma lo stesso Governo spagnolo ha voluto precisare cosa accadrà al fenomeno portoghese: le imputazioni non decadono e nemmeno il rischio di finire in prigione.

Il Fisco marca Ronaldo. A sottolineare per bene il concetto ci ha pensato direttamente il segretario generale del sindacato dei tecnici del ministero José Maria Mollinedo. Dalla Spagna ha fatto sapere che, nonostante il passaggio alla Juventus, il fuoriclasse portoghese dovrà risolvere i problemi con lo stato spagnolo che ha cumulato negli anni trascorsi al Real Madrid.

Il suo trasferimento in Italia non cambia nulla. In caso di condanna per frode fiscale, potrebbe essere attivata un'ordinanza di detenzione o un accordo di assistenza giudiziaria che consiste nel pagamento di una multa. Il pagamento del capitale degli interessi doveva essere fatto già qualche mese fa, o almeno doveva essere garantito

Chiudere il contenzioso. In pratica, ciò che ha deciso il Fisco spagnolo nei confronti di Cristiano Ronaldo non cambia in base al Paese o al club in cui il giocatore va. Anche perché fino a fine di luglio, in pratica prima che il campione d'Europa avesse firmato con la Juventus il nuovo contratto di 4 anni decidendo di trasferirsi in Italia, risultava residente regolarmente in Spagna.

Una multa da 18,8 milioni di euro. L'unica via che ha Ronaldo di non essere ‘perseguitato' anche nella sua avventura italiana dal governo spagnolo è quella di riuscire a trovare un accordo – e pagare la multa – prima che inizi la sua avventura in bianconero. Con il Fisco, Cristiano ha un conto aperto e, dopo essere stato riconosciuto colpevole del reato contestato, dovrebbe pagare una penale da quasi 19 milioni di euro, cifra considerata congrua a seguito dell'ammissione di colpevolezza che lo stesso giocatore dovrebbe ratificare.