Quando segna Mario Mandzukic la Juventus vince sempre. E' successo anche contro la Lazio, quando ha vibrato il colpo del ko e chiuso – di fatto – il match sbloccato da Pjanic con un gol carico di effetti speciali. Il croato è come una sentenza, più efficace di un amuleto. E se Cristiano Ronaldo inciampa sul pallone a due passi dalla porta… calma, ci pensa lui a rimediare alla topica. E' lì vicino, pronto a buttarla dentro. Come fai a rinunciare a lui? Non lo fai e basta.

Tant'è che il tecnico, Massimiliano Allegri, ha liquidato le domande sull'utilizzo di Paulo Dybala (meglio sarebbe dire, il mancato utilizzo) con un laconico e scontato riferimento all'equilibrio, alla condizione fisica che per adesso non permette sbilanciamenti offensivi, alle scelte che vanno fatte etc etc… La realtà è che – pur con le necessità di una rosa lunga e una stagione altrettanto intesa nella quale ci sarà spazio per tutti – l'ex di Bayern e Atletico Madrid è un calciatore in cima alla scala delle preferenze dell'allenatore.

Ne ha guadagnato la fiducia esibendo quelle qualità che tanto piacciono al tecnico livornese: pragmatismo, duttilità tattica, concentrazione massima, disponibilità al sacrificio, capacità di ‘saper leggere la partita' – come si dice in gergo – e avere un alto impatto. La domanda torna spontanea e ronza in testa pure alla Joya: come fai a rinunciare a lui? Non lo fai e basta.

C'è ancora un altro dettaglio che, allo stato dei fatti, fa di Mandzukic una pedina insostituibile. E' statistico prima ancora che tattico (nelle vesti di partner ideale per Cristiano Ronaldo). In Juventus-Lazio è stato l'unico attaccante di ruolo a fare gol, fattore che s'è rivelato ancora una volta determinante per una strana coincidenza sottolineata dalla Opta in un tweet: Quale? Eccola: "La Juventus ha vinto tutte le 22 partite di Serie A in cui Mario Mandzukic ha segnato. Striscia. #JuveLazio". Come fai a rinunciare a lui? Non lo fai e basta