Uno è mancino, l'altro è destro. Uno, Milik, in media tira di più, l'altro, Piatek, segna di più; Milik ha più soluzioni su punizione, Piatek è più rigorista. Tra rimandi e simmetrie, la partita doppia del potere polacco accende la Serie A.

I numeri della sfida

Undici i gol di Milik, tredici quelli del bomber che al Genoa è diventato il più determinante per le sorti della squadra in questa Serie A: da lui infatti dipende il 54% dei gol dei rossoblù. Milik però gli è leggermente superiore per tiri ogni 90′, 4.43 a 4.36.

Entrambi risultano più efficaci rispetto al modello atteso degli expected Goals Opta, per cui il centravanti di Ancelotti avrebbe dovuto segnare 7,78 reti (in base alla posizione e alla tipologia del tiro), Piatek 8,96. L'ormai prossimo nuovo centravanti del Milan è più uomo d'area, ha segnato appena un gol da fuori quest'anno al Genoa, Milik ha un raggio d'azione leggermente più ampio e una media gol per minuti da bomber top.

I gol di Milik e Piatek (elaborazione nostra su dati Opta)
in foto: I gol di Milik e Piatek (elaborazione nostra su dati Opta)

Entrambi hanno tentato sedici tiri dalla distanza, oltre la linea dei sedici metri: Piatek però di conclusioni ne ha provate complessivamente 77, Milik solo 53. Coinvolti entrambi soprattutto nella finalizzazione in campo aperto, da cui derivano 43 delle conclusioni del centravanti di Ancelotti e 57 del neo-rossonero, hanno modi simili ma non identici di occupare l'area. Milik conclude di più dalla zona dell'area piccola, Piatek viene cercato di più per i colpi di testa. Nessuno dei diue raggiunge i 16 passaggi di media a partita, la più bassa nelle rispettive squadre (Napoli e Genoa) fra i giocatori con oltre 500 minuti in campo in Serie A.

I tiri di Milik e Piatek quest’anno in Serie A (elaborazione nostra, dati Opta)
in foto: I tiri di Milik e Piatek quest’anno in Serie A (elaborazione nostra, dati Opta)

Piatek al Milan: perché sì

Piatek, ha detto il tecnico del Genoa Cesare Prandelli in un'intervista al quotidiano spagnolo Marca, “è un attaccante completo: ha forza, un buon fisico, resistenza, intuizioni, sa giocare da prima o seconda punta, e in più è lucido in area". Caratteristiche che, insieme alla sua attitudine al colpo di testa, si è perfettamente sposata con le idee soprattutto di Ballardini e di Prandelli, in un Genoa che ha mantenuto tre difensori, due esterni a tutta fascia e via via trasformato le gerarchie di centrocampo sacrificando un trequartista come Pandev per una mezzala di corsa come Bessa. In una squadra in cui è risultato piuttosto macchinoso far inserire un centravanti come Higuain, Piatek che occupa gli spazi diversamente, con meno tagli fuori area e meno tocchi di palla, potrebbe rappresentare un'interessante alternativa. Certo, sempre che il sistema di gioco della squadra lo aiuti.

Il profilo dei tiri di Piatek nel grafico Understat: in verde i gol, in blu i tiri parati, in giallo i pali, in rosso quelli fuori dallo specchio. La grandezza del pallino è proporzionale alla probabilità del gol nel modello degli xG
in foto: Il profilo dei tiri di Piatek nel grafico Understat: in verde i gol, in blu i tiri parati, in giallo i pali, in rosso quelli fuori dallo specchio. La grandezza del pallino è proporzionale alla probabilità del gol nel modello degli xG

Piatek al Milan: le domande

Un sistema, quello rossonero, che non premia il centravanti secondo il giornalista Luca Serafini. “Non è un caso che, oggi, i gol arrivino dalle due ali” ha detto a Milan tv, sottolineando come Cutrone di fatto si sia integrato meglio con gli esterni d'attacco che giocano molto spesso a piedi invertiti per occupare gli spazi di mezzo e tagliare verso il centro. Un movimento che e destra favorisce l'accompagnamento di Kessie e a sinistra la sovrapposizione di Rodriguez.

Senza una punta di movimento accanto a liberargli spazi in area, al Milan presumibilmente servirà una maggiore presenza sulle fasce e una diversa articolazione della costruzione offensiva, magari con una spinta più decisa da parte dei terzini su entrambe le fasce. E non è da escludere un passaggio al 4-4-2, essendo almeno teoricamente Piatek dovrebbe rivelarsi più compatibile con Cutrone di quanto sia stato Higuain.

Milik jolly di Ancelotti

Contro la Lazio, Milik ha eguagliato il suo record stagionale di tiri in una singola partita di serie A, sette, uno ogni 5.5 palloni toccati. Ha segnato un gran gol su punizione, ha colpito due pali, la difesa biancoceleste non l'ha preso quasi mai. La stagione del polacco ha iniziato a prendere una direzione diversa a Bergamo quando fa salire il pallone nello stop dopo l'appoggio di Mario Rui e firma il gol della vittoria, il suo quinto in stagione. Il polacco, erede al Napoli di quell'Higuain di cui ora il polacco Piatek sarà erede al Milan, è sbattuto su Alisson nella partita che ha spento il sogno qualificazione agli ottavi di Champions League. Ma esserci, per chi negli ultimi due anni ha passato più tempo in infermeria che in campo è un successo comunque.

Il grafico dei tiri stagionali di Milik (fonte: Understat)
in foto: Il grafico dei tiri stagionali di Milik (fonte: Understat)

Poi gradualmente Ancelotti cambia le gerarchie, non solo sui calci di punizione soprattutto dopo il suo gol a Cagliari il 16 dicembre. Un cambio di paradigma quasi radicale rispetto alla sfida contro il Genoa. Quella prima sfida a distanza fra lui e Piatek si chiuse con un'amara sostituzione. Sbagliò un'occasione nel primo tempo, Milik, Ancelotti lo tolse all'intervallo insieme a Zielinski.

Dopo il gol alla Lazio il peso di Milik, che ha segnato quest'anno più di quanto abbia fatto nelle due ultime stagioni messe insieme, è molto diverso. “Non soffre le rotazioni, sta trovando una forma ottimale e ruoterà meno rispetto alla prima parte di stagione” ha detto Ancelotti. Non la garanzia di un posto da titolare, ma qualcosa di molto simile.

È l'inizio di un nuovo percorso, per Milik come per Piatek, due attaccanti con tutte le qualità per le grandi destinazioni. Milik sa di essere anche nel contesto adatto per farle brillare, Piatek lo è stato finora. Ma tra il Genoa e il Milan c'è una differenza di blasone a favore dei rossoneri e di tranquillità di progetto a favore dei rossoblù, che lascia aperte tutte le strade. L'affare, ormai certo, mette nelle mani di Krzysztof Piatek da Dzierżoniów responsabilità e possibilità. Sta a lui giocarsi al meglio questa mano sul grande prato verde dove nascono speranze.