La Roma batte il Qarabag e supera un girone che, almeno ad agosto con Chelsea e Atletico Madrid nel Gruppo C, sembrava impossibile. Un successo, quello di questa sera, forse, scontato, annunciato ma che, allo stesso tempo, è stato duro e complicato. Un successo che va a concretizzare l’enorme lavoro prodotto dalla compagine giallorossa, capace di andare al di là di ogni più rosea aspettativa e qualificarsi da underdog duellando alla pari con Blues e Colchoneros.

Una qualificazione costruita con le ottime prestazioni contro la compagine di Conte, all’andata (3-3) e al ritorno, con un perentorio 3-0, ma anche con l’iniziale pari casalingo contro gli uomini di Simeone, e poi ufficializzata nel gelo, solo climatico, dell’Olimpico con la rete, preziosa, di quel Perotti che, a maggio col Genoa, regalò proprio l’accesso diretto a questi gironi di Champions League.

Una rete fondamentale che riporta la Roma fra le 16 più forti del panorama calcistico internazionale, lì dove osano le aquile, anzi, le più forti della pista e dove si possono trovare stimoli, ambizioni e anche soldi utili alla crescita di un gruppo davvero solido. Un gruppo nobilitato da Perotti, Nainggolan che, anche nella nottata dove non erano consentiti sbagli, si sono confermati guide, bussole, stelle indiscusse della formazione di Di Francesco. Al cospetto del piccolo ma orgoglioso Qarabag e con il pass, da prima in classifica, per gli ottavi di finale in tasca, ecco top e flop del match.

I Top dell’Olimpico.

Perotti man of the match: sblocca lui la contesa.

Nel momento della verità, nel giorno dell’esame, che pure si stava complicando dopo un primo tempo ostico, più importante per la RomaPerotti, l’uomo più estroso della truppa, trova la serpentina vincente penetrando fra le chiusissime fila azere. Al 53’, infatti, l’argentino dribbla un paio di avversari, chiede l’uno-due a Strootman, lo riceve, serve sul filo del fuorigioco Dzeko e, dopo il tiro respinto del bosniaco, spinge con un facile tap-in, di testa, il pallone sul fondo del sacco avversario.

Un gol di capitale importanza che ha il merito di spezzare un incantesimo che andava via via, minuto dopo minuto, rafforzandosi con una segnatura che indirizza il match, sblocca la contesa, e l’animo dei compagni, mandando in visibilio il pubblico. Un pubblico che poi, come dall’inizio del match, apprezza il rendimento di un Perotti indiavolato, una spanna sopra gli altri e assolutamente voglioso di conquistare, e poi giocare, quei tanto sognati ottavi di finale: imprendibile, di più: decisivo.

la gara del 'Ninja' in cifre (Sofascore.com)in foto: la gara del 'Ninja' in cifre (Sofascore.com)

Nainggolan ago della bilancia, metafora capitolina: sale di livello e la Roma vince.

Da sempre o, almeno, da quando è a Roma, i destini dei capitolini sono intrecciati, collegati, connessi con quelli personali del proprio ‘Ninja’ Nainngolan. È così anche stasera con il numero #4 metafora della strana serata romana. Euforia nell’immediata vigilia, preoccupazione per un primo tempo complicato e poi liberazione per l’1-0 finale così come preoccupante è stata la prima frazione del belga e poi convincente ed efficace il secondo tempo della mezzala giallorossa.

Una seconda frazione con gol di Perotti ma anche con un netto miglioramento del ritmo e del livello della prestazione del calciatore ex Cagliari capace, nel momento clou, di svoltare, cambiare marcia e condurre, con le solite armi della grinta, della qualità e dell’agonismo, per mano la compagine di Di Francesco. Una compagine viva, solida, pronta per affrancarsi dai Gironi e disputare, da prima in classifica, i prossimi ottavi di finale di febbraio e marzo del 2018, da vivere, tutti, ovviamente, con il ‘Ninja’ in campo.

i tackle, riusciti e falliti, dell'azero Izmaylov (Squawka.com)in foto: i tackle, riusciti e falliti, dell'azero Izmaylov (Squawka.com)

Izmaylov che sorpresa, ottimo anche in fase difensiva.

In teoria, pedigree alla mano, Izmaylov sarebbe un esterno offensivo, eppure, nella serata dell’Olimpico il classe ’89 dimostra di saper fare anche altro. Schierato nell’occasione alto a destra, nel robusto centrocampo di Gurbanov, infatti, il ragazzo azero si destreggia al meglio anche in fase di non possesso controllando bene a distanza il terzino avversario Kolarov e non disdegnando nemmeno qualche sortita offensiva in tandem con la punta Ndlovu. Protagonista assoluto del primo tempo, quello, per la cronaca, delle grandi difficoltà in attacco per la Roma, Izmaylov si fa apprezzare anche per doti tecniche con diversi spunti interessanti ed un destro davvero educato: sorpresa.

le statistiche del match fra Roma e Qarabag (Sofascore.com)in foto: le statistiche del match fra Roma e Qarabag (Sofascore.com)

I Flop di Roma-Qarabag.

Richard Almeida poca qualità e tanti errori, gara rivedibile per lui.

All’anagrafe leggi: 20 marzo 1989, San Paolo, e quindi brasiliano. In campo, invece, capisci che, Richard Almeida, di verdeoro, almeno stasera, non ha molto. Posto nel quartetto d’archi dietro l’attaccante sudafricano Ndlovu, l’ex Santo André corre tanto, svaria, prova a giocare con l’omologo Michel ma senza troppa convinzione e ancor meno qualità nel suo comunque educato mancino.

Medvedev in sofferenza al cospetto dell'estroso Perottiin foto: Medvedev in sofferenza al cospetto dell'estroso Perotti

E così, a metà primo tempo, sbaglia la migliore occasione offensiva per gli azeri sparando, di mancino, un tiraccio in curva per poi perdere diversi palloni nel momento della costruzione, nella fase, non poco preziosa, di alleggerimento. Insomma, una partita mediocre precisa solo nel cosiddetto ‘compitino’ ma non certo entusiasmante per uno dei migliori calciatori, almeno per valore di mercato (1.5 milioni di euro), a disposizione di Gurbanov e per uno dei prospetti che meglio hanno fatto in questa edizione, d’esordio, della Champions League del Qarabag. Rivedibile.

la prestazione, mediocre, di Medvedev (Sofascore.com)in foto: la prestazione, mediocre, di Medvedev (Sofascore.com)

Medvedev e l’incubo Perotti, l’azero soffre l’esterno argentino.

Se da un lato c’è un Perotti dominante, dall’altro, c’è un terzino in preda alla furia argentina ex Genoa. Ci riferiamo, nello specifico, a Medvedev che, per tutta la durata del match, subisce le finte, la verve e la classe dell’esterno offensivo giallorosso capendoci, il più delle volte, poco o nulla. Una sorta di disorientamento letale, di labirintite sulla corsia destra che lo espone a figure non proprio eccellenti con una fase passiva davvero complicata. Una fase difensiva precaria mai, o quasi, convertita in contrattacco con un Qarabag per 90’ in versione ‘catenaccio’: in confusione.

la mappa delle conclusioni del bosniaco Dzeko (Squawka.com)in foto: la mappa delle conclusioni del bosniaco Dzeko (Squawka.com)

Dzeko, una serata no. Nessun gol col Qarabag.

Malgrado una qualificazione giunta alla sesta giornata, con tanto di feste e celebrazioni nell’immediato post-partita, il bosniaco Dzeko manca nella sfida decisiva. Chiuso nella morsa difensiva degli azeri, infatti, il numero #9 giallorosso non sembra vivere la gara perfetta con anzi scarsi movimenti senza palla, pochi duelli aerei vinti ed una profondità che, complice la disposizione tattica avversaria, non arriva quasi mai. Il tutto con la naturale conseguenza di non riuscire, non solo ad essere pericoloso ma nemmeno in grado di calciare in porta.

le posizioni medie, in partita, di Roma e Qarabag (Whoscored.com)in foto: le posizioni medie, in partita, di Roma e Qarabag (Whoscored.com)

E poi, nell’unica vera palla gol della contesa, dinanzi a Sehic, spara sulla figura del portiere mancando l’occasione clou del suo personalissimo match con una ghiotta chance poi convertita, per la gioia del pubblico, dall’argentino Perotti. Insomma, se in Serie A Dzeko ha colpito 23 prede, 23 avversarie sulle 24 fin qui incontrate, contro il modesto Qarabag, in due partite, lo score è impietoso: 180’ e 0 gol.

formazioni iniziali e voti secondo Sofascore.comin foto: formazioni iniziali e voti secondo Sofascore.com

Tabellino e voti.

Roma (4-3-3) Alisson 6; Florenzi 6, Fazio 6, Manolas 6, Kolarov 6, Nainggolan 7-, De Rossi 6-, Strootman 6-; El Shaarawy 6- (Dal 72’ Gerson 5.5), Dzeko 5.5, Perotti 7.5 (Dall’80 Pellegrini s.v.). A disposizione: Skorupski; Moreno, Juan Jesus; Gonalons, Pellegrini, Gerson; Schick. Allenatore Eusebio Di Francesco 6.5

Qarabag (4-1-4-1) Sehic 6.5; Medvedev 5-, Rzezniczak 5.5, Yunuszade 5.5, Guerrier 5.5; Garayerv 5.5; Izmaylov 6+ (Dal 76 Quintana 6-), Michel 6-, Richard 5.5, Madatov 5.5 (Dall’85 Ramazanov s.v.); Ndlovu 5.5 (Dall’85 Sheydaev s.v.). A disposizione: Kanibolotskiy; Huseynov; Amirguliyev, Diniev; Ramazanov, Sheydaev. Allenatore Gurban Gurbanov 6

L’arbitro è il tedesco Tobias Stieler.

Il direttore di gara della contesa è Tobias Stieler, gli assistenti: Mike Pickel e Jan Seidel, gli assistenti arbitrali aggiunti Bastian Dankert e Harm Osmers, il quarto uomo Christian Gittelmann mentre il delegato Uefa sarà il nord-irlandese Crawford Wilson con l’osservatore dell’arbitro nella persona dell’elvetico Markus Nobs. Stieler, internazionale dal 2014, fra i più giovani fischietti d’Europa (36 anni), è alla sua seconda direzione in Champions League eppure vanta 2 precedenti con squadre italiane con un bilancio di altrettanti successi: Juventus-Olympiakos 2-0 e Roma-Viktoria Plzen 4-1.

Precedenti, la Roma è ampiamente favorita.

Data la recente ‘esplosione’ della compagine azera, il Qarabag non vanta alcun precedente specifico con la Roma se non quello dell’andata con la vittoria dei capitolini con reti di Manolas e Dzeko. Più in generale contro club italiani, invece, lo score non è incoraggiante per la squadra di Gurban Gurbanov con 3 sconfitte ed un solo pari, contro Roma e Fiorentina, con 2 gol fatti e ben 9 subiti e l’unico risultato positivo dell’11 dicembre 2014 (0-0) contro l’Inter.