L’Inter vince con la Sampdoria 3-1, fa sei vittorie su sei in questo avvio ed eguaglia l’Inter di Herrera stagione 1966/67 che arrestò il suo filotto di successi di inizio campionato a quota sette. Anche i liguri, nonostante un gagliardo secondo tempo ispirato dal rosso a Sanchez, vanno al tappeto e si iscrivono nell’ormai lunga lista di club vittime della furia della neonata creatura di Conte. Che sembra già matura per grandi traguardi e che si presenta alla sfida di Barcellona con una autostima, Slavia Praga a parte, ai massimi. Merito della solidità della difesa, anche in un turno con qualche cambio nel pacchetto arretrato (vedi Bastoni per Godin), della qualità della mediana, con un Sensi stellare, e di un attacco prolifico, grazie al Nino Maravilla Sanchez, anche senza Lukaku, che non parte nell’undici titolare. Insomma, la Beneamata viaggia, supera anche l’esame del ‘Ferraris’ e la prova della ripresa in dieci uomini non arrestando la sua corsa. Anzi, l’Inter è un treno che si riprende la vetta dopo il successo pomeridiano della Juventus con la Spal. Lato Samp, invece, sembra esserci molto da fare per un club ancora alla ricerca della fisionomia giusta e che anche con un diverso modulo, oggi, almeno nel primo tempo, con un 3-5-2, continua a subire tanto e a creare poco davanti lasciando solo, isolato il bomber Quagliarella. Qui, al termine del match fra blucerchiati e nerazzurri, ecco duelli individuali e di squadra fra Samp e Inter.

Primo Tempo

il duello, in numeri, fra Sensi e Jankto (Sofascore.com)
in foto: il duello, in numeri, fra Sensi e Jankto (Sofascore.com)

Sensi incisivo, Linetty non lo prende

Se l’Inter inizia a carburare presto in questa delicata trasferta di Genova con la Sampdoria, gran parte del merito va al piccoletto Sensi. Che in maniera inversamente proporzionale alla sua statura, si dimostra un gigante sulla mediana nerazzurra. Quella fisica, muscolare con grande atletismo e corsa e che con i suoi piedi, ed i suoi inserimenti, diventa letale. E infatti le sue sortite alle spalle delle punte, dell’attacco sudamericano tutta velocità dell’Inter, sono già decisive nella prima frazione di gioco. Che mette in discesa il match. Con un Linetty, suo dirimpettaio, in estrema difficoltà e che non sa letteralmente a quale santo votarsi per fermarlo, l’ex Sassuolo crea calcio, sciorina sicurezza, amplia la manovra dei suoi puntando sulle fasce per poi inserirsi e calciare verso la porta avversaria. Come al minuto 20’, quando la sua conclusione viene deviata dal fondoschiena di Sanchez infilandosi in porta, come quando il suo mancino, sia pure ciccato, si trasforma in un assist al bacio per il Nino Maravilla. Insomma, Sensi domina in sede di costruzione, di palleggio ma anche nell’ultimo terzo del campo con due iniziative, fra le tante, alla fine, risolutive.

il duello, secondo whoscored.com, fra Rigoni e Sanchez
in foto: il duello, secondo whoscored.com, fra Rigoni e Sanchez

Sanchez esordio con doppietta e con un rosso. Dall’altra parte Rigoni corpo estraneo

Appena 17’ i minuti giocati da Sanchez in campionato prima dell’esordio da titolare del ‘Ferraris’ e della doppietta di questa sera contro una fragile Samp. Per una doppietta che gli fa ritrovare il sorriso e il gol italiano che mancava da otto anni e mezzo, precisamente: dalla rete al Cagliari del 13 marzo 2011 con l’allora Udinese di Guidolin. Genova diventa una festa, un nuovo inizio per il cileno che ritrova fiducia e guizzi pesanti capaci di rimetterlo in pista e farlo sentire nuovamente importante. Dopo le difficoltà inglesi e le polemiche di Manchester. Per due sigilli, di rapina, che lo esaltano e fanno capire a tutti la voglia del ragazzo di tornare grande, fare bene e ripagare la fiducia del tecnico Conte. Tutto perfetto, prima di farsi espellere, per somma di ammonizioni a inizio ripresa, per via di una simulazione in area di rigore davanti a Chabot. Nel duello a distanza con l’argentino Rigoni, Sanchez fa il vuoto. E non solo per le due marcature ma anche per un diverso linguaggio del corpo che vede l’ex Arsenal pieno di voglia, toccato da un sacro fuoco che non sfiora né scalfisce la corazza dell’ex Zenit che, spazientito, svagato viene travolto dagli eventi senza liberare il suo mancino e le sue ottime qualità offensive. Nella ripresa, invece, il confronto s’inverte: Sanchez guadagna anzitempo gli spogliatoi, e Rigoni, spostato a destra, diventa molto più pronto, incisivo e presente nel match.

lo sviluppo del gioco sulle corsie laterali. Sampdoria in arancio, Inter in azzurro (whoscored.com)
in foto: lo sviluppo del gioco sulle corsie laterali. Sampdoria in arancio, Inter in azzurro (whoscored.com)

Candreva e Asamoah a tutta: Depaoli e Murru costretti alla difensiva

L’Inter gioca bene, duetta con fantasia e precisione e si affida spesso alle fasce laterali. Una delle armi di Conte, uno dei segreti malcelati dei successi dell’ex allenatore di Chelsea e Juventus. Di Francesco lo sa e, complici le assenze, dispone i suoi (almeno nel primo tempo) a specchio con un 3-5-2 e tanta densità, ma anche forza, sugli esterni. Eppure, malgrado lo studio, l’analisi dei dettagli e le consegne del pre-gara, Depaoli a destra e Murru a sinistra, finiscono per restare schiacciati dalla qualità avversaria e dal palleggio della Beneamata. Che si affida molto ai sui laterali Candreva e Asamoah in grado di garantire ampiezza, corsa, qualità, cross e utili sortite che si ripetono senza soluzione di continuità. In appoggio alle punte dal fondo e pure in solitaria con il ghanese, e l’italiano, spesso, nella condizione di calciare con pericolosità dalle parti di Audero.

le statistiche del match fra Samdporia e Inter (LegaSerieA.com)
in foto: le statistiche del match fra Samdporia e Inter (LegaSerieA.com)

Secondo Tempo

Jankto la riapre e buca il bunker nerazzurro

Nella ripresa, come detto, la partita cambia. Per merito di due episodi che si succedono nel giro di pochi secondi: Martinez sciupa il punto dello 0-3 e Sanchez, che recupera la sfera su deviazione di Audero, simula nettamente su Chabot: è cartellino rosso. Un rosso che riapre la contesa e regala energie vitali ai doriani che, prima dell’espulsione, s’erano già sistemati con un 4-2-3-1 all’arma bianca con Jankto e Depaoli alti. E proprio il primo, che già nella prima frazione di gioco era stato uno dei meno negativi, trova il gol dell’1-2 con un insidioso mancino dall’interno dell’area che beffa il muro Handanovic e la stessa, sino ad allora impeccabile, retroguardia di Conte. Che non subiva gol dalla trasferta di Cagliari.

le posizioni medie in campo fra Sampdoria e Inter (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie in campo fra Sampdoria e Inter (whoscored.com)

Gagliardini-Brozovic non meno importanti di Sensi. Difesa Samp sul banco degli imputati

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E a fare la differenza. Detto della straordinaria prova di Sensi, non si può non rimarcare l’asse GagliardiniBrozovic che, nel momento di massima difficoltà, confeziona il punto del 3-1 che allontana le velleità di rimonta della Samp. Il croato, quantità e qualità in un unico formato, suggerisce in verticale per l’italiano che, davanti ad Audero, non si fa trovare impreparato ma anzi firma la sua ottava rete con l’Inter. Forse, la più importante del suo percorso meneghino. Di sicuro, una di quelle che evidenziano la forza e la lunghezza della rosa della capolista ma anche la porosità del pacchetto arretrato della Samp che, anche a difesa schierata, subisce lasciando sguarnite intere praterie e mettendo a referto il 14esimo pallone del campionato raccolto in fondo al sacco. Rimandati Chabot e Colley, in questo momento, tutt’altro che certezze.

i voti di Sofascore.com
in foto: i voti di Sofascore.com

Tabellino e voti

Sampdoria (3-4-1-2) #1 Audero 5.5; #24 Bereszynski 5.5, #5 Chabot 5, #15 Colley 5; #12 Depaoli 5.5 (Dal 55’ Bonazzoli 6+), #6 Ekdal 5.5 (Dal 69’ Vieira 6), #7 Linetty 5.5 (Dal 73’ Caprari 6), #29 Murru 6-; #14 Jankto 6+; #10 Rigoni 5.5, #27 Quagliarella 5.5. A disposizione: #30 Falcone, #28 Raspa; #19 Regini, #25 Ferrari, #3 Augello; #4 Vieira, #18 Thorsby, #26 Leris, #8 Barreto, #11 Ramirez; #17 Caprari, #9 Bonazzoli. Allenatore Eusebio Di Francesco 5.5

Inter (3-5-2) #1 Handanovic 6.5; #6 De Vrij 6.5, #95 Bastoni 6+, #37 Skriniar 6; #87 Candreva 6.5 (Dal 57’ D’Ambrosio 6), #5 Gagliardini 7, #77 Brozovic 7, #12 Sensi 7+ (Dal 65’ Barella 6), #18 Asamoah 6.5; #7 Sanchez 7-, #10 Martinez 6+ (Dal 56’ Lukaku 6.5). A disposizione: #27 Padelli; #34 Biraghi, #21 Dimarco, #33 D’Ambrosio, #2 Godin, #13 Ranocchia; #20 Borja Valero, #23 Barella, #8 Vecino, #19 Lazaro; #16 Politano, #9 Lukaku. Allenatore Antonio Conte 7