Il Napoli vince, convince e ipoteca la qualificazione ai quarti di finale battendo per 3-0 il giovane ed insidioso RB Salisburgo di Marco Rose. Mettendo in scena una delle migliori prestazioni stagionali. Al 18’ del primo tempo, infatti, è già 2-0 con Milik e Fabian Ruiz, fra i migliori della contesa, bravi a trovare i gol del vantaggio azzurro. Poi, il dominio campano si esplicita nel controllo della sfera, in un baricentro alto, nel controllo delle operazioni e nella capacità di creare gioco e occasioni dinanzi ad una difesa, quella composta da Onguene e Ramalho, davvero incerta.

La ripresa, malgrado un buon avvio degli ospiti, è la naturale prosecuzione della prima parte del match con i partenopei ancora padroni della sfida contro gli austriaci e poi forse troppo narcisi in sede di realizzazione. Stante il 3-0, siglato da una autorete del solito Onguene, Milik, Mertens e Callejon non riescono ad ampliare il gap per una qualificazione, Lazio docet, sia pure indirizzata, non ancora chiusa. Il finale di gara e le assenza per squalifica di KoulibalyMaksimovic non faranno dormire sonni tranquilli ad Ancelotti e soci.

M&M’S e gol: Mertens suggerisce per Milik, Onguene a vuoto

Insigne resta in panchina (paga forse l’errato penalty con la Juve?) ed il peso dell’attacco contro il Salisburgo è tutto sulle spalle di Mertens e Milik. Il primo, con un gol nelle ultime 13 uscite, il secondo, stante le 15 segnature stagionali, a secco in Europa. Le premesse, almeno statistiche, non sembrano positive. E invece il campo dopo appena dieci giri di orologio smentisce tutto. Zielinski, anche oggi sui suoi livelli, avvia l’azione, Mertens la rifinisce e Milik, che sfrutta l’uscita anticipata e a vuoto di Onguene, sigla il punto dell’1-0. Un piatto mancino che consacra il buon avvio del Napoli, esalta la scelta di Ancelotti e incanala il match, individuale e di squadra, verso un punteggio molto favorevole. Che, poi, sempre con la complicità di un Onguene, davvero insufficiente oggi, diventa ancora più incoraggiante in vista del ritorno in Austria. M&M’s e gol, Mertens e Milik funzionano.

Fabian Ruiz chirurgico, Samassekou e Schlager incerto

Fabian Ruiz è un talento come pochi. E di questo, ormai, sono tutti certi. Una sorta di studente diligente, onnivoro che, con applicazione, dedizione e sacrificio, sa che può imparare qualsiasi cosa. Pure, il mestiere di regista. Il post-Hamsik poggia su solide basi con lo spagnolo, gara dopo gara, sempre più a suo agio nella nuova veste, sempre pronto ad incidere, a dettare il gioco e a conservare le proprie innate doti. Come, ad esempio, quelle balistiche.

Con, al 18’, una sassata mancina di prima intenzione, su assist di Callejon, che bissa la rete di Milik. E mette in risalto la sua performance al cospetto del suo dirimpettaio, e pure apprezzatissimo, Samassekou incapace, nel tempio del ‘San Paolo’, di confermare quanto di buono si dice sul suo conto. Sulle sue tracce, il compagno di squadra, di stanza a destra, Schlager impreciso, svagato e pure lontano parente dal talento che ha attirato su di sé una lunga schiera di estimatori.

Callejon sovrasta Ulmer, dominio iberico sulla destra

Domenica sera contro la Juventus Callejon è uscito un po’ arrabbiato. Certo di poter dare ancora un fattivo contributo alla squadra. E così, le energie risparmiate, si sprigionano sul terreno di gioco internazionale con il #7 azzurro, specie nel primo tempo, davvero inarrestabile. E pur sempre preciso ed intelligente tatticamente. Attacca, sfiora il gol nella ripresa (miracoloso salvataggio sulla linea di Ramalho), difende, assiste Fabian Ruiz nell’occasione del gol, accorcia, sceglie sempre la soluzione giusta e si mostra, da capitano, la luce che guida gli assalti campani. E Ulmer, suo diretto avversario, non può molto se non cercare di limitare i danni e, di tanto in tanto, contrattaccare sulla sinistra.

Koulibaly in versione muro, Dabbur non sfonda

Se Trump dovesse accorgersi delle qualità di Kalidou Koulibaly, che, ormai da tre anni, erige barriere imperforabili in giro per l’Italia e pure per l’Europa, il muro fra Messico e Usa sarebbe cosa fatta. Battute a parte, il senegalese, anche stasera, fa piazza pulita dalle sue parti non concedendo a nessuno, nemmeno al temibile Dabbur, già ceduto al Siviglia, un solo interstizio, una piccola luce per calciare e rendersi pericoloso. Il #26 guida la difesa e con la consueta fisicità annulla ogni tentativo avversario trascinandosi anche l’incerto Maksimovic. Insomma, il suo dominio, psico-fisico, viene macchiato, solo, dal pesante giallo rimediato per fallo su Schlager. Un giallo che gli farà saltare il ritorno e l’esiziale sfida in Austria.

Meret si supera, buone le sue parate nel finale

Buon Meret nel finale con il portiere ex Spal capace di opporsi a diverse conclusioni prodotte dagli austriaci nel momento in cui il Napoli perde i riferimenti e le gambe. Dall'80' in poi, infatti, il forcing del RB Salisburgo si fa importante con WolfGulbrandsenMinamino a calciare pericolosamente e poi a trovare un numero #1 di livello. In grado cioè di stoppare ogni velleità ospite e chiudere la contesa sul 3-0.

Tabellino e voti

Napoli (4-4-2) #1 Meret 6.5; #23 Hysaj 6, #19 Maksimovic 5.5, #26 Koulibaly 7, #6 Mario Rui 6.5; #7 Callejon 7, #5 Allan 6.5, #8 Fabian Ruiz 7, #20 Zielinski 6.5 (Dal 66’ Diawara 5.5); #14 Mertens 6.5 (Dal 71’ Insigne 6), #99 Milik 7 (Dal 81’ Ounas s.v.). A disposizione: #25 Ospina; #21 Chiriches, #2 Malcuit, #31 Ghoulam; #42 Diawara; #11 Ounas, #24 Insigne. Allenatore Carlo Ancelotti 7

RB Salisburgo (4-4-2) #33 Walke 5.5; #22 Lainer 6.5, #15 André Ramalho 6, #6 Onguene 4.5, #17 Ulmer 5.5; #42 Schlager 5, #13 Wolf 5.5, #8 Samassekou 5, #16 Junuzovic 5.5 (Dal 62’ Mwepu 6-); #20 Daka 6 (Dal 62’ Gulbrandsen 6+), #9 Dabbur 5.5 (Dal 76’ Minamino s.v.). A disposizione: #1 Stankovic; #5 Vallci; #14 Szoboszalai, #45 Mwepu; #18 Minamino, #21 Gulbrandsen, #30 Haland. Allenatore Marco Rose 5.5