Se Cristiano Ronaldo è pronto per riabbracciare i suoi vecchi tifosi dello United, anche Carlo Ancelotti è all'alba di una serata suggestiva in Champions League. Ventiquattr'ore dopo la trasferta della Juventus all'Old Trafford, il Napoli è infatti atteso al Parco dei Principi: lo stadio che ha applaudito l'attuale tecnico napoletano, in occasione della vittoria nel maggio 2013 della Ligue 1 francese. Intervistato da France Football, Ancelotti ha parlato del suo lavoro a Castel Volturno e fatto i complimenti alla formazione di Tuchel.

"Non è più il Napoli di Maradona, ma stiamo cercando di costruire una squadra di alto livello, in particolare con i giovani – ha spiegato Ancelotti – C'è qualità e sono diversi anni che il Napoli gioca molto bene. Proverò portare un po' d'esperienza, aiutare la squadra ad avere un po' più di personalità e coraggio, in alcuni momenti in cui giochiamo un po' meno bene. Il mio stile? Non esiste, preferisco costruire il mio gioco in base alle caratteristiche dei giocatori. Alcuni allenatori iniziano con un'idea di gioco e cercano di far entrare i giocatori in quello stile. Io guardo i giocatori che ho e adatto il mio stile a loro".

La casa di tutte le stelle

"Quando sono arrivato in Francia, non penso ci fosse la volontà di mettere assolutamente una cultura italiana – ha aggiunto il mister di Reggiolo – Soprattutto, c'era il desiderio di portare una cultura di alto livello, professionalità e qualità. E' bello vedere come cresce il club. E' uno dei migliori in Europa. Può vincere la Champions League, questo è sicuro". Per cercare di vincere la coppa dalle grandi orecchie, il Paris Saint-Germain dovrà però fare i conti con il gotha del calcio europeo, e tra queste squadre c'è anche la Juventus di Cristiano Ronaldo.

"Il suo arrivo è un grande segnale per l'immagine della Serie A – ha concluso Ancelotti – Per molto tempo il nostro campionato è stato la casa di tutte le stelle: Maradona, Platini, Zico, Zidane, Ronaldo, Shevchenko, Kakà, Ibrahimovic. Lo è stato di meno negli ultimi dieci anni. L'arrivo di Cristiano ripristinerà il suo blasone. Lui è un professionista immenso. La sua unica colpa è essere andato alla Juve! (ride, ndr)".