Sospiro di sollievo per la Croazia. Domagoj Vida sarà regolarmente in campo nella semifinale dei Mondiali 2018 che vedrà la nazionale croata sfidare l'Inghilterra a Mosca mercoledì 11 luglio con fischio d'inizio alle ore 20. Il calciatore aveva sollevato un polverone dopo la partita vinta contro la Russia ai rigore per un video in cui ha esclamato "Slava Ukraine" (Gloria all'Ucraina)". Un attacco ai padroni di casa con un possibile riferimento politico che non è sfuggito alla Fifa che ha aperto una indagine. Nessuna squalifica per Vida, ma solo quella che può essere definita come "un'ammonizione ufficiale".

Caso Vida, perché la Fifa ha aperto un'indagine sul giocatore della Croazia dopo la vittoria con la Russia

Nella sfida disputata sabato sera, Vida si è reso protagonista di una gran prestazione con tanto di gol del momentaneo 2-1 segnato ai supplementari. Nel post-partita però ecco il fattaccio: in un video diventato poi virale sui social l'esperto difensore per festeggiare la vittoria sulla Russia ha urlato  "Slava Ukraine" (Ovvero "Gloria all'Ucraina"). Una frase che è stata considerata anti-Russia, in un momento molto politicamente molto caldo e che dunque è diventata oggetto delle indagini della Fifa con il rischio di una possibile squalifica

La Fifa ha graziato Vida, nessuna squalifica per Croazia-Inghilterra

Il massimo organo calcistico internazionale dopo aver visionato il tutto ha deciso di non punire con la squalifica Vida che dunque sarà regolarmente in campo nella semifinale dei Mondiali 2018 Croazia-Inghilterra. La Fifa infatti ha optato per il classico "warning", ovvero un'ammonizione ufficiale, accettando dunque quelle che sono state le giustificazioni e spiegazioni di Vida e della Federcalcio croata.

La Croazia e la giustificazione di Vida che ha convinto la Fifa

La Croazia infatti ha dichiarato in maniera ufficiale che le parole pronunciate da Domagoj Vida al termine della partita contro la Russia si riferivano al sostegno dimostratogli dai tifosi ucraini durante i Mondiali. Vida infatti ha vestito la maglia della Dinamo Kiev dal 2013 al 2018. Nonostante tutto però anche la Federcalcio croata ha rivolto un invito a tutti i propri tesserati in una nota ufficiale: "la federcalcio croata invita i giocatori della nazionale ad astenersi da qualsiasi dichiarazione che può essere interpretabile come politica"