Il gol segnato da Milik all'Empoli è ossigeno puro. Una boccata che l'attaccante polacco inspira per urlare in faccia ai detrattori con tutto l'orgoglio che ha in corpo. Le critiche ricevute per la prestazione contro la Roma, per l'incapacità di essere decisivo in un match così importante non ne hanno scalfito la determinazione. A gennaio serve un bomber vero, è il comune denominatore delle obiezioni sollevate nei confronti di una rosa alla quale manca un Cavani. L'ex Ajax replica a tutti nell'unico modo possibile: niente chiacchiere, lascia che a parlare siano i gol. Per farne uno ai toscani gli è bastata una manciata di minuti, quando Ancelotti lo ha lanciato nella mischia al posto di Zielinski: assist di Mertens, tiro perfetto in fondo al sacco.

Quattro le reti realizzate finora in campionato su 9 apparizioni. Milik non colpiva il bersaglio grosso dal 26 settembre scorso (doppietta con il Parma) e bisogna tornare indietro al 18 agosto (prima giornata, successo contro la Lazio in rimonta) per contare la quarta marcatura del torneo. Un trend che non è da cannoniere implacabile e in parte è giustificato dalla concorrenza fortissima che c'è in rosa: Insigne (al quale il tecnico ha cambiato posizione, avvicinandolo di più alla porta avversaria) e il solito Dries (calatosi perfettamente nella parte del ‘vero 9' già con Sarri) hanno scalato posizioni nelle gerarchie.

Per un attaccante fare gol è la cosa più importante – ha ammesso nell'intervista a Radio Kiss Kiss -. Quando non segni è inevitabile ricevere critiche ma fanno parte del gioco e dobbiamo accettarle. Il modo migliore per rispondere è fare gol. Gli ultimi due anni sono stati brutti ma so che posso dare ancora di più a questa squadra. Sento la fiducia di Ancelotti e questo è importante. In rosa abbiamo altri attaccanti fortissimi, li rispetto e quando ho un’opportunità cerco di approfittarne.

Dal campionato alla Champions League. Martedì prossimo (6 novembre, ore 21, appuntamento al San Paolo) c'è la sfida con il Paris Saint-Germain. Il 2-2 beffardo (pareggio di Angel Di Maria al 93°) ha lasciato l'amaro in bocca ma anche la consapevolezza delle proprie forze. Battere i francesi in casa è possibile, serve la gara perfetta… senza quelle distrazioni che hanno fatto sbottare il tecnico anche dopo il successo per 5-1 coi toscani ("il mister vuole sempre il massimo da noi"). Battere i francesi significa mettere (quasi) al sicuro la qualificazione agli ottavi di finale.

Per giocare partite così un calciatore aspetta tutta la vita, sono gare spettacolari – ha aggiunto Milik -. Il Psg è fortissimo ma noi giochiamo al San Paolo e tutto può succedere. In questo Ancelotti è molto importante, ha vinto tutto e ha l'esperienza giusta.