Se Conte, sponda Inter, lamenta un certo ritardo sul mercato, Giampaolo, che con lui divide la città di Milano, non può certo ritenersi più fortunato. Ma l’ex Sampdoria, aziendalista ma anche conscio della situazione in casa rossonera, non ne fa un dramma. I tavoli delle trattative sono aperti fino al 2 settembre e il Diavolo non sembra intenzionato a svenarsi accettando di versare le cifre, oggi più alte, chieste per i diversi profili sulla lista di Maldini. L’impressione, dunque, è che al di là delle urgenze di calendario, il Milan agirà con molta intelligenza e pazienza completando, forse anche l’ultimo giorno utile, la rosa a disposizione del tecnico abruzzese. E così, dal forte interessamento per Zaracho del Racing de Avellaneda passando per la trattativa per Correa dell'Atletico Madrid fino al punto sulle cessioni, ecco ultimissime notizie e trattative in tempo reale sul calciomercato del Milan.

Trattative: Correa in pole, piace Zaracho del Racing. Demiral dalla Juve? Stand-by per Praet

È un Milan, come detto, paziente ma anche voglioso di piazzare altri colpi, alcuni di notevole peso, per accontentare le richieste del proprio allenatore intenzionato a schierare il suo ormai collaudatissimo e apprezzatissimo, 4-3-1-2. E proprio nel pacchetto avanzato, che deve garantire ancora maggiore qualità, specie nell’ultimo quarto di campo, il Diavolo sta provando a fare qualcosa. In pole, nella wishlist del triumvirato Maldini, Boban e Giampaolo, ormai non è un segreto, c’è Correa dell’Atletico Madrid. Un profilo interessante, capace di interpretare sia il ruolo di seconda punta che di trequartista ma con un bel problema: i 50 milioni di euro richiesti dai Colchoneros, ritenuti tanti ma che pure potrebbero arrivare dalle contestuali cessioni, sempre in attacco, di André Silva (al Monaco per 30 milioni) e Cutrone. Martedì, intanto, una delegazione dei Rojiblancos è attesa a Milano per capire i margini di questa trattativa.

Resta viva, anche se difficile, l’affaire Depay dal Lione ma anche in questo caso la richiesta dei transalpini di 40 milioni di euro potrebbe bloccare tutto. Stesso discorso per la mezzala Praet della Sampdoria, oggetto del desiderio di Giampaolo, per il quale, al momento, servono 25 milioni di euro. Una cifra alta e che si proverà a smussare, magari con qualche giovane contropartita, più avanti.

In quella posizione, ci sarebbe sempre Rodolfo Pizarro del Monterrey, con una clausola valida per l’Europa da 8 milioni di euro, mentre per la trequarti spunta l’opzione Matias Zaracho con l’argentino del Racing de Avellaneda che sembra aver convinto proprio tutti per caratteristiche tecniche, capacità di giocare anche da seconda punta, dribbling, estro e velocità. Armi, queste, necessarie in quella specifica zona del rettangolo verde e che potrebbero essere valutate 17/18 milioni di euro. In difesa, al netto delle difficoltà per ingaggiare Nastasic, pronta l’offerta per Demiral della Juventus, via Sassuolo, con la formula del prestito più diritto di riscatto e controriscatto a favore della Vecchia Signora. Il nome di Demiral per il pacchetto arretrato non è però l’unico fra le trattative calde del Milan con Upamecano del Lipsia, valutato 50 milioni di euro, sempre nelle mire del Diavolo.

Piace, infine, il 19enne statunitense del FC Dallas Paxton Pomykal mentre per Modric, accostato negli ultimi giorni ai meneghini, non è arrivato l'ok dal fondo Elliott che, nemmeno per il talento del Madrid, intende derogare ai suoi principi e ad una condotta, in tema di ingaggi, che non possono superare i 2.5 milioni annui. Circa 10 in meno rispetto a quanto chiesto dal croato e dal suo agente Lemic.

In uscita: Cutrone tentato dai Wolves, André Silva al Monaco. Suso chiesto dalla Roma

Prima di muovere danaro per i possibili innesti il Milan ha bisogno di cedere e di farlo senza svendere i suoi profili. E se Cutrone era stato dichiarato incedibile non appena dieci giorni fa, ora, l’attaccante italiano potrebbe esser sacrificato sull’altare dei conti dopo i nulla di fatto per Donnarumma e le mancate offerte per Kessie. Su di lui c’è il Wolverhampton settimo in classifica lo scorso anno ed al secondo turno di qualificazione in Europa League ma il canterano rossonero non pare convinto ad accettare la generosa offerta dei Wolves che, per averlo, avrebbero messo sul piatto 25 milioni di euro. La stessa cifra che chiede il Diavolo per André Silva, pagato 38 milioni di euro dal Porto due anni fa, e che passa al Monaco. Con una triangolazione di mercato, e non sul campo, tutta di marca Mendes con l’agente portoghese procuratore dell’attaccante lusitano, con strettissimi legami col club inglese e quello monegasco, regista degli addii di Cutrone e André Silva e protagonista decisivo per l’approdo di Correa.

Intanto, il Milan è sempre più convinto di voler cedere Suso che, in questo nuovo vestito, il predetto 4-3-1-2, c’entra il giusto nonostante gli esperimenti in quel ruolo che quotidianamente vengono fatti da Giampaolo. Il rischio però è quello di veder calare, per via di prestazioni non all’altezza delle sue qualità, il valore di mercato dello spagnolo. Motivo per cui Maldini pare aver aperto alla cessione con la Roma, e in particolare l’allenatore Fonseca, intenzionati a prelevare il mancino ex Liverpool. Ma la strada è comunque in salita, il direttore tecnico chiede 40 milioni di euro o il cartellino di Zaniolo in cambio di quello di Suso. Più probabile però che la trattativa si possa chiudere con uno scambio con Schick più conguaglio a favore dei rossoneri che intanto pensano di girare in prestito il giovane portiere Plizzari chiesto dal Livorno ma ricco di proposte da mezza cadetteria.

Cosa serve: diversi colpi per completare la squadra

La definizione cantiere aperto è una di quelle che ci sta a pennello per questo Milan che ha già messo a referto gli affari Krunic, Hernandez e Bennacer ma che ha ancora molto da fare per dirsi completo. Mancano all’appello, e dovranno arrivare dal mercato, almeno uno/due centrali, un0/due centrocampisti, un trequartista e un attaccante. Profili necessari per dare vita al 4-3-1-2 di Giampaolo e per ampliare le rotazioni rossonere al netto dell’assenza, quest’anno, di impegni continentali.