Carlo Ancelotti, su mandato presidenziale, sta esaltando e mettendo in mostra tutti gli effettivi della rosa del Napoli. Contro l’Empoli i centrali di centrocampo sono stati Rog e Diawara, due giocatori che Sarri ha voluto ma poi ha fatto giocare con il contagocce. In questa sua capacità di ruotare gli uomini, tenendoli tutti sulla corda, il tecnico emiliano è davvero straordinario, anche per il livello sempre alto a cui tiene la squadra, nonostante cambi spesso anche otto undicesimi.

Il tempo delle scelte. Eppure, come dovrà accadere fra qualche settimana in avanti, la rotazione totale degli uomini piano piano frenerà, Ancelotti dovrà scegliere almeno un impianto di 7-8 giocatori da considerare come titolari, in quanto prima in Champions League e poi in serie A arriveranno le partite decisive per dare un significato concreto a questa stagione. Al di là delle scelte nei diversi reparti, la prima idea chiara l’allenatore dovrà averla sull’attacco, il reparto in cui gli uomini hanno forse più bisogno degli altri di sentire la fiducia piena dell’ambiente per rendere al meglio.

Una seconda punta ‘magnifica'. Da quel che il Napoli ha dimostrato fino a questo momento, Lorenzo Insigne da seconda punta, una sorta di numero 10 degli anni ’90, non può non essere il fulcro dell’attacco napoletano. Il salto di qualità che ha fatto in questi pochi mesi ancelottiani è davvero straordinario, trovando non solo campo per giocare e puntare la porta in maniera differente, ma acquisendo una dose di personalità massiccia e istantanea, che ne fa in questo momento uno degli attaccanti più interessanti del panorama europeo.

Se da Insigne non si può prescindere, resta da capire chi affiancargli. Milik è perfetto per un tipo di gioco in cui il polacco si muove in continuazione e svolge un doppio lavoro, spalle alla porta, per aprire spazi ad Insigne e alle mezzali, ma anche per proporsi in profondità per i suggerimenti del numero 24. La coppia di attacco Milik-Insigne sarebbe molto difficile da gestire dalle difese in quanto, con una squadra che attacca tanto con laterali e mezzali, loro due sono perfetti per dialogare con i compagni e mandarli in porta.

Ma come fai a tenere fuori il Mertens attuale? Il duo Insigne-Mertens gioca in maniera del tutto diversa. In primo luogo non da punti di riferimento alle difese avversarie, svariano entrambi su tutto il fronte d’attacco e possono scambiarsi posizioni e compiti, alternandosi in fase di rifinitura e realizzazione. Quello che è diverso da un attacco con Milik ed Insigne è il focus della coppia nel giocare prettamente scambiandosi il pallone, coinvolgendo molto meno l’intera squadra. Ovviamente Milik serve molto di più con squadre che abbassano il centrocampo quasi al livello della difesa, mentre il duo Mertens-Insigne va a nozze quando le squadre lasciano uno spazio di campo fra centrocampo e difesa, come ha fatto l’Empoli di Andreazzoli venerdì sera.

Una terza opzione titolare formata da Milik e Mertens sembra in questo momento poco praticabile. Non solo per lo stato di forma e l’importanza di Insigne all’intero della squadra, ma anche per la difficoltà di integrazione dei due, perché Mertens ormai si sente un centravanti, magari atipico e molto mobile, ma di sicuro un riferimento principale e non vuole che nessuno gli rubi spazi di manovra e di tiro. Con le partite decisive contro Paris Saint Germain e Liverpool per il passaggio del turno in Champions League, la rotazione ancelottiana potrebbe leggermente decelerare e in attacco giocare chi offre più garanzie, anche di ben integrabilità fra di loro. Interessante capire l’allenatore su chi punterà.