La suggestione di rivederlo in campo in Italia, magari con la stessa maglia indossata da Mario Balotelli, è rimasta tale. Claudio Marchisio, reduce dalla risoluzione del contratto con lo Zenit San Pietroburgo, ha confermato la sua volontà di continuare a giocare lontano dal nostro paese: "Sicuramente giocherò ancora all’estero – ha spiegato l'ex centrocampista bianconero a Sky – Non ho mai pensato di tornare alla Juve, ho preso la mia decisione perché era arrivato il momento giusto. Ma certamente non indosserò altre maglie in Italia".

"Il Brescia? Ho ricevuto tanti messaggi di persone che mi vorrebbero lì, ma ho detto di no anche ad altre offerte in Italia perché voglio rimanere coerente con la mia decisione – ha aggiunto – Giappone o Arabia Saudita? Dipende dal progetto, provo a guardare cosa c'è dietro l'offerta, non solo la parte economica".

Il "no" a Suning

"La risoluzione con lo Zenit credo sia stata una scelta giusta, soprattutto da parte mia, perché con questa operazione avrei perso mesi importanti per il campionato e soprattutto per questa nuova avventura che attende lo Zenit quest’anno, che è la Champions. Auguro loro il meglio". Nell'intervista concessa, Claudio Marchisio ha poi rivelato un particolare aneddoto di calciomercato: "Mi avevano proposto anche la Cina, ma ho detto no a Suning perché è troppo vicino all’Inter e la vicinanza con quella maglia non mi ha portato a essere sereno sulla scelta".

Dopo aver anche rispedito al mittente la domanda su un suo eventuale reintegro nel club campione d'Italia, Claudio Marchisio ha infine commentato il prossimo campionato di Serie A: "La Juventus è ancora la favorita, la rosa e il cambio d'allenatore lo dimostrano. Marotta e Conte all'Inter? E' un modo per strappare il titolo alla Juve. Ci sono società che vogliono lottare seriamente".