Federico Chiesa guadagna la copertina di Italia-Polonia, prima partita della Nations League degli Azzurri. Se a Bologna la Nazionale ha evitato la beffa buona parte del merito è del talento della Fiorentina che, subentrato nella ripresa, ha cambiato volto alla partita sfiorando il gol e poi procurando il calcio di rigore trasformato da Jorginho. Lo vedi giocare e ti chiedi come lo stesso commissario tecnico, che in conferenza stampa aveva criticato il poco coraggio da parte dei club nel lanciare i giovani, lo lascia in panchina… Lo vedi giocare e capisci perché oggi una quotazione di mercato vicina ai 70 milioni, considerate età e potenzialità, non sia così fuori luogo.

L'azione di Chiesa è un caso da moviola. Chiesa determinante, nel bene e nel male. Cosa c'è di male nella sua prestazione? Nulla, semmai il lato oscuro – a voler essere pignoli – è nell'azione che ha portato al calcio di rigore concesso all'Italia al 76°. Un episodio da moviola anche per le proteste della Polonia. Tutto nasce da un contropiede iniziato da Bonucci bravo a recuperare palla, Belotti completa l'opera mettendo in movimento Chiesa: l'esterno della Fiorentina viene atterrato nei pressi del vertice destro dell'area di rigore da Blaszczykowski. L’arbitro non ha avuto alcuna esitazione e ha indicato il dischetto: Jorginho ha spiazzato il portiere con un tocco d'interno collo a mo' di scavetto.

Era giusto assegnare il calcio di rigore all'Italia? Le proteste della Polonia nei confronti del direttore di gara fanno leva su un dettaglio: Blaszczykowski entra in tackle alle spalle di Chiesa ma prende prima il pallone con il piede destro (senza toccare l'avversario) e poi lo travolge. L’intervento è al limite del regolamento e provoca il rigore perché giudicato scomposto e irregolare nel momento in cui colpisce anche la gamba del giocatore togliendogli l’appoggio. Unica pecca, la mancata ammonizione che avrebbe portato alla sua espulsione essendo già gravato da un ‘giallo'.

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