Con l’arrivo della sosta invernale in Serie A è tempo di primi bilanci. In questa occasione ci siamo soffermati sulla stagione dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini chiamata ad una difficile conferma dopo l’incredibile cavalcata durante lo scorso campionato che ha consentito agli orobici di riscrivere quasi tutti i propri record nella massima serie (miglior posizione finale di sempre e maggior numero di punti conquistati in un singolo torneo) e soprattutto di qualificarsi alla fase a gironi dell’Europa League. Difficile, improbabile, per alcuni addirittura impossibile alla luce anche del mercato estivo e dell’impegno inedito su tre fronti, valutazioni comunque condivise da gran parte dei tifosi e degli addetti ai lavori in avvio di stagione. E invece gli orobici hanno stupito di nuovo tutti, facendo fin qui addirittura meglio della scorsa stagione.

Via Conti e Kessié.

Partiamo dal mercato estivo dove l’Atalanta per due dei suoi migliori giocatori: il laterale goleador Andrea Conti e il “polmone” della squadra Franck Kessié, entrambi finiti al Milan. Per il primo gli orobici incassano 25 milioni di euro, per il secondo invece si studia una formula diversa (prestito oneroso con obbligo di riscatto) che porterà comunque a fine anno altri 28 milioni di euro nelle casse nerazzurre. Un totale dunque di 53 milioni di euro che sommati ai 10 milioni di euro incassati dall’Inter per acquisire il cartellino del giovanissimo Alessandro Bastoni (poi lasciato a Bergamo in prestito) portano le entrate a quota 63 milioni.

Progressi nonostante le incognite.

E, a parte l’annebbiato Josip Ilicic e il “cavallo di ritorno” Marteen De Roon, a Zingonia arrivano gli illustri sconosciuti Timothy Castagne, Robin Gosens, José Luis Palomino, Nicolas Haas, Joao Schmidt, Andreas Cornelius, e i giovanissimi Riccardo Orsolini e Luca Vido, per un costo totale di 34,5 milioni di euro a cui si aggiungono i circa 12 milioni spesi per riscattare il portiere Etrit Berisha dalla Lazio e per assicurarsi alcuni prospetti interessanti come Fabio Eguelfi dall’Inter (ora in prestito al Cesena) e Matteo Pessina (oggi allo Spezia) dal Milan. Una sessione estiva chiusa dunque con un attivo di circa 16,5 milioni di euro (che diventerà realtà quando intascherà gli ulteriori 20 milioni dal Milan per l’operazione Kessié).

Basterà aver trattenuto il Papu Gomez?

Anche se il vero colpo di mercato è stato riuscire a trattenere a Bergamo il suo miglior giocatore, cioè il richiestissimo Alejandro Gomez, ancora oggi in cima alla lista dei desideri di molti top club europei (si pensi al Liverpool). Nonostante il Papu però l’Atalanta si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione, nella quale per la prima volta negli ultimi 26 anni sarà impegnata su tre fronti, con una rosa composta più da incognite che da certezze (a cui si aggiunge anche lo spinoso caso Spinazzola) lasciando presagire che sarà difficile una conferma ad alti livelli. Impressione che si fa ancora più scoraggiante dopo le prime due sconfitte in campionato con Roma e Napoli e soprattutto dopo il sorteggio del girone di Europa League nel quale la Dea pesca due delle peggiori avversarie possibili: i francesi del Lione e gli inglesi dell’Everton.

La Dea come i top club d’Europa: ancora in corsa per tutti gli obiettivi.

Ma i ragazzi di Gasperini sono ancora una volta riusciti a stupire tutti restando ad oggi una delle poche squadre europee in corsa per tutti i tre obiettivi postisi all’inizio della stagione. Ad oggi infatti i nerazzurri si trovano al sesto posto in classifica in piena lotta per un posto nella prossima Europa League con 30 punti conquistati nelle prime 20 giornate (soltanto 5 in meno rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione in cui occupavano la settima posizione). Ma non solo.

La Dea, difatti, a differenza dello scorso anno è ancora in corsa sia in Coppa Italia, dove, dopo aver eliminato il Napoli, dovrà vedersela in semifinale con la Juventus (la stessa compagine che nella scorsa edizione la eliminò agli ottavi di finale) e, ancora più sorprendentemente, sia in Europa League, dove, dopo aver vinto il girone di “ferro” con Lione ed Everton, affronterà il Borussia Dortmund nei sedicesimi. Se è vero dunque che confermarsi è più difficile che affermarsi, il dubbio che ci resta, dopo aver scoperto che addirittura i bergamaschi hanno fatto fin qui meglio della scorsa stagione, è soltanto uno: possiamo ancora considerare l’Atalanta una sorpresa?